Ognuno ha qualcosa dentro di sé

Ognuno ha qualcosa dentro di sé

Quando l’ho scritta ascoltavo “Pensa così” di Arisa.

Sulla collina di un piccolo Paese di montagna sorge una grande fattoria, la più importante: è la fattoria più grande del mondo e tantissimi viaggiatori incuriositi, provenienti da ogni angolo dell’universo, arrivano per ammirarne gli animali. Ce n’è uno di ogni specie, dalla più conosciuta alla meno nota.

Paese è un posto inabitato ed ospita solo questa fattoria, dove gli animali vengono accuditi dal mondo: chiunque ci si rechi porta loro qualcosa da mangiare che loro conservano e dividono.
Quello che succede all’interno della fattoria di Paese quando non vi si recano visitatori, è qualcosa di strano ma comprensibile: gli animali hanno infatti cominciato a comunicare tra loro per mezzo di un linguaggio molto particolare.
Una volta al mese ed ogni mese nel giorno della Domenica degli Animali, esattamente alle diciannove – quando il sole è oramai tramontato ed ogni animale ha trascorso la giornata a suo piacimento -, Mucca e tutti gli animali muniti di campanaccio muovono il collo per dare inizio al Grande Confronto.

Il primo ad arrivare è Elefante, che non ha paura dei topi: un ragazzo giovane, piuttosto pacato al quale non piace litigare con le persone, che si contraddistingue per la chiarezza e la cui grandezza lo rende autorevole. Quando incontra Topo gli dice:
“Guarda che tu non mi fai paura. Se fossi grande quanto me non ti spaventerebbe nulla.”
E Topo gli risponde: “Mi accontento di esser piccolo e riuscire a sfuggirti!”.

Poi c’è Farfalla, bellissima ed elegante, che passa il suo tempo a pensare a Bruco, il suo amico verde, che un giorno diventerà bello quanto lei. Lui, però, non ha più voglia di ascoltarla perché non sa più come spiegarle che in realtà lui si piace così. Bruco, probabilmente, ha il timore di cambiare: non ha un’idea precisa di come sarà dopo la trasformazione ed è spaventato all’idea di diventare più brutto. D’altro canto, ora, chi lo disturba? Sono pochi coloro che si interessano a raccoglierlo in barattoli e portarlo con sé: la gente, dopotutto, preferisce quelle come Farfalla!

C’è anche Fenicottero, elegante,col collo lungo ed un portamento eccezionale.
È una tipa un po’ tra le righe, particolarmente controcorrente, col suo manto rosa e le gambe lunghissime: tutti gli altri animali stanno sempre lì a guardarla e per questo non è sempre benvoluta dalle altre ragazze della Fattoria. Fenicottero accusa Piccione di non essere bello quanto lei.
“Conosco gli umani molto più di quanto sia concesso a te”, le risponde Piccione.

Il momento più importante giunge quando, sempre improvvisamente, nonostante tutti sappiano del suo arrivo, irrompe nella fattoria Leone: la sua autorevolezza basta per renderlo il più temuto ed il più rispettato. Al suo ingresso Cicala smette di cantare, Grillo di fischiettare e Gufo di gufare Canarino; ogni animale interrompe la sua attività per inchinarsi al suo cospetto. L’unica a restare indifferente è Tartaruga, la più anziana del gruppo: conosce ogni componente della fattoria, ha battezzato tutti i nuovi nati ed è la miglior dispensatrice di consigli quando si è combinato un pasticcio.
La sua anzianità, peraltro, non le permette di inchinarsi con facilità.
“Tu non ti inchini? Dovresti farlo! Sono il Re della Fattoria! Te lo sei dimenticata?”. Le chiede Leone.
Tartaruga gli risponde: “Va bene, Leone tu sarai pure il Re, ma io vivo molto più a lungo di te e sono molto più anziana, non ci riesco. Sono stanca, adesso!”.

La discussione continua e coinvolge tutti gli animali della Fattoria.

Cane dice a Gatto che non sarebbe mai in grado di amare un uomo quanto lui. Gatto, dal pelo corto e color miele, gli risponde: “Io non ho bisogno di amare l’uomo perché lui mi ama anche se io non faccio nulla per conquistarlo!”. Poi Gatto fa notare a Cane che il collare dorato che gli cinge il collo non è un gioiello ma un guinzaglio: è in trappola. Prima o poi ci si accorge che le sontuose finestre del Castello hanno grosse sbarre di ferro.

Cavallo, fiero, seduto vicino alla porta e con la pipa tra i denti, nitrisce e si volta verso Cane, dicendogli: “L’uomo ama anche me e anche se non mi porta a casa sua, mi tratta come un re! A te non dà nemmeno lo zucchero.”
“Sì, ma sopra di te ci si siede. Tra di noi, invece, quello che sta sull’altro, sono io!”, replica Cane.

La situazione comincia a degenerare quando ad intervenire è Pesciolino Rosso, in collegamento da Laghetto: tutti ad accusarsi, ognuno col desiderio di esprimere la propria opinione ma finendo per affossare qualcun’altro.
Tartaruga prende la parola e dice:
“Vorrei presentare la mia candidatura come Re della Fattoria.”
“Sei troppo anziana!”, risponde Volpe.
“Ho tantissime altre doti, come tutti voi. Dobbiamo smetterla di litigare, di invidiarci i pregi ed evidenziarci i difetti. Anche tu potresti candidarti come Re della Fattoria: ognuno ha un talento che basta cercare per scovare, per capire dov’è, dove si nasconde. Non sono certo così diverso da Leone, e tu non sei così diverso da me. Agisci come preferisci, cerca di realizzare quello in cui credi e vai avanti per la tua strada, senza dar retta a nessuno. Neanche a me, se non ti fidi. Ognuno di noi serba qualcosa, nel profondo, dentro di sé. Ripeto: è sufficiente cercare per trovare. Leone non è così diverso da Formica ed io non sono così diverso da Leone. E tu non sei così diverso da me.”

Tartaruga non è ancora diventata la Regina della Fattoria perché, ahimè, ci sono ancora un sacco di passi in avanti da fare per l’accettazione totale della Donna.
Alla carica di Regina si è quindi preferito il Re, titolo conferito ad Elefante, il cui consigliere personale è diventato Topo. Ogni tanto alla Fattoria si litiga ancora.