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Storie nuove e antiche. Storie riscoperte e ripubblicate in nuove vesti.
Dentro la sezione Sugli scaffali troverete recensioni e riflessioni attorno ai libri e alle storie del panorama letterario contemporaneo.

Dalla sua fondazione, l’impero del libro è cambiato tantissimo. Ma non ha mai smesso di adattarsi a metodi, stili e storie sempre inedite.
Per questo la redazione di aldostefanomarino.it si impegna a trovare storie di qualità ma che possano lasciare un segno.

Storie di vita, romanzi, biografie, saggi preziosi e altre narratività. aldostefanomarino.it si aziona per fornirti un’esperienza interessante e tenerti aggiornato a proposito dei nuovi libri sugli scaffali delle librerie, e sul dibattito culturale odierno.

Il romanzo di Hardwick, portato in italiana Black Edizioni, nella versione digitale in mezzo a tulipani e stelle

Notti insonni, E. Hardwick

Notti insonni è un romanzo del 1979 della scrittrice americana Elizabeth Hardwick, edito da poco in Italia da Blackie Edizioni. L’autrice (1916 – 2007) è stata una delle critiche letterarie statunitensi più celebri del secolo scorso; inoltre, nel 1963, ha fondato, insieme alla cerchia di intellettuali a cui apparteneva insieme al marito, il poeta Robert Lowell, la New York Review of Books.

La prefazione al testo è firmato dalla grande Joan Didion, contemporanea di Hardwick e, per molti versi, molto vicina alla sua esperienza di vita e di scrittura, mentre la traduzione e la postfazione al testo sono a cura di Claudia Durastanti. Quest’ultima ha compiuto un’opera di non indifferente difficoltà nel tradurre un romanzo come quello di Hardwick, la cui lingua è tutto fuorché facilmente malleabile in altre vesti sintattiche. Molti sono gli aspetti che compongono questo romanzo e che lo rendono originalissimo e misterioso; l’inglese di Hardwick, calibrato secondo la sua mente acuta e storia personale, è appunto uno di questi.

Elizabeth Hardwick sorridente seduta in poltrona
Elizabeth Hardwick

Marea linguistica di notti in bianco

Il romanzo di Hardwick è uno di quei testi che si diramano oltre i confini imposti dalle regole della letteratura e che devono necessariamente essere inclusi sotto vari generi. Troviamo sprazzi di autobiografia (talvolta in uno stile quasi diaristico), invenzione, scrittura epistolare, profili biografici di persone reali o fittizie. Autofiction, in quanto crocevia tra memoir e fiction, è forse il termine che accoglie meglio le dieci parti che compongono il testo di Hardwick, un mix nebbioso (uso questo termine senza giudizio, bensì per ricordarvi la sensazione della lettura, quella di bere un Martini freddo e agognato in una calda sera d’estate) di effluvi personali, ricordi del suo passato giovanile nel Sud ed episodi di fiction incorniciati da aggettivi performativi e scenici.

Biglietti, migrazioni, preoccupazioni, proprietà, debiti, cambi di nome, e nomi che cambiano ancora: queste cose succedevano perché si erano letti tanti libri. E così dal Kentucky a New York, poi a Boston, fino al Maine, l’Europa, trasportati su un fiume di paragrafi e capitoli, di versi sciolti, di libricini tradotti dal polacco, di libroni tradotti dal russo, tutti divorati in una sedentaria mancanza di sonno. Può bastare, non importa che sia la verità.

p. 24.

L’aggettivo è infatti la forma sintattica principe nella scrittura Hardwick.

Ne utilizza moltissimi, il che conferisce alle sue frasi un’inclinazione descrittiva notevole, ma senza mai scadere in tendenze barocche. Il sapore della sua scrittura ha un che della prosa puntuale e ricercata di Joan Didion in L’anno del pensiero magico, di Nightwood (La foresta della notte) di Djuna Barnes, favolosa modernista dalla scrittura estrosa e dai tratti esoterici. Ma, per altri aspetti, come specifica anche Durastanti nella bella postfazione al testo, ritroviamo anche molto della prosa di Sylvia Plath, con il suo stile affusolato e la sua Esther Greenwood, protagonista (e alter ego di Sylvia) del suo romanzo, La campana di vetro.

