Le Gallerie Nazionali Barberini e Corsini sono un museo e due gallerie, centro di raccolta dell’arte antica a Roma.

Le stanze delle Gallerie Nazionali Barberini e Corsini, possiedono oltre 5000 opere d’arte, tra quadri, bozzetti, arti decorative, sculture, e dipinti. Tra queste alcuni sono dei capolavori assoluti, come la Fornanarina di Raffaello o l’Oloferne di Caravaggio.

I sontuosi palazzi sono appartenuti a due celebri famiglie: i Barberini e i Corsini. Il primo dei due a essere acquistato dallo Stato unitario è palazzo Corsini, dove è esposta la collezione Corsini; successivamente, nel 1949, lo Stato acquista Palazzo Barberini e le 112 opere della collezione della famiglia. A Palazzo Barberini vengono spostate le collezioni principali; a palazzo Corsini, invece, resta il nucleo della collezione iniziale.

Oggi Palazzo Barberini e la Galleria Corsini sono diventate le Gallerie Nazionali. I palazzi, spesso, offrono delle mostre temporanee: a Barberini, potrete visitare “Michelangelo a colori”, a palazzo Corsini, invece, L’enigma del reale, dedicata ai ritratti e alle nature morte della collezione seicentesca del conoscitore d’arte, Ruggero Poletti. Entrambe le due esposizioni sono visibili fino ai primi giorni del mese di gennaio.

Palazzo Corsini e Palazzo Barberini possono essere visitati unitamente al prezzo di dodici euro. Sono disponibili varie tipologie di sconti, e il biglietto è valido per dieci giorni successivi alla prima visita.

Galleria Nazionale di Palazzo Corsini

Nel rione di Trastevere, davanti alla Villa Farnesina, alla fine del XV secolo, i nipoti di papa Sisto IV edificarono una villa di modeste dimensioni. Durante il XVII, la villa venne ampiamente allargata, quando nel 1736, l’edificio e l’imponente giardino vennero acquistati da Ferdinando Fuga. Palazzo Corsini divenne la residenza di una delle più scalmanate e famose donne del tempo, Cristina di Svezia, la quale avrebbe ospitato nel giardino – attuale Orto Botanico di Roma – le prime riunioni della ancora insiste Accademia dell’Arcadia. Il palazzo si presenta esattamente come allora, un singolare esempio di quadreria romana che mantiene l’allestimento originario del Settecento.
Nella parte superiore della villa, si svolse uno dei combattimenti più importanti della storia che vide la morte di Goffredo Mameli. All’interno è possibile visitare le Galleria Corsini, che attualmente ospita la mostra L’enigma del reale.

Galleria Nazionale di Palazzo Barberini

Palazzo Barberini deve il suo nome alla famiglia Barberini, e in particolare al papa Clemente VIII (Maffeo Barberini), che acquistò la villa per realizzarne la residenza dei suoi tre nipoti nel 1625. Alla trasformazione architettonica collaborano molti artisti del tempo, tra i quali Carlo Maderno che ne imposta l’impianto a H. Il contributo di Lorenzo Bernini è grandissimo, infatti egli progetta lo scalone quadrato che conduce al secondo piano del Palazzo fino a una delle stanze più belle dell’edificio.
Si tratta dell’immenso Salone, il cui soffitto è affrescato da Pietro da Cortona, una stanza imponente, rivestita da carta da parati dorata, e il Trionfo della Divina Provvidenza, realizzato per celebrare la potenza spirituale del pontificato Barberini. Sempre a cavallo tra gli ultimi anni del Cinquecento e i primi del Seicento, Francesco Borromini realizza la scala elicoidale per l’ala sud del palazzo.