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La penisola italiana è la culla della civiltà, rinomata per la sua  tradizione artistica. È sempre stata – ed è tutt’oggi – al centro della storia e della cultura, fin dalla più lontana antichità.

L’arte e la cultura sono valori fondamentali che fanno parte di ogni paese. L’Italia detiene il maggior numero di beni artistici e culturali dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Ma non solo: moltissime sono le mostre e l’esposizioni che l’Italia offre nelle migliori città italiane.

Tramite la sezione Arte del sito, potrai visitare alcune tra le mostre più belle e rinomate del nostro Belpaese. Scopri in quali posti abbiamo deciso di portarvi.

Immagine che ritrae una seduta della Pinacoteca di Brera davanti a un quadro

La Pinacoteca di Brera, Milano

Durante l’estate si può visitare la Pinacoteca di Brera, soltanto nel fine settimana, e sotto prenotazione anticipata. Si indossano le mascherine e si mantengono le distanze. È un posto fresco e pieno d’arte, un bel luogo in cui trascorrere del tempo piacevole durante il fine settimana a Milano.

Tra i musei più celebrati di tutto il mondo, c’è la Pinacoteca di Brera, quella che sarebbe dovuta essere il Louvre d’Italia. Nella Pinacoteca di Brera si può trovare un percorso evolutivo compiuto dall’arte: autori, pittori e scultori, sia italiani che stranieri, dal quattordicesimo fino al diciannovesimo secolo si succedono sulle pareti della Pinacoteca.

Colonne e Archi al Chiostro della Pinacoteca di Brera

La Pinacoteca di Brera si trova tra le vie del centro storico di Milano, proprio nell’omonimo quartiere.
Sorge a pochi passi da Piazza del Duomo e attualmente ospita una delle collezioni pittoriche più ricche del mondo. Anticamente, nacque come convento, per l’ordine degli Umiliati. Ma durante il Settecento, per volontà della sovrana Maria Teresa d’Austria, il palazzo divenne la sede dell’Accademia di Belle Arti e di altri istituti culturali, come la Biblioteca.

La Pinacoteca vera e propria è stata realizzata per il volere di Napoleone, ragion per cui, all’ingresso del museo vi si trova una sua grossa statua imponente realizzata da Canova. Il sovrano collocò nel palazzo le opere rinvenute in chiese e conventi, durante le proprie conquiste. Inoltre, Milano era la capitale del Regno e perciò si ritenne adeguato dotare la città di un posto come la Pinacoteca.

Il percorso da compiere all’interno della Pinacoteca di Brera conduce il visitatore attraverso numerosi capolavori dell’arte.

Poiché le opere sono disposte in ordine cronologico, è facile seguire l’evoluzione della tecnica e dei metodi di rappresentazione mutati con il passare del tempo. In gran numero sono presenti opere di arte sacra, le cui dimensioni esagerate arrivano a coprire intere pareti altissime. Tra le tele e le cornici più importanti si trovano capolavori assoluti dell’arte pittorica italiana come la Madonna col Bambino in trono, di Piero della Francesca; il ritratto di Hayez ad Alessandro Manzoni; il Cristo Morto di Andrea Mantegna.
Molti sono gli scorci e i canaletti della città di Venezia di cui è ricca l’esposizione, e tra tutte, probabilmente, l’opera destinata a rimanere più impressa nel cuore dei visitatori è il celebre Il bacio di Hayez.

All’interno della Pinacoteca, inoltre, è possibile venire a contatto con opere decisamente più moderne rispetto a quelle appena menzionate. Per esempio, nelle prime sale si fa l’incontro di Modigliani, i futuristi Carrà, Boccioni, il cubista Picasso e molti altri ancora. Molte di queste opere più recenti, sono doni fatti dagli eredi degli artisti, così come vorrebbe la tradizione della pinacoteca.

Ma all’interno della Pinacoteca non si trovano soltanto tele e dipinti, ma anche celebri sculture.