Luogo, sogno… luogo sognato

Come Esther, Plath, Didion e molte altre giovani donne lavoratrici in fuga dalla piccola città natale tra gli anni Quaranta e Sessanta, anche Hardwick ha vissuto New York City alloggiando in un hotel per sole donne. Questo tipo di abitazione garantiva a ragazze single e in cerca di esperienza di vivere la città in sicurezza (almeno apparentemente) e senza doversi sentire troppo responsabili di una casa in affitto.

In Notti insonni, Hardwick racconta degli anni da single (da ragazza e dopo il divorzio dal marito) trascorsi a New York, città profondamente amata e criticata per le sue contraddizioni, incisa dentro la sua poetica: «Questa è New York, con le sue tombe vicino alle sue banche» (p. 76). Ma non è solo la Grande Mela a fare da sfondo alla narrazione dell’autrice, che ha viaggiato e vissuto in molti posti nella sua vita, in Nord America e in Europa.

Il Kentucky, dove Hardwick è nata, nella cittadina di Lexington, si fa spesso spazio tra le parole dell’autrice, che conserva un attaccamento forte al Sud nonostante lo stile di vita cosmopolita.

Boston: un’intermissione. Succedono molte cose tra i vari atti. Tutto mi è arrivato, e tutto mi è stato tolto, perché mi sono sempre spostata da un posto all’altro. In ogni caso, è stato un periodo notevole quello nella bellissima città, la città piena di nomi.

p. 135.

Troviamo poi riferimenti geografici ad altre città del Midwest, tra cui Boston, o città europee piene di diversità rispetto agli Stati Uniti dell’epoca, come Amsterdam, Ghent, Antwerp, Verona.

Amsterdam, una città di lettori. Tutta la notte senti voltare le pagine, pagine in francese, italiano, inglese e nel detestato tedesco. Quelle teste chiare si ricordavano di Ovidio, Yeats, Baudelaire e ricordavano la sofferenza, il nascondersi, il morire di freddo. Il peso dei libri e delle guerre.

p. 119.

Come si può notare dalle citazioni qui sopra, la maniera personalissima di Hardwick di descrivere i luoghi in cui ha vissuto e i suoi abitanti li rende connotati secondo la sua visione di autrice, nonché di personaggio del suo stesso testo. In una delle lettere che intervallano la narrazione indirizzate alla cara amica Mary McCarthy, collega di Hardwick prima alla Partisan Review e poi alla New York Review of Books, «Quando viaggi, la scoperta che fai è che non esisti» (p. 21). Per tutto il testo, Hardwick esprime con invisibile introspezione la sua presenza nella vicenda e negli attimi di vita che racconta. Sia Didion che Durastanti descrivono la scrittura di Hardwick come magica e misteriosamente mobile, una prosa antica e sottile, una narrazione avvolta da un alone di misticismo.

«La grande distruzione bisogna meritarsela» (p. 54)

Leggendo Notti insonni, non si può non soffermarsi sul ritratto splendido che Hardwick fa di Billie Holiday, che incontra mentre esplora la scena jazz newyorkese insieme all’amico gay di Lexington con cui ha abitato in gioventù. La Lady Day che Hardwick incontra è paragonabile all’ultima evoluzione che la voce assurdamente indimenticabile della cantante ha avuto con il passare degli anni. L’aspetto di questa Billie è ormai come la sua voce, eccessivamente lucida, roca, sporcata da alcool e droghe, seppur assurdamente magnifica.

É come la disperazione remissiva, e per questo più lacerante, che si prova quando si ascolta Holiday cantare Strange Fruit, che racconta dei linciaggi dei neri nel Sud segregazionista. «No, era sberluccicante, cupa, e solitaria, anche se non era mai da sola, mai. Statuaria, sinistra, determinata» (p. 51), scrive Hardwick. La moderna regina del blues canta e Hardwick ne studia ogni mossa; con in testa l’immancabile «gardenia lasciva», unico elemento di luce di un animo annerito da un passato difficile e da un successo che lo è stato ancor di più.

Copertina dell’album Lady in Satin, Jazz Images, 2016
(in foto: Billie at Salle Pleyel, Paris, 1954)

Così come il resto del racconto, il ritratto di Billie Holiday, nel suo decadimento evidente e condotto con grazia, simula la costruzione della vita di notti insonni di Hardwick;

momenti di passato e futuro che si allungano e dilatano nel tempo e nello spazio di una vita.

