Bruciare tutto, è il romanzo meno autobiografico del Premio Strega 2013, Walter Siti. Una scelta coraggiosa quella fatta da Rizzoli, che ha deciso di pubblicare una storia bruciante e scandalosa, attirando pesanti stroncature da una parte e critiche molto positive da un’altra. La ragione di questa divisione del pubblico sta sicuramente nella delicatezza e spudoratezza dei temi che Siti ha deciso di raccontare attraverso questa sua storia, con un linguaggio tagliente e acuminato.

Bruciare tutto racconta la storia di don Leo, un prete in lotta con se stesso e con il suo Dio, un’entità a cui sottomettersi che non riesce a liberarsi dell’ombra del suo Avversario; un rapporto su cui interrogarsi ininterrottamente e che, continuamente, lo porta a dubitare di se stesso, prima in quanto uomo, poi in quanto guerriero del Signore. Leo si chiede che cosa significhi realmente amare Dio, dividendosi tra oratorio, mensa dei poveri e ripetizioni a bambini in difficoltà, in una Milano progressista fatta di grattacieli e abitata da immigrati.

Don Leo nasconde dei segreti inconfessabili, e l’amore carnale, ma soprattutto spirituale che lo ha portato a far sesso con un bambino, è ciò che gli tormenta l’anima. Da quell’evento è passato tanto tempo; ora, il sacerdote dei lunghi sermoni e le grandi metafore, un principio di balbuzie che diventa percettibile solo quando è agitato, vive a Milano e ha imparato che il Bene e il Male coesistono in un rapporto di stretta dipendenza l’uno dall’altro.
Bruciare tutto è un romanzo di quasi quattrocento pagine che porta il lettore ad interrogarsi costantemente, mettendolo a tu per tu con le sue credenze, e fornendogli il resoconto di una chiesa corrotta e di fedeli che profetizzano l’amore ma che invece praticano l’odio e la paura.

Tanti e svariati sono i personaggi e le loro personalità che compaiono tra le pagine di Bruciare tutto: ci sono Bianca e Adolfo, una coppia di coniugi in lotta tra loro che guardano a loro figlio più come oggetto da contendersi che come un bambino da proteggere; c’è Andrea, loro figlio, che avrebbe bisogno solo di qualcuno che lo faccia sentire amato.
Ci sono Emilio e Roberto, una coppia di omosessuali che vuole sposarsi, in un’Italia che ha appena concesso le unioni civili; Duilio, un uomo di chiesa con cui don Leo condivide peccati molto simili; e altri tantissimi personaggi che affollano la chiesa e il confessionale, portando il lettore a soffermarsi su temi mai scontati e ancora considerati tabù.

Quello di Walter Siti è un romanzo che scotta, brucia tutto, e a partire da quei preconcetti e pregiudizi ereditati dalla morale cattolica della nostra società, ci incita a far del bene: se nel mondo c’è così tanto male che non può essere eliminato, forse l’unico modo per salvarsi è quello di provare sempre a far del bene.