La casa sull’acqua, è il malinconico romanzo scritto da Fulvio Belmonte per Nottetempo.
Belmonte fa il mestiere di contadino e insegna al Liceo scientifico di Imperia, ha collaborato con alcuni articoli di critica letteraria, riviste locali e nazionali, e ha tradotto romanzi olandesi. Ora, finalmente!, scrive e tramite questa storia ci dice tanto sulla sua vita.

Attraverso una scrittura classicheggiante, morbida e appassionata, Fulvio Belmonte raccoglie le parole della storia de La casa sull’acqua all’interno di un libriccino con su dipinte le famose casette basse olandesi.

Vincitore della VIII Edizione Premio Letterario “Città di Ventimiglia”, La casa sull’acqua, racconta la storia del fallito scrittore Roberto Audisio, che passa le sue giornate in maniera monotona e, nel suo tedioso e ripetuto esistere, si preoccupa soltanto di attendere la sera, finché ci sia un’altra alba e poi un’altra notte da attendere, in cui svanire.
Il romanzo sembra un diario, fatto di poche date, ma luoghi esatti: sembra quasi il dettato a voce di uomo di trent’anni che ha perso le redini della sua esistenza, fatto al più distratto ed impassibile degli scrivani, che spesso perde il filo del discorso e naviga nelle acque – talvolta aspre – della faticosa arte della memoria, richiamando alla mente i versi di famosi poeti, come Baudelaire, Orazio, fino ad Omero.

È l’acqua che a Roberto Audisio fa paura, quella del fiume che vede dalla finestra della sua casa sull’acqua, ma anche occasione per fare il bilancio della sua vita e “arzigogolare, rammulinare” le delusioni, l’amara infanzia e una madre troppo apprensiva, gli amori giovani e la scarsa capacità di preoccuparsi di qualcuno oltre se stesso, insomma le esperienze e gli instanti che hanno reso Roberto l’uomo che è.

Fulvio Belmonte racconta una storia toccante servendosi di parole ricercate, che ci costringono a fermarci e a scoprirne il senso incontrandole per la prima volta, attraverso una prosa elegante che ricorda quella degli illustri scrittori dell’Ottocento, ci consegna un personaggio in cui è facile rivedersi. Perché Roberto, il protagonista di questo romanzo, siamo noi, ogni volta che abbiamo paura e guardando il futuro percepiamo l’ansia del non conoscerlo ancora, la fretta di scoprirlo e il terrore di viverlo.

La casa sull’acqua è un romanzo breve ma fatto di tante parole: non appena leggiamo l’ultima, chiudendo il libro, un vento viscerale di emozioni ci inchioda, fino ad interrogarci sulla nostra vita. Lo ripongo sereno nella mia libreria, ma mi resta nel cuore.