Quanto erano piacevoli le stanze, quanto erano rassicuranti i tormenti dei newyorkesi, le loro insonnie piene di parole, le loro esegesi accurate di paure sorprendenti.

p. 65.

Notti insonni è un romanzo complesso e intrigante, che risveglia i sensi in quanto lettura a tratti oscura, a tratti di una limpidezza unica grazie alla prosa ariosa di Hardwick. La narrazione procede frammentata ed episodica, facendosi largo in una concezione di scrittura femminile originale e di forte impatto artistico.

Questa sua riedizione (e prima edizione in italiano) riporta in vita un’autrice basilare per la comprensione della prosa americana novecentesca, nonché della discussione sul genere e sull’identità autoriale espressa attraverso la narrazione.


Qui sotto vi lascio anche il link alla playlist creata da Blackie Edizioni ad hoc; vi accompagnerà nella lettura di questo romanzo singolare e bellissimo di Elizabeth Hardwick, anche se lo vorrete leggere in qualche notte insonne, quando la marea è alta e la luna perfettamente piena.

Il romanzo d'esordio di Paola Moretti, Bravissima, ritratto nella versione digitale con nastri e fiori

Bravissima, P. Moretti

Paola Moretti, classe 1990, autrice di diversi racconti e del podcast Phenomena, pubblica con 66thand2nd il suo primo romanzo, Bravissima.

Paola Moretti, autrice di Bravissima

Ancora una volta la casa editrice 66thand2nd si dimostra attenta agli autori esordienti italiani.
Ne sono recenti casi il romanzo d’esordio di Marco Lapenna, Latitudine 0° e di Alice Urciuolo, Adorazione.

I tre temi su cui si incentra il romanzo Bravissima.

Il romanzo d’esordio di Paola Moretti è caratterizzato da tre temi fondamentali: in primo luogo il difficile rapporto madre-figlia, evidenziato dalle posizioni opposte di Antonella e Teodora nei confronti della passione di quest’ultima per la ginnastica ritmica.
Il secondo tema invece porta alla luce l’estrema disciplina a cui è sottoposta Teodora, in una continua estenuante ricerca della perfezione della performance sportiva.
Per ultimo Moretti analizza il rapporto tra sport e corpo.

Pochi bambini sono determinati come Teodora.

Antonella ha quarant’anni quando si trasferisce con il marito e la figlia da Milano a Feudi Marina, una fittizia cittadina litorale del Centro Sud, che Moretti ha costruito sul calco della sua città natia: Pescara.
Mentre Claudio, responsabile vendite di una ditta di apparecchiature mediche, è impegnato nella scalata professionale, la figlia Teodora si appassiona alla ginnastica ritmica.

Il luogo sconosciuto e l’assenza di amici, porta il nucleo familiare a essere completamente isolato, in una cittadina da scoprire e senza conoscenti a sostenerli. Questa condizione di isolamento rende ancora più evidente le dinamiche dei rapporti tra i personaggi.

Teodora decide di calarsi nella parte dell’atleta perfetta, impeccabile, come suggerisce il titolo: bravissima.

Leggendo il romanzo ho percepito il Bravissima del titolo come un dovere e, proseguendo nella lettura, mi è sembrato che per Teodora raggiungere la perfezione nello sport fosse diventata una questione di principio.

Il rigore e l’intransigenza di Teodora influenzano inevitabilmente gli altri ambiti della sua vita: la famiglia, la scuola, gli amici.
A casa diventa una bambina scontrosa e difficile da accontentare. L’ostilità si dimostra soprattutto nei confronti della madre.

Parte del conflitto ha origine dal giudizio di Antonella nei confronti dello sport della figlia, ma soprattutto è ostile nei confronti di quell’ambizione alla perfezione a cui Teodora aspira e che lascia poco spazio alla spensieratezza e alla freschezza della sua età.
Moretti mette in evidenza il mutamento del rapporto madre-figlia che si mostra in un gioco di spazi e di scontri.

Antonella, la cui vita post maternità si era ristretta alla cura della figlia, si ritrova improvvisamente spaesata quando Teodora si immerge completamente nella ginnastica ritmica.

