L’amore muto, Pia Rimini
L’amore muto, Pia Rimini

L’amore muto, Pia Rimini

Una cosa bella della lettura e della letteratura è che non ha tempo. Ogni opera ha il suo contesto storico in cui deve assolutamente rimanere, ma ha anche il grande potere di essere sempre attuale qualora si cambiasse il punto di vista con cui la si affronta. Grazie alla casa editrice Readerforblind stanno vedendo nuovamente la luce delle opere che purtroppo sono dimenticate o addirittura completamente sconosciute. L’amore muto di Pia Rimini è tra queste.

RFB, la nuova casa editrice che porta di nuovo in vita autori dimenticati permettendo di riscoprirne e conoscerne la bellezza.

Readerforblind nasce come rivista online nel 2015. Il nome di quella che ora è la casa editrice è un omaggio a Raymond Carver. Questo dettaglio è essenziale poiché delinea l’interesse per RFB per i racconti. Nel 2021 si trasforma in casa editrice. A fine 2020, dopo aver conseguito varie esperienze editoriali, i fondatori della rivista, Dario Antimi, Adria Bonanno e Valerio Valentini, fondano Edizioni Readerforblind. L’obiettivo è quindi quello di dedicarsi alla narrativa d’autore riportando in vita le voci di una letteratura più classica, sia italiana che straniera.

Ogni pubblicazione ha una tiratura limitata e ogni libro è numerato. Chiaramente tutto questo rende molto più prezioso l’elemento libro e di conseguenza gli conferisce anche prestigio. Oltre all’Amore muto di Pia Rimini, ritroviamo altre pubblicazioni tra cui I superflui di Dante Arfelli di cui abbiamo trattato proprio su questo blog.

Pia Rimini: una scrittrice famosa nel suo tempo ma completamente dimenticata nel nostro.

Primo piano di Pia Rimini autrice amore muto

Per leggere i racconti contenuti nella raccolta L’amore muto, conoscere la biografia della scrittrice è essenziale. I suoi scritti infatti sono carichi di dolore, un dolore così vero e lampante per il quale viene naturale chiedersi se storia e realtà possano coincidere. Le donne protagoniste spesso coincidono con la stessa autrice.

Pia Rimini nasce a Trieste l’8 gennaio del 1900 da padre ebreo e madre ariana. Pia riceve battesimo cattolico perché entrambi i genitori si erano convertiti. Purtroppo questo non le basterà perché a causa del suo cognome verrà comunque deportata ad Auschwitz e morirà nel campo di concentramento. Pia Rimini per il suo tempo creava molto scandalo, era considerata una con “troppa libertà sentimentale”. Si pensa infatti che abbia avuto una relazione con un ufficiale italiano al termine della prima guerra mondiale. Proprio da questa relazione la scrittrice rimane incinta partorendo però un figlio morto. A soli diciotto anni, abbandonata dall’ufficiale, la sua vita cambierà profondamente. Pia Rimini diventa una donna decisamente più forte e combattiva.

La prefazione di Giulia Caminito all’Amore muto ci descrive come questa autrice sia effettivamente un grande paradosso.

A curare la prefazione di questa raccolta è Giulia Caminito, autrice dell’ultimo romanzo L’aqua del lago non è mai dolce, con il quale si è aggiudicata il premio Campiello 2021. Di Pia Rimini sappiamo, ci dice Caminito, che è un’autrice arrivata al successo con molta fretta. Immaginate una donna del primissimo Novecento, colta e popolare. Tutto questo chiaramente ha generato a quell’epoca feroci dissensi.
Spesso veniva criticata per il suo essere ripetitiva, per il raccontare sempre di donne che spesso erano disperate. Il suo successo però era meritato, era una grande scrittrice, con grande sensibilità artistica e combatteva molto per i suoi diritti e per quelli delle altre donne.
Caminito nella prefazione ricalca il peso del paradosso su questa autrice. Una donna criticata nel suo tempo per il suo troppo successo, per la forza dei suoi discorsi che dopo cento anni nessuno ricorda e in molti non conoscono.

Pia Rimini è un’autrice che ha fatto troppo rumore nella sua epoca e poi è rimasta in silenzio proprio come gli amori che ha raccontato.

