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Sugli schermi
La settima arte esiste ormai da tempi immemori, eppure, essendo una disciplina così dinamica e in movimento, sempre di più sono i metodi di fruirla e di appassionarsi a essa.

Serie TV, streaming, cinema on-demand, nuovi modi di fare cinema. Che cosa meglio del cinema è in grado di raccogliere attorno a sé dibattiti culturali e giovanissimi? Oggi più che mai, prima ancora della letteratura, il film è l’arte attorno a cui si condensano il più esteso numero di osservatori attivi.

Noi di aldostefanomarino.it ci siamo chiesti in quale modo potessimo contribuire ad accrescere in voi la passione e l’interesse per la cinematografia. All’interno della sezione Sugli schermi vi racconteremo i film che hanno fatto la storia, ma non solo: vi porteremo soprattutto tra le file delle sale cinematografiche, tra le nuove uscite e le novità cinematografiche.

Sugli schermi vuole essere uno stimolo, un invito; un affresco panoramico di ciò che non dovreste assolutamente perdervi. 

I Care a Lot, J. Blakeson

I Care a Lot (2020) è il nuovo film del regista britannico J. Blakeson (La scomparsa di Alice Creed, La quinta onda).

Il titolo, traducibile in italiano come «Mi importa molto», riprende una frase spesso pronunciata dalla protagonista, Marla Grayson (Rosamund Pike).

Si tratta di una donna molto forte e astuta, la quale tuttavia usa la sua intelligenza per uno scopo decisamente non nobile: la truffa. Marla Grayson infatti, è solita andare alla ricerca di anziani particolarmente abbienti e tendenzialmente soli. Successivamente, fa in modo di far diagnosticare questi individui come non auto-sufficienti e li accoglie nella sua clinica, apparentemente con lo scopo di prendersi cura di loro.

In realtà, il suo unico obiettivo è appropriarsi delle loro enormi ricchezze.

I Care a Lot
Rosamund Pike in una scena del film

Questo piano, che Marla oramai ripete da anni in maniera fredda e meccanica, ma assolutamente efficace, viene reso ancora più facile dalla mancanza di istituzioni in difesa dei più deboli.

Durante il film infatti, assistiamo spesso a scene in cui viene mostrata l’inettitudine di alcuni giudici, che di fronte all’evidente malvagità di Marla, risultano molto riconoscenti nei suoi confronti, poiché credono che la donna si voglia realmente prendere cura di questi anziani soli e spesso malati.

La truffatrice inoltre, viene supportata anche da molti membri della comunità scientifica, come medici e direttori sanitari. Tra questi, ricordiamo la dottoressa Karen Amos, che segnala a Marla i casi clinici più gravi e a volte amplifica lei stessa nei referti le loro patologie. Così facendo, facilita il ricovero di tali pazienti nella clinica nella quale poi Marla porterà a termine il suo piano.

Marla Grayson mette gli occhi sulla vittima sbagliata.

Il nuovo obiettivo di Marla è Jennifer Paterson, una pensionata molto ricca e apparentemente sola. Tuttavia, l’anziana si rivelerà essere la madre di Roman Lunyov, un malvagio criminale appartenente alla mafia russa, interpretato da Peter Dinklage (Game of Thrones).

Il gangster, viene presto a conoscenza del piano di Marla e farà di tutto per liberare sua madre, ma soprattutto per vendicarsi.

I Care a Lot
Peter Dinklage in una scena del film

Accoglienza e critiche.

I care a Lot ha ottenuto voti positivi su Rotten Tomatoes, uno dei siti più autorevoli nel campo cinematografico, il quale si occupa di raccogliere recensioni e notizie sul mondo del cinema.

Tuttavia, il film è stato anche molto criticato, quasi sempre per lo stesso motivo, ovvero l’assenza di una critica nei confronti di coloro che si approfittano dei membri più deboli della società.

Personalmente trovo questa critica abbastanza priva di logica, poiché I Care a Lot descrive delle dinamiche che si verificano quando le istituzioni che hanno il compito di tutelare i più fragili sfruttano questa debolezza per ottenere un tornaconto personale, come nel caso di Marla Grayson. Tuttavia, è importante ricordare che si tratta di una commedia e non di un film di denuncia sociale. Ciò significa che questo aspetto critico è presente, ma non è la chiave di I Care a Lot, il cui scopo è unicamente quello di divertire lo spettatore.

L’impossibilità di provare empatia nei confronti della protagonista è un errore cinematografico?

Un’altra critica molto frequente è quella che riguarda la scrittura del personaggio principale, interpretato da Rosamund Pike. Molti infatti sostengono che il film non funzioni perché il personaggio di Marla non è carismatico, pertanto lo spettatore non è spinto a provare empatia nei suoi confronti.

Mi trovo d’accordo con la prima osservazione e condivido il fatto che sia quasi impossibile non arrivare a detestare Marla Grayson, poiché la sua malvagità è immotivata. Molto spesso infatti, si tifa per l’antagonista poiché comprendiamo le ragioni che l’hanno spinta ad agire in un determinato modo, come nel caso del Joker diretto da Todd Phillips.