Antonella non trova un sostegno da parte del marito, completamente immerso nel tentativo di fare carriera e pronto a lasciare alla moglie e alla figlia i confronti e gli scontri.

Se da una parte Antonella non è sostenuta, dall’altra deve fronteggiare un atteggiamento ostile da parte della figlia che la vede come una nemica piuttosto che un’alleata.

Teo ormai mi trattava con la stessa sufficienza che si riserva agli scarafaggi in fin di vita, infarciva ogni discorso di «che ne sai tu» e «cosa ne capisci», mi guardava di sguincio inarcando il sopracciglio, alzava il mento in atteggiamento di sfida invece di rispondere alle mie domande.

Per ognuno dei tre personaggi della famiglia c’è uno scopo nella vita, un compito da portare avanti.

Per il padre di Teodora l’obbiettivo unico è il lavoro. Impegnato nella corsa alla carriera lavorativa si allontana dai bisogni della sua famiglia, che trascina in una piccola cittadina lontana dalla città d’origine.
Per Teodora è lo sport, la ginnastica ritmica rappresenta il suo unico interesse, al quale si dedica con tutta sé stessa.
In un primo momento Antonella sembra avere come scopo quello di prendersi cura della figlia. Così, mentre per Teodora e il padre il mondo sembra cambiare, per Antonella sembra rimanere fermo.

Ma sorprendentemente il personaggio di Antonella sarà protagonista di un’evoluzione. Antonella infatti grazie al suo impiego presso un negozio di antiquariato inizierà a sentirsi appagata e a trovare soddisfazione nel confronto con gli altri nell’ambito lavorativo.

In questa storia non c’è solo la forza e la voglia di Teodora, c’è anche la sua bravura, perché la bambina è brava, anzi Bravissima.

Vista la sua bravura, Teodora viene selezionata da un’importante società sportiva con l’obbiettivo di diventare una ginnasta professionista in Nazionale. Antonella, nonostante abbia sofferto la scelta di questo sport, non si oppone e asseconda la volontà della figlia. Ma a questo punto interviene la sorte a cambiare completamente la situazione e a offrire un nuovo scenario.

Si delinea dunque una nuova prospettiva, che vede Antonella più forte e decisa, come se avesse attinto all’energia e alla determinazione della figlia, in un momento complesso come quello con cui i membri della famiglia si ritroveranno a fare i conti, loro malgrado.

In Bravissima la scelta del punto di vista narrativo offre un’esperienza di lettura interessante e suggestiva.

La narratrice di Bravissima è Antonella, e non Teodora come ci si potrebbe immaginare. Questa è una scelta particolare, perché permette al lettore di immedesimarsi nelle preoccupazioni di una madre che vede cambiare la figlia e, al tempo stesso, lo rende partecipe delle normali insicurezze che una bambina come Teodora può provare in un ambiente agonistico.

L’originalità del romanzo sta quindi nella volontà di narrare la storia dal punto di vista di chi sostiene l’atleta, e non da parte dell’atleta stesso.

Paola Moretti non racconta la storia di una figlia spronata e incentivata dai genitori con lo scopo di avere successo nello sport.
Al contrario narra di una famiglia normale con una figlia dotata e devota all’impegno sportivo.

Inoltre la scelta di descrivere un periodo di crescita pre-adolescenziale risulta peculiare.
Siamo portati a pensare che il periodo più difficile nella fase di crescita sia l’adolescenza, ma si pone poca attenzione a ciò che la precede. Nella pre-adolescenza il soggetto non è più bambino, ma non è ancora adulto. Questa situazione ha inevitabilmente degli effetti anche sui genitori, che sono chiamati a fronteggiare una tempesta senza esserne preparati.

Nelle frequentazioni con gli altri mi sembrava tutto più conflittuale. C’erano i giochi selvaggi con i vicini che la facevano come regredire all’infanzia pre-ginnica, pre-separatista maschi vs femmine, ma che per questo loro essere incuranti delle mutazioni che la loro età imponeva, avrebbero potuto finire con una tragica rottura o con avvilenti incomprensioni.

Alla fine del romanzo, rimane una grande riflessione: quanto è necessario l’intervento dei genitori, quando la passione del proprio figlio diventa totalizzante e sovrasta tutti gli altri aspetti della vita? Cosa può provare una madre che arriva a detestare la passione per lo sport di sua figlia?

