Quello che sta accadendo oggi, nel mondo, non è altro che il ripetersi ciclico della Storia.

Ci avviciniamo sempre alla Storia come una disciplina da studiare; qualcosa che non ci appartiene. Ma considerate che l’URSS è caduta nel 1991; e non c’è bisogno di andare così lontano nel tempo, per trovare nella storia contemporanea i risultati di ciò che è accaduto o cambiato durante la Guerra fredda. Ora stesso, in Russia, i diritti umani sono estremamente ristretti; il conflitto arabo-israeliano non si è ancora concluso; e la Gran Bretagna si fa gli affari suoi con la Brexit, come ha sempre fatto (tanto che fu la prima potenza occidentale a dare il via alla decolonizzazione, con la liberazione dell’India nel ’47, perché intenta a curarsi delle politiche interne al proprio paese, appena uscito dalla Guerra).

È importante conoscere la Storia indipendentemente da un contesto scolastico – come spesso siamo abituati a fare- : avvicinarsi a essa e poterla leggere noi direttamente, interpretarla con tutte le carte scoperte, da un punto di vista più neutrale e oggettivo. Tuttavia, la maggior parte dei programmi scolatici, si fermano con il giorno della proclamazione della Repubblica – 1946; e del dopoguerra se ne conosce solo il periodo imminente, e non quello in cui son state decise le sorti dell’Unione Europea e del mondo.

Ho letto Postwar di Tony Judt (Editori Laterza) per il mio ultimo esame universitario. Ho conosciuto una parte fondamentale del nostro passato, quel momento in cui ogni stato, ogni grande potenza – mosso da principi nazionalisti – ha cercato di accaparrarsi la propria sovranità o di espandere i propri confini che, bene o male, da allora non son cambiati più di tanto.

Vi consiglio la lettura di questo mattone. Non c’è amore. Non ci sono relazioni complicate, né momenti di tenerezza. Al massimo incontrerete persone che hanno realmente cercato di cambiare il mondo, e che in qualche modo ci sono riuscite. 
È la Storia a noi più vicina. Una grandissima e potentissima narrazione d’azione che fa riflettere e ci costringe a fare i conti con la nostra storia.

Non aspettatevi un manuale. Quello di Tony Judt è un saggio senza punti morti. Lo storico e scrittore britannico ci fornisce una visione neutrale del terzo sistema internazionale, raccontandolo con estrema attenzione e con un immenso apparato di fonti.

[Il disegno sul post-it in alto è un’illustrazione satirica della Guerra fredda, di Ronald Saerle]