Nel 2021, edito Solferino, esce in Italia Biancaneve nel Novecento, l’ultimo romanzo della scrittrice, saggista e docente italiana Marilù Oliva.

Passato e presente si incontrano nella sofferenza

Due sono le voci narranti di questo romanzo, quella di Bianca e quella di Lili e raccontano le donne nel Novecento, secolo di conquiste e rivoluzioni.

Bianca all’inizio degli anni Ottanta ha quattro anni, e si rifugia nel mondo delle fiabe perché la realtà non le piace. Il padre è un ex pugile, affascinante ma mediocre; la madre vende lenzuola nei paesini della provincia, è bellissima, con i capelli biondi sempre perfetti e un problema con l’alcol e con i sentimenti.

Bianca cresce in fretta in una casa ostile, mentre alla televisione passano veloci la strage di Ustica, l’attentato alla stazione di Bologna; quando cammina mano nella mano con il suo papà si sente una principessa in un reame felice, che alla prematura morta del padre si sgretola per lasciare spazio a una realtà con una madre che non è capace di dimostrarle affetto.

Matrigna è una mamma bellissima, vanitosa e cattiva che non desidera la propria figlia, soprattutto se questa si chiama Bianca e ha la pelle chiara e le labbra rosse. Matrigna è una mamma che se ne sta intenta ai fatti suoi e non vuole un granché bene a chi vive con lei e poco importa se il suo castello è fatiscente

Bianca, biancaneve nel novecento, solferino 2021

Gli anni Novanta fanno da sfondo alla adolescenza di Bianca, ai primi amori non ricambiati, alle amicizie perdute per colpa della droga, all’accettazione del rapporto con la madre e alla consapevolezza che la linea che separa il bene dal male non è così netta, alla solitudine, agli studi di Storia all’università e al femminismo.

Stavo preparando l’esame di Storia delle donne e mi rendevo conto, pagina dopo pagina, quanto fosse impervio il loro cammino. Quanti salti nel Novecento. Quanti cambiamenti. Eppure non bastavano. Sottomesse alla potestà di un padre, poi di un marito o di un fratello, eravamo state ritenute quasi minorate per secoli. Le colpe ricadevano spesso su di noi, perfino se il coniuge ci ammazzava: se lo avevamo tradito, interveniva il delitto d’onore a salvaguardare le mani sporche di sangue.

bianca, biancaneve nel novecento, solferino 2021

Cosa accade quando siamo incapaci di provare empatia?

Lili negli anni Quaranta ha una ventina d’anni, sposa, per volere della famiglia, di un ricco parigino e deportata nel campo di concentramento di Buchenwald, perché la famiglia del marito nascondeva in casa alcuni ebrei. Lili è protagonista di uno degli episodi più crudeli della storia dell’umanità; per sopravvivere è costretta a prostituirsi nel bordello del lager, un luogo dove non è rimasto più nulla di umano. Ora è un’anziana signora, sola, che combatte con il senso di colpa e con gli incubi del suo passato.

Io non vorrei mettere al mondo nessuno a cui dover, un giorno, raccontare quello che è successo. Non si può chiedere a una persona di capire lo scempio che qui è stato commesso contro l’umanità. 

lili, biancaneve nel novecento, solferino 2021

Le due protagoniste, all’apparenza così lontane, cercano a tutti i costi di resistere, di sopravvivere a un mondo oscuro senza amore. Fino a quando i loro racconti si intrecciano, alla fine del romanzo.

Una storia di grande umanità

Biancaneve nel Novecento è una storia di madri e di figlie, dove Biancaneve e la matrigna sono spesso due facce della stessa medaglia. Marilù Oliva sceglie con cura e con amore le parole per raccontare questa storia. Scrive delle protagoniste del secolo scorso, del loro dolore, del loro senso di inadeguatezza in una cultura, da sempre, patriarcale. Racconta con dignità e grande rispetto della loro storia, in un mondo dove la storia la fanno gli uomini. Biancaneve nel Novecento è un romanzo potente e crudelmente emozionante, in cui l’amicizia e la conoscenza sono le chiavi per sopravvivere al male e all’orrore di questo mondo. L’amore c’è, anche se a volte, fatica a farsi vedere.