Immagine che rappresenta un libro aperto, con degli occhiali da sole poggiati sopra; un telo mare della scorsa campagna estiva Garzanti, e tante conchiglie su un tavolo di legno

Consigli estivi sotto l’ombrellone

L’estate tarda ad arrivare anche se è ormai alle porte, ma noi non potevamo lasciarvi preparare le valigie e farvi partire senza qualche nostro consiglio da portare sotto l’ombrellone o su una comoda amaca tra i boschi di montagna. Come per i consigli sul comodino lasciati in pieno inverno, eccoci con i nostri consigli estivi. Vi lasciamo qui qualche spunto interessante per tutti i gusti e per tutte le esigenze. Fate un po’ di posto in borsa che partiamo con voi!

La primavera perfetta, Enrico Brizzi

Tra i consigli dell’estate non può mancare il ritorno al romanzo puro di Enrico Brizzi con La primavera perfetta, edito HarperCollins Italia e sugli scaffali dallo scorso aprile.

Luca Fanti, il protagonista, è un uomo fortunato e invidiato da molti. Un matrimonio perfetto con una donna stupenda, due figli che lo amano, un lavoro come manager di suo fratello Olli, famoso ciclista. Dopotutto cosa non va nella vita di Luca? Il punto è che si commettono errori, grandi o piccoli che siano, e i legami costruiti con fatica e sentimenti, che prima erano una salvezza possono diventare una rovina. Brizzi ci restituisce un romanzo vero, un racconto di ascesa e declino, un racconto familiare. La storia di un uomo con il quale è quasi impossibile non provare empatia.

Copertina de La primavera perfetta

Per tutto il resto dei miei sbagli, Camilla Boniardi

Conosciamo tutti Camilla Boniardi come Camihawke, la content editor, la youtuber, simpatica influencer dal carattere travolgente e per il suo essere vera e spontanea. Non la conosciamo, tuttavia, come scrittrice. E quale occasione migliore dei consigli estivi per addentrarci nella sua prima fatica letteraria? Per tutto il resto dei miei sbagli – edito da Mondadori – è la storia di Marta che combatte contro il senso di inadeguatezza, la sindrome dell’impostore, la tendenza a ricercare la perfezione. Un libro dove la protagonista è preda di una certa sfuggevolezza. Vive cercando di dare risposte alla sua irrequietezza trasformando la propria vita in una corsa a ostacoli il cui traguardo è la perfezione, che è inesistente.
Un libro che si divora in breve tempo, complice anche il ritmo della scrittura di Camihawke, scorrevole e coinvolgente!

Copertina per tutto il resto dei miei sbagli

L’ultima estate, André Aciman

André Aciman torna in Italia ad ambientare un altro romanzo, stavolta al sud in Costiera amalfitana, regalandoci una storia d’amore arricchita da elementi misteriosi e a tratti paranormali.

Dopo Chiamami col tuo nome e Cercami, Aciman è sugli scaffali dallo scorso febbraio con L’ultima estate, edito da Guanda, da menzionare assolutamente tra i consigli estivi.

La storia vede protagonista un gruppo di americani rumorosi e con la voglia di divertirsi in vacanza in Italia. C’è poi Raul, un uomo di mezz’età riservato e imperscrutabile che si avvicina al gruppo attratto da Margot, inizialmente diffidente. Aciman ci conduce nella storia d’amore tra i due che supererà il gap generazionale e che arriverà a essere un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, verso un passato che lega i due. L’autore ci accompagna con la sua scrittura carica di commozione e sensibilità, marchi inconfondibili dei libri di Aciman.

Copertina L'ultima estate

I prossimi quattro testi hanno in comune un carattere ben definito: sono tutti opere di voci femminili forti, che fanno della diversità uno strumento di dialogo e un punto di partenza della loro poetica. Se quest’estate volete leggere di femminismi o semplicemente di racconti di donne dal mondo, date un’occhiata qui sotto!

Sabrina & Corina, Kali Fajardo-Anstine

È approdata in Italia questa primavera, grazie alla lungimiranza di Racconti Edizioni, una nuova voce americana, Kali Fajardo-Anstine. La scrittrice di Denver esplora con brillante consapevolezza una parte di Stati Uniti ben connotata e forse meno nota: il Colorado contemporaneo.