L'amore muto di Pia Rimini

L’amore narrato dall’autrice è un sentimento poche volte ricambiato, molto spesso inventato. Le protagoniste infatti di questi racconti vedono amore dove non c’è. L’illusione è, non poche volte, la vera protagonista delle varie vicende di Pia Rimini. I sentimenti in questi brani sono soffocati, messi a tacere, appunto muti. E se l’amore è muto e non riesce a parlare, il dolore invece sa esprimersi benissimo. La voce, l’urlo che l’amore non può tirar fuori, l’autrice lo riversa in tutto ciò che c’è attorno. I rumori sono assordanti, stridenti ed emergono dal buio, da treni che sferragliano, da folle che si sovrappongono. L’amore non si sente perché è muto e non si vede nemmeno, non solo perché spesso non esiste ma anche perché le atmosfere sono cupe, buie ed estremamente angoscianti.

Il buio dei luoghi narrati è chiaramente il buio dell’anima delle protagoniste. Le donne dell’Amore muto non raccolgono luce, sono solitarie e tristi.

Le donne che vivono nei racconti di Pia Rimini sono molte volte dei continui alter-ego dell’autrice stessa. Nei loro volti c’è il tempo che scorre, nei loro occhi il disincanto. Sono spesso solitarie e tristi al punto da arrivare a credere che quell’amore che le violenta o che le disprezza sia vero amore. Il buio, il nero che Pia Rimini descrive non è che quello dell’anima di donne che non riescono a emergere, che non hanno più nessuna luce a cui potersi aggrappare. Molte di loro diventano madri, credono con un figlio tra le braccia di non essere più sole. Proprio l’esperienza negativa dell’autrice che ha partorito un figlio morto, condurrà ogni madre dei racconti a perdere il proprio bambino. La disperazione che ne deriva è di una forza stravolgente, l’autrice sa bene di cosa sta parlando e sa trasmetterlo anche con poche righe a ogni racconto.

Appena un secolo di amore muto. Nei racconti di dipendenza e violenza di Pia Rimini troviamo ancora tanta attualità. Il passare del tempo in certi casi non ha modificato il malsano modo di vivere l’amore.

I racconti di Pia Rimini hanno l’obiettivo di denunciare il malsano comportamento dell’uomo verso la donna. La scrittrice vuole solo raccontare uno spaccato della sua vita, fare un focus sulla condizione della donna in quell’epoca. Le protagoniste sono donne che non possono dire di no. Non possono negare, non possono negarsi. Devono essere mute e stare zitte. Come non pensare allora alle parole di Michela Murgia raccolte nel suo Stai zitta.

La donna che dissente nelle società sessiste ha per definizione qualcosa di scomposto. Quando ti
hanno cresciuta facendoti credere che essere femminile volesse dire essere gentile, carina, sorridere
anche se non ti va, non negare attenzione né plauso, accondiscendere sempre e mostrarsi obbediente
e diligente, vederti smettere di farlo è percepito immediatamente come un atto disordinato, un
tradimento della posizione assegnata al tuo genere. Se ti esprimi in forte opposizione non sei una
persona equilibrata, ma un’isterica, un’emotiva, un’irrazionale che non sa dominare le proprie
passioni[…]
Se una donna esprime un dissenso di qualunque tipo e in qualunque forma, e qualcuno la invita a
calmarsi, il senso è preciso: se fossi una persona serena, ovviamente mi daresti ragione.

Stai zitta, M. Murgia, Einaudi 2021

La condizione di sottomissione della donna descritta nei racconti dell’Amore muto coincide con una ricerca spasmodica e sbagliata di attenzioni e protezione.

Ciò che fa veramente paura e che fa riflettere riguardo ai racconti di Pia Rimini è principalmente il fatto che certe situazioni e certi scenari continuano ad esistere nella nostra attuale società. La citazione sopra menzionata di un libro pubblicato nell’anno corrente fa riflettere molto. E così l’uomo che uccide per gelosia, la donna che si innamora di qualcuno che non la ricambia. La seduzione seguita subito dall’abbandono. La denuncia di questa scrittrice dei primi anni del Novecento è dunque ammirevole ma il fatto che questi argomenti siano ancora molto vicino a noi dovrebbe in realtà spaventarci. Abbiamo bisogno della testimonianza di queste scrittrici, di scrittrici donne che ancor prima di noi hanno visto nella loro società degli ingranaggi sbagliati e hanno cercato di denunciarli.

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