A partire dal cortile che precede l’ingresso alla Pinacoteca, si può trovare la Muraglia di Pietro Consagra. Ma all’interno del museo troverete sculture e oggetti archeologici di ogni tipo, compresi alcuni esempi di arte dell’Egitto protodinastico. Dalla Pinacoteca di Brera, inoltre, è accessibile la gipsoteca, luogo in cui potrete ammirare i calchi in gesso, in marmo e in terracotta.

Sempre dalla Pinacoteca (ma in tempi di normalità, e non durante Covid) si può accedere anche alla Biblioteca e all’Orto Botanico.

Della Pinacoteca ho apprezzato l’organizzazione degli spazi espositivi, le grandi sedute davanti alle opere. Certo, la Pinacoteca stessa è una notevole opera architettonica e gli alti soffitti, le colonne e gli archi del Chiostro, ne fanno un posto da lasciare tutti senza parole.

BARBERINI & CORSINI

Le Gallerie Nazionali Barberini e Corsini sono un museo e due gallerie, centro di raccolta dell’arte antica a Roma.

Le stanze delle Gallerie Nazionali Barberini e Corsini, possiedono oltre 5000 opere d’arte, tra quadri, bozzetti, arti decorative, sculture, e dipinti. Tra queste alcuni sono dei capolavori assoluti, come la Fornanarina di Raffaello o l’Oloferne di Caravaggio.

I sontuosi palazzi sono appartenuti a due celebri famiglie: i Barberini e i Corsini. Il primo dei due a essere acquistato dallo Stato unitario è palazzo Corsini, dove è esposta la collezione Corsini; successivamente, nel 1949, lo Stato acquista Palazzo Barberini e le 112 opere della collezione della famiglia. A Palazzo Barberini vengono spostate le collezioni principali; a palazzo Corsini, invece, resta il nucleo della collezione iniziale.

Oggi Palazzo Barberini e la Galleria Corsini sono diventate le Gallerie Nazionali. I palazzi, spesso, offrono delle mostre temporanee: a Barberini, potrete visitare “Michelangelo a colori”, a palazzo Corsini, invece, L’enigma del reale, dedicata ai ritratti e alle nature morte della collezione seicentesca del conoscitore d’arte, Ruggero Poletti. Entrambe le due esposizioni sono visibili fino ai primi giorni del mese di gennaio.

Palazzo Corsini e Palazzo Barberini possono essere visitati unitamente al prezzo di dodici euro. Sono disponibili varie tipologie di sconti, e il biglietto è valido per dieci giorni successivi alla prima visita.

Galleria Nazionale di Palazzo Corsini

Nel rione di Trastevere, davanti alla Villa Farnesina, alla fine del XV secolo, i nipoti di papa Sisto IV edificarono una villa di modeste dimensioni. Durante il XVII, la villa venne ampiamente allargata, quando nel 1736, l’edificio e l’imponente giardino vennero acquistati da Ferdinando Fuga. Palazzo Corsini divenne la residenza di una delle più scalmanate e famose donne del tempo, Cristina di Svezia, la quale avrebbe ospitato nel giardino – attuale Orto Botanico di Roma – le prime riunioni della ancora insiste Accademia dell’Arcadia. Il palazzo si presenta esattamente come allora, un singolare esempio di quadreria romana che mantiene l’allestimento originario del Settecento.
Nella parte superiore della villa, si svolse uno dei combattimenti più importanti della storia che vide la morte di Goffredo Mameli. All’interno è possibile visitare le Galleria Corsini, che attualmente ospita la mostra L’enigma del reale.