Nella pluripremiata raccolta di racconti Sabrina & Corina, Fajardo-Anstine, con una lingua sincera, pulita e uno stile personalissimo, esplora le vicende di amiche, sorelle, zie, nonne, amiche del cuore e madri, approfondendo l’identità chicana e di discendenze latine che caratterizzano il territorio dove lei stessa è cresciuta e la sua storia familiare.

Una lettura che vi porterà a riflettere sulle dinamiche di genere contemporanee e sulle tante barriere che sono ancora da abbattere. E inoltre, quanto è entusiasmante leggere di voci giovani e originali che raccontano di quotidianità e affetti dall’altra parte del mondo?

Le divoratrici, Lara Williams

Blackie Edizioni ha aggiunto da poco al suo catalogo un libro rosa confetto che incuriosisce già solo dal titolo. Le divoratrici ricorda la voracità sensuale di Circe, l’astuzia nell’irretire uomini indeboliti dalla sua magica aura di seduzione.

Le protagoniste di questo romanzo di Lara Williams, giovane autrice di Manchester, parlano spesso di seduzione, ma non sempre nella maniera più convenzionale o immediata. Riflettono insieme, in una sorta di club femminista, sulle proprietà seducenti del cibo, con le sue proprietà alla-Circe, e sulla seduzione stessa. Il cibo, seduttore, assume una funzione di liberazione dall’oppressione patriarcale, lotta continua e perpetua, qui affrontata metaforicamente a colpi di forchettate e bocconi costosi. Discutono di uomini, di corpi, di pasti, di valori, e forse soprattutto, di identità.

In un momento di passaggio come è quello dei trent’anni, la protagonista, Roberta si confronta con personalità diversa dalla sua, con sensazioni prese in prestito e da mettere in discussione, con l’idea della sua esistenza, passata e futura.

Copertina le divoratrici

Ragazza, donna, altro, Bernardine Evaristo

Se avete sentito parlare di questo romanzo, credetemi, è semplicemente perché è un prodotto editoriale e artistico eccellente. Vincitore del Booker Prize 2019, Ragazza, donna, altro dell’autrice anglo-nigeriana Bernardine Evaristo, uscito in Italia per Sur in una sapiente traduzione di Martina Testa, si incastona come una pietra rara nel panorama della letteratura contemporanea.

Si colloca in uno spazio rilevante della narrativa della Black Britain, sfruttando la diversità del territorio del Regno Unito e dando voce a personaggi che rappresentano donne di tutte le forme e contorni. Con una lingua dal magistrale sperimentalismo, volontariamente fluida e dalle sfumature postmoderne, Evaristo costruisce un quadro complesso e complessivo di queste dodici donne protagoniste, esplorando sessualità, temperamenti, scelte di vita, colori interiori ed esteriori differenti.

Copertina ragazza donna altro

Peyton Place, Grace Metalious

Come ultimo consiglio di questa sezione, vi propongo un “ripescaggio” di un classico statunitense del 1956: Peyton Place, dell’autrice americana Grace Metalious, che potete trovare in Italia nella collana Stile Libero di Einaudi. Diventato anni dopo la pubblicazione anche film e soap opera con Mia Farrow, il racconto di Metalious si colloca in quel filone di letteratura americana di metà Novecento che esplora la figura della casalinga in di periferia (come Metalious stessa era), oppressa e spesso depressa perché annoiata, quella dei figli, giovani adolescenti, tenuti al guinzaglio da rigidi dettami di decoro sociale, e varie tematiche tabù, rompendo così la facciata di perfezione costruita delle piccole cittadine di provincia.

Se avete amato le ambientazioni e tematiche della serie tv Mad Men, i libri di Rona Jaffe e i racconti di ingiustizia sociale come Il buio oltre la siepe di Harper Lee, Peyton Place è una lettura che non vi potrete perdere.

Leggere un libro è un ottimo mezzo per approfondire le proprie passioni. Se siete appassionati d’arte, o anche se non lo siete, vi consigliamo quattro libri che potrebbero fare al caso vostro. A volte l’arte infatti sembra un argomento troppo lontano o trattato in maniera ampollosa. Vi proponiamo per i consigli estivi qualcosa che di certo non vi annoierà, non rimmarrete delusi.

