Uno di questi pomeriggi, googlando qui e lì, non so come, ho trovato uno studio dell’Università del Michigan svolto su mille americani, che dichiara che le persone mentono mediamente dall’una alle due volte al giorno. Mi sono così imbattuto in una riflessione e mi sono chiesto quante bugie, a me capitasse di dire durante il giorno.
Sarà pur dura da ammettere, ma le bugie fanno parte della nostra vita quotidiana. Mentiamo noi e mentono gli altri, anche a noi, ogni giorno, senza neanche accorgercene, per questioni di poco conto ma anche più importanti.

Durante una settimana qualunque diverse volte ci capita di trovarci davanti ad una bugia.
Mentiamo spesso, a prescindere dall’intenzionalità posta.
Ricorriamo di frequente alle bugie, mascherandole, definendole bugie a fin di bene talvolta, o compulsive, oppure anche pietose. L’obiettivo è sempre quello però: ingannare l’altro, e certe volte anche noi stessi.

a) “Appena mia madre controllerà l’estratto conto di questo mese vorrà sapere come ho speso tutti i soldi di Gennaio.”
La situazione più comune in cui ci capita di mentire è quando dobbiamo evitare una punizione: abbiamo fatto una cosa che, in cuor nostro, sapevamo che non avremmo dovuto fare. L’abbiamo fatta comunque, non ci siamo curati delle conseguenze e ora dobbiamo fare i conti con chi ci ha scoperto. Perché le conseguenze sono arrivate. Quindi inventiamo una bugia e speriamo che possa essere compresa.
PROBLEM SOLVING: O smettete di fare cose che meritano una punizione o smettete di dare spiegazioni alle persone circa le cose che fate nella vostra vita.
Essere liberi è la prima condizione da rispettare per non dire le bugie.

b) “Sì, è molto carina la tua maglietta.”
Un’altra situazione in cui utilizziamo facilmente e quotidianamente le bugie è quando non vogliamo compromettere le relazioni di tutti i giorni.
Quante volte ci è capitato di dover dire una bugia a fin di bene? Dover fare degli apprezzamenti su qualcosa di cui ci viene, accidentalmente, chiesta un’opinione. Mentire sul taglio dei capelli della tua amica, o su quei pantaloni che il tuo amico si è comprato.
O la pasta salata: quante volte la pasta era insipida e avete detto “No, dai, ma va bene così!”?
PROBLEM SOLVING: Iniziate a selezionare le vostre amicizie: frequentate solo persone carine, ordinate, puntuali, piacevoli e profumate, e imparate a salare la pasta prima che lo facciano i vostri amici. Oppure continuate a frequentare persone che non vi piacciono e a cui raccontate di piacervi.

c)“Quindi che tempo faceva in Australia? Che verso fanno i canguri?”
Infine vi presento la terza occasione in cui ci capita di mentire: non quella più rara ma sicuramente la meno edificante, è quando raccontiamo le bugie per apparire migliori di quello che siamo. Quando ingigantiamo situazioni vissute, le condiamo di dettagli inventati e particolari interessanti.
La festa con dieci persone diventa un party con centocinquanta invitati, il tutto per mostrarci e far credere agli altri di avere una vita grandiosa. Alla conversazione avuta con quel tipo che vi piace cancellate i messaggi in cui alla fine gli avete scritto voi, e così via.
PROBLEM SOLVING: A questo punto: o vi fate un profilo Instagram e condividete fotografie scattate da altri utenti perché di vostro non avete nulla di interessante da mostrare, oppure conoscete gente nuova, organizzate feste in ville con piscina e dite meno bugie in giro.

Ci sono addirittura degli studi che dimostrano che la capacità dell’uomo di essere sincero diminuisce mano a mano che si avvicina la sera: a questo punto della giornata tendiamo a mentire più facilmente. Questo accade perché accumuliamo stanchezza mentale e fisica e ciò compromette la nostra capacità di non dire le bugie.
Così ho deciso di andare ad analizzare quali sono i gesti che fanno le persone quando mentono e attraverso quali indizi è possibile cercare di farci fregare un po’ di meno.

1) “Gli occhi non mentono”.
Lo dicono tutti: provate a guardare una persona negli occhi e ti renderai conto se quella sta mentendo. Infatti! Esistono due condizioni per cui potresti avere lo sguardo sfuggente: o sei un giovane adolescente che, tornato a casa alle tre del mattino, ha gli occhi rossi per le canne, oppure stai mentendo. Altro indizio fornito dagli occhi potrebbe essere anche l’azione dello sbattere delle ciglia ripetutamente. Più in generale, una menzogna può essere indicata da tic più o meno frequenti durante il racconto della stessa.

2) “Non ti ricordi? Me l’hai detto tu l’altra volta!”
Se c’è una cosa che manca al bugiardo è la memoria: la sua è parecchio corta. State molto attenti alle discordanze che possono verificarsi all’interno di un racconto inventato: alcuni punti sicuramente non reggeranno bene quanto altri.

3) “Non parli più, adesso?”
Una bugia implica un progetto ed una costruzione di base, necessita di essere pensata, talvolta nei minimi dettagli.  Capita però, che ci siano alcune domande a cui non abbiamo stabilito una risposta, anche perché normalmente le bugie giocano sull’improvvisazione.
Il silenzio ad una domanda indica una riflessione, e normalmente, quando pensiamo a quello che dobbiamo dire, è perché non siamo sicuri di quello che stiamo dicendo.

4) “Io non ti ho mentito, ho solo evitato di dirtelo!”
La bugia più brutta in assoluto è questa: l’omissione. C’è chi pensa che questa non rappresenti una menzogna vera e proprio, dato che mentendo diciamo una cosa al posto di un’altra. In realtà, per me, l’omissione è una delle modalità espressive più codarde della bugia. Quando una persona vi risulta estremamente vaga circa una determinata situazione, chiedetevi se non vi stia nascondendo qualcosa.

Dire le bugie fa parte di noi, dobbiamo accettarlo.
Anche se c’è chi dice di non dirne mai, anche se c’è chi si dichiara unicamente sincero.
Io, ad esempio, oggi credo di averne già dette quattro.
Le bugie vanno bene, troppe non storpiano.
Basta solo che stiamo attenti alla loro entità e che non danneggino veramente nessuno.
Basta solo che non danneggino nessuno, neanche noi.
Ricordatevi sempre quel vecchio detto che dice che le bugie hanno le gambe corte: devono affrontare il percorso più lentamente e la strada che percorreranno sarà breve.
Ricordatevi anche che l’inganno e la bugia hanno date di scadenza, che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, quindi
siate furbi, o non dite bugie, se non siete in grado di dirle.