Tutto questo, in I Care a Lot non accade, ma per un buon motivo. Marla Grayson infatti rappresenta tutte quelle persone e istituzioni pronte a tutto pur di arricchirsi. Dall’altra parte, a voler distruggere questa scaltra truffatrice vi è una banda di criminali. In questo film non vi è pertanto l’idea di buono e cattivo ed è proprio questo aspetto a renderlo interessante. È un’arrampicata sociale in cui tutti combattono contro tutti e in cui le due fazioni sono ugualmente caratterizzate da avidità e cattiveria.

Rosamund Pike nel ruolo di Marla Grayson.

L’elemento che ho maggiormente apprezzato all’interno di I Care a Lot è l’interpretazione di Rosamund Pike, che è stata premiata ai Golden Globes come Migliore Attrice Protagonista.

L’attrice britannica, dai capelli corti e dallo sguardo gelido e penetrante, è perfetta per interpretare Marla Grayson. Si tratta per altro di un ruolo molto simile a quello che Rosamund Pike aveva già ricoperto in Gone Girl (2014). In entrambi i casi infatti, la protagonista è una donna giovane e affascinante, ma allo stesso tempo profondamente misteriosa, tutte caratteristiche che il grande pubblico è solito attribuire a questa talentuosa attrice.

Dove possiamo vedere I Care a Lot?

I Care a Lot, divertente commedia diretta da J. Blakeson e premiata con un Golden Globe, è disponibile dal 19 febbraio 2021 su Amazon Prime Video.

Immagine che rappresenta un libro aperto, con degli occhiali da sole poggiati sopra; un telo mare della scorsa campagna estiva Garzanti, e tante conchiglie su un tavolo di legno

Consigli estivi sotto l’ombrellone

L’estate tarda ad arrivare anche se è ormai alle porte, ma noi non potevamo lasciarvi preparare le valigie e farvi partire senza qualche nostro consiglio da portare sotto l’ombrellone o su una comoda amaca tra i boschi di montagna. Come per i consigli sul comodino lasciati in pieno inverno, eccoci con i nostri consigli estivi. Vi lasciamo qui qualche spunto interessante per tutti i gusti e per tutte le esigenze. Fate un po’ di posto in borsa che partiamo con voi!

La primavera perfetta, Enrico Brizzi

Tra i consigli dell’estate non può mancare il ritorno al romanzo puro di Enrico Brizzi con La primavera perfetta, edito HarperCollins Italia e sugli scaffali dallo scorso aprile.

Luca Fanti, il protagonista, è un uomo fortunato e invidiato da molti. Un matrimonio perfetto con una donna stupenda, due figli che lo amano, un lavoro come manager di suo fratello Olli, famoso ciclista. Dopotutto cosa non va nella vita di Luca? Il punto è che si commettono errori, grandi o piccoli che siano, e i legami costruiti con fatica e sentimenti, che prima erano una salvezza possono diventare una rovina. Brizzi ci restituisce un romanzo vero, un racconto di ascesa e declino, un racconto familiare. La storia di un uomo con il quale è quasi impossibile non provare empatia.

Copertina de La primavera perfetta

Per tutto il resto dei miei sbagli, Camilla Boniardi

Conosciamo tutti Camilla Boniardi come Camihawke, la content editor, la youtuber, simpatica influencer dal carattere travolgente e per il suo essere vera e spontanea. Non la conosciamo, tuttavia, come scrittrice. E quale occasione migliore dei consigli estivi per addentrarci nella sua prima fatica letteraria? Per tutto il resto dei miei sbagli – edito da Mondadori – è la storia di Marta che combatte contro il senso di inadeguatezza, la sindrome dell’impostore, la tendenza a ricercare la perfezione. Un libro dove la protagonista è preda di una certa sfuggevolezza. Vive cercando di dare risposte alla sua irrequietezza trasformando la propria vita in una corsa a ostacoli il cui traguardo è la perfezione, che è inesistente.
Un libro che si divora in breve tempo, complice anche il ritmo della scrittura di Camihawke, scorrevole e coinvolgente!

Copertina per tutto il resto dei miei sbagli

L’ultima estate, André Aciman

André Aciman torna in Italia ad ambientare un altro romanzo, stavolta al sud in Costiera amalfitana, regalandoci una storia d’amore arricchita da elementi misteriosi e a tratti paranormali.

Dopo Chiamami col tuo nome e Cercami, Aciman è sugli scaffali dallo scorso febbraio con L’ultima estate, edito da Guanda, da menzionare assolutamente tra i consigli estivi.

La storia vede protagonista un gruppo di americani rumorosi e con la voglia di divertirsi in vacanza in Italia. C’è poi Raul, un uomo di mezz’età riservato e imperscrutabile che si avvicina al gruppo attratto da Margot, inizialmente diffidente. Aciman ci conduce nella storia d’amore tra i due che supererà il gap generazionale e che arriverà a essere un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, verso un passato che lega i due. L’autore ci accompagna con la sua scrittura carica di commozione