La signora Bauhaus, Jana Revedin

Partiamo con un romanzo suggestivo, La signora Bauhaus di Jana Revedin, pubblicato da Neri Pozza, ci porta alla scoperta di uno stimolante periodo per le arti, e per le influenze che queste hanno avuto nel mondo culturale più in generale.

Walter Gropius ha fondato la più importante scuola d’arte, la Bauhaus, che rappresenta il salto dall’arte al design. Con questo libro Revedin ripercorre le vicende della scuola e dei suoi protagonisti a partire da Ise Frank, principale sostenitrice del progetto e instancabile promotrice. La signora Bauhaus rappresenta una storia di sperimentazione e resistenza, condizioni dalle quali può nascere solo arte pura.

Copertina La signora Bauhaus

La seconda ora d’arte, Tomaso Montanari

Passiamo ora a un saggio, che però non vi deve far pensare a un testo noioso. La seconda ora d’arte pubblicato da Einaudi, si discosta da questo tipo di impostazione per offrire un approccio fresco e diretto con l’arte. Dopo il successo de L’ora d’arte, Tomaso Montanari torna a proporci una via sincera per conoscere l’arte, le opere e tutto ciò che ruota attorno a esse. Montanari si discosta dallo stile ampolloso e propone un punto di vista sincero che si apre a un dialogo diretto con l’arte, per un’educazione artistica sensibile al bello.

Copertina la seconda ora d'arte

Le gioie di collezionare, J. Paul Getty

Copertina Le gioie di collezionare

Adesso una chicca d’oltreoceano, Le gioie di collezionare di Jean Paul Getty pubblicato da Johan & Levi Editore. Una vera e propria delizia.

J. Paul Getty è stato uno dei più importanti imprenditori americani, ma anche un ossessivo collezionista di opere antiche. In questo testo racconta alcuni aneddoti personali riguardo a questa grande passione esponendo la sua filosofia del collezionismo.
Le gioie di collezionare rappresenta un’insolita pubblicazione tutta da scoprire.

Non tutti gli audiolibri vengono per nuocere. Eh si, ci sono anche loro tra i nostri consigli estivi

Se è vero che l’estate è il momento migliore per rilassarsi e dedicarsi a una buona lettura, è altrettanto vero che i lettini del mare sono la cosa più scomoda del mondo. É una triste verità, ma qualcuno doveva pur dirlo. Un consiglio allora che possiamo darvi è quello di ascoltare audiolibri. Sì è vero, nulla sostituisce la carta stampata, però qualcuno che legge al tuo posto a volte è davvero utile e rilassante.  

Vi consigliamo tre (in realtà cinque) letture che crediamo siano ancora più belle se ascoltate

Copertina doppia momenti

Momenti trascurabili, momenti di trascurabile felicità, momenti di trascurabile infelicità, Francesco Piccolo

Copertina Momenti trascurabili

L’ordine con cui leggere questi tre libricini può essere del tutto casuale. Ma affinchè si possa godere a pieno di queste mini dispense sulle vita fatta di momenti più o meno disastrosi che un po’ tutti affrontiamo, la cosa migliore è ascoltarli. Francesco Piccolo, l’autore, legge per Storytel il trittico dei suoi libri, ma non si limita a leggerli. Li interpreta magistralmente. Il cadenzare la tonalità della voce per evidenziare quando sarcasmo, quando allegria, quando scetticismo è la cosa più divertente che si possa ascoltare. 

Momenti di trascurabile felicità, Momenti di trascurabile infelicità e Momenti trascurabili, sono tre “sacri” volumetti di poco più di cento pagine dove fa da padrona la quotidianità. Dunque non si può non ridere. Vi sfidiamo a non trovare qualcosa che Francesco Piccolo racconta che non è capitato anche a voi.

Volevo solo camminare, Daniela Collu

Probabilmente a molti di noi manca moltissimo viaggiare. Forse è anche un po’ per questo che tra i consigli estivi non può mancare questo libro.
Daniela Collu, in un periodo particolare della sua vita, ha deciso da un momento all’altro di intraprendere il cammino di Santiago. No, non storcete i nasi, in Volevo solo camminare non si parla di un cammino spirituale – religioso. Daniela Collu è un personaggio noto, Stazzitta su instagram, ed è soprattutto una deejay e come tale ha una voce che si fa ascoltare molto bene.

I racconti dei pellegrini del cammino di Santiago sono tutti diversi ma tutti meravigliosi e coinvolgenti. Daniela Collu non è scesa troppo nei dettagli, non descrive minuziosamente i paesaggi, ma sa descrivere molto bene i sentimenti e il dolore delle caviglie gonfie. L’emozione che Daniela Collu sembra ancora provare mentre ci legge questo suo libro rende l’ascolto davvero piacevole. Questo audiolibro è presente sia su Storytel che su Audible.

copertina Volevo solo camminare

Se proprio non riuscite ad ascoltare audiolibri perchè continuate a preferire la lettura sulla carta stampata, quello che possiamo consigliarvi allora sono dei podcast. Quelli che vogliamo proporre sono in particolare due:
Phenomena e Copertina.

copertina podcast phenomena

Phenomena è un podcast ideato e scritto da Paola Moretti «una seduta spiritica in forma di podcast». Così lo descrivono. Ogni puntata è dedicata a una scrittrice che, in un monologo interpretato da un’attrice professionista, racconta la sua assurda vita e le bizzarre vicende che le sono capitate.

Copertina invece è un prodotto di Matteo B. Bianchi. Se amate leggere non potete non ascoltarlo. Questo podcast infatti è pensato per chi ama leggere e ha bisogno di nuovi consigli. I suggerimenti vengono scelti da librai e da autori celebri che intervengono a ogni puntata. Non perdetevelo perchè molti titoli suggeriti sono delle vere chicche.
Cosa dirvi di più? Buon Ascolto!

Oltre a indicarvi dei libri perfetti per i consigli estivi, proviamo a offrirvi anche qualche suggerimento cinematografico.

Prima di tutto, se si pensa all’estate, si pensa al caldo, alla musica e agli amori passeggeri. I consigli estivi cinematografici quindi cercano di racchiudere quelle tematiche che tanto ci sono care appena i primi raggi di sole e le giornate più lunghe cominciano ad arrivare.

Vicky Cristina Barcellona, Woody Allen

Locandina Vicky Cristina Barcellona

In Vicky Cristina Barcelona (2008), uno degli ultimi film di Woody Allen, troverete tutto questo e molto di più.

La trama è semplice: Vicky (Rebecca Hall) e Cristina (Scarlett Johansson) sono due giovani turiste americane appena arrivate a Barcellona, dove hanno intenzione di trascorrere tutta l’estate. Una sera, le due ragazze incontrano per caso Juan Antonio (Javier Bardem), un affascinante pittore che le invita a trascorrere un weekend insieme a lui, a Oviedo. Vicky, timida e in procinto di sposarsi, vorrebbe respingere l’offerta, ma Cristina, attratta da Juan Antonio, decide di accettare.
Se vi manca viaggiare e amate la vivace e colorata Barcellona, questo film fa per voi.

Vacanze Romane, William Wyler

Se invece preferite recuperare, o rivedere, un grande classico, vi consigliamo Vacanze Romane (1953), il film che ha fatto conoscere al mondo la meravigliosa Audrey Hepburn.

Locandina Vacanze Romane

La pellicola, diretta da William Wyler, è ambientata a Roma, durante l’estate. Essa racconta la storia della principessa Anna, in missione diplomatica nella capitale italiana, la quale decide di fuggire dai suoi doveri ufficiali per visitare la Città Eterna. Qui incontrerà il giornalista statunitense Joe Bradley (Gregory Peck) che scorterà Anna in giro per la città, allo scopo di scrivere un articolo esclusivo su di lei. I problemi avranno inizio quando lui si innamorerà di lei.

Perchè guardare questo film? Se le dieci candidature ai Premi Oscar non fossero sufficienti a convincervi, la presenza di Gregory Peck e Audrey Hepburn, due degli attori più talentuosi e carismatici della storia del cinema, potrebbe farvi cambiare idea. Senza considerare il fatto che la grande protagonista del film sia proprio Roma. Il film fu infatti interamente girato nella capitale italiana e tra i luoghi delle riprese figurano i posti più iconici della città, tra cui Castel Sant’Angelo, la Fontana di Trevi, Piazza di Spagna e il Colosseo.

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