Galleria Nazionale di Palazzo Barberini

Palazzo Barberini deve il suo nome alla famiglia Barberini, e in particolare al papa Clemente VIII (Maffeo Barberini), che acquistò la villa per realizzarne la residenza dei suoi tre nipoti nel 1625. Alla trasformazione architettonica collaborano molti artisti del tempo, tra i quali Carlo Maderno che ne imposta l’impianto a H. Il contributo di Lorenzo Bernini è grandissimo, infatti egli progetta lo scalone quadrato che conduce al secondo piano del Palazzo fino a una delle stanze più belle dell’edificio.
Si tratta dell’immenso Salone, il cui soffitto è affrescato da Pietro da Cortona, una stanza imponente, rivestita da carta da parati dorata, e il Trionfo della Divina Provvidenza, realizzato per celebrare la potenza spirituale del pontificato Barberini. Sempre a cavallo tra gli ultimi anni del Cinquecento e i primi del Seicento, Francesco Borromini realizza la scala elicoidale per l’ala sud del palazzo.

L’Ara com’era, al Museo dell’Ara Pacis

#ARAcomera
L’Ara com’era.
Un racconto in realtà aumentata e virtuale
Museo dell’Ara Pacis

con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura
+ musei in Comune (MIC)

Intero 12 euro – Ridotto 10 euro
prenotazione consigliata allo 060608

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L’inaugurazione dell’Ara Pacis nel 9 d.C., per volontà dell’imperatore Augusto, celebrò un avvenente periodo di pace in uno degli imperi più vasti mai esisti.

Inizialmente, l’altare dedicato alla pace, era posto in via Lata, in prossimità del pomerio, il limite sacro della città. Via Lata, corrisponderebbe all’attuale via del Corso; ma fin dal Medioevo, partiva dal Campidoglio e arrivava fino a Piazza Colonna.

Sull’Ara Pacis, come su uno straordinario messaggio ai posteri, le origini di Roma si fondono con quelle della famiglia di Augusto, per rappresentare il destino di una città che diventa un impero e quello di una dinastia che lo domina

La prima scoperta dell’Ara Pacis risale al 1568 quando, sotto Palazzo Fiano, ricomparvero 9 blocchi marmorei. In un primo momento, questi resti vennero attribuiti a un arco domizianeo. Una gran parte venne trasferita a Firenze, un’altra al Louvre – dove è contenuta tutt’oggi -, un’altra ancora ai Musei Vaticani.

Nel 1859, durante dei lavori di ristrutturazione di Palazzo Fiano, ritrovarono la luce altri reperti del monumento. Infatti, l’archeologo tedesco Federico von Dühn identificò il basamento, il blocco raffigurante Enea che arriva a Lavinium. A partire dal 1903 cominciarono i primi scavi archeologici, che portarono alla luce la struttura. Giuseppe Moretti e Guglielmo Gatti si occuparono della ricostruzione dell’Ara Pacis.

Attualmente, l’Ara Pacis, si trova nei pressi del Mausoleo di Augusto, tra via di Ripetta e il Lungotevere in Augusta.
Mussolini in persona decise di collocarla all’interno di un padiglione.

Il 23 settembre 1938 (giorno dell’anniversario di nascita di Augusto), inaugurò l’Ara Pacis. Durante l’imminente conflitto, le grandi vetrate del padiglione vennero rimosse. Perciò, da allora, la protezione dell’altare consistette in un muro paraschegge.

L’architetto statunitense Richard Meier si occupò di musealizzare l’Ara Pacis così come compare oggi. All’interno di un’elegantissima e luminosa struttura in vetro, vicino al Tevere, con vista Mausoleo di Augusto.

La visita guidata L’Ara com’era, è organizzata da Zètema Progetto Cultura. Grazie all’utilizzo di particolari visori AR e la fotocamera dei device in essi inseriti, al visitatore compariranno davanti agli occhi una fusione di elementi virtuali e reali.

Il percorso si suddivide in 9 punti di interesse e contiene scene immersivi a 360° che permette di ritrovare i personaggi, le divinità, le piante così come apparivano colorate, secondo un’ipotesi di restituzione.

Un percorso interattivo e interessante organizzato in piccoli gruppi contingentati. Un viaggio attorno alle origini della Capitale italiana e della famiglia di Augusto. Attualmente potrete visitare l’Ara Pacis in 3D fino al 31 ottobre, ma c’è una quasi-certa possibilità, che il progetto andrà avanti per molto altro tempo.

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