Ciao?
Come ci si saluta in queste circostanze?

L’ultima volta che ho avuto a che fare con un blog, forse, è stato ai tempi di MSN. Quando la connessione era quella lenta, e papà ci nascondeva “il filo” dell’internet. Già allora dovevo avere manie di esibizionismo, perché il mio nickname era Neddy_superstar. Però è passato tanto tempo e nemmeno mi ricordo più come funzioni MSN. Quindi questa volta, ho cambiato nickname e ho aperto una pagina web: ché poi ho sempre sognato di poter scrivere aldostefanomarino.com sulla barra di ricerca e trovare qualcosa. Penso che tutti dovrebbero avere un sito web nella propria vita, che uno decide se renderlo privato o lasciarlo pubblico, e ci mette dentro quello che vuole: le foto di quella volta che ha riso tantissimo, i pensieri, le sensazioni, le canzoni che ascolta. Insomma un sacco di cose fighe, tutte per ben organizzate e facilmente ritrovabili. Ma forse è solo il mio sogno e non è quello di nessuno di voi.

Comunque, scusate, mi sono perso in discorsi. Eccola: la chiacchiera, questa qui, l’ho presa da mio papà, anche la fantasia poi. Potrei stare ad inventare stupidaggini per ore.
Da mia mamma invece ho preso una cosa, grande e buona: l’ordine e anche la determinazione. Quindi passo un sacco di tempo a riordinare e a mettere in fila le cose.
Mia sorella Alessandra è qualche anno più grande di me, quindi anche più intelligente: lei colleziona lauree e va in giro per il mondo. Conosce un sacco di cose, anche se quando ero piccolo mi pizzicava.
Ho fatto tante cose, lunghe più o meno: non sono sempre costante infatti. Ma quando le cose mi piacciono allora mi impegno, e quando mi impegno ci riesco. Quando ero piccolo dipingevo, scrivevo storie che spaventavano le madri delle mie compagne alle Scuole Elementari, e poi raccontavo storie ad una bambina che non riusciva a dormire al Campo Scuola della Chiesa.
Ho avuto tantissimi animali domestici: un cane, un gatto nel pianerottolo (perché mia madre è allergica), criceti, cavie, pesci rossi che si sono lanciati fuori dalle loro bocce, lumache, un geco di nome Mario, un riccio africano a cui facevo il bagnetto, una tartaruga Gloria.

Sono testardo, un Capricorno, ascendente Ariete. Lo dico così, perché magari fa curriculum, ma non credo a queste cose. Credo solo che ogni segno abbia delle caratteristiche che gli appartengono significativamente. Ecco, io sono testardo: tremendamente, più di tutti gli altri Capricorno. Sono molto pratico, anche se credo nell’amore, e nell’amicizia. Credo anche nell’odio: questo è quello che mi fa più paura.

Studio Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza, una laurea triennale molto interessante che presto spero di avere appesa in camera. Mi interrogo però già sul colore della copertina della tesi, perché questo pomeriggio ne ho adocchiata una rosa niente male. Ma che cosa direbbe mia madre? Forse non sarebbe d’accordo.

Quando non so che cosa fare scrivo, tantissimo, durante alcune ore di lezione, pasticcio agendine in cui racconto quello che ho fatto giornalmente. Faccio scarabocchi. Poi tento anche di scrivere storie, di mettere insieme parole, persone, caratteri, segni zodiacali e sensazioni, luoghi nuovi e visitati. Intendo visitarne sempre di più.
Ma leggo anche: adoro spendere soldi comprando libri, mi chiedo perché non esistano così tanti saldi come per i vestiti.

Ho deciso di aprire un blog e parlare, non so esattamente di cosa e neanche per cosa. Ma ho deciso di farlo. Non ho niente da insegnare a nessuno. Credo magari di avere qualcosa da dare.
Il mio primo libro si chiama “Al momento giusto”.
Il secondo l’ho finito.
Il terzo l’ho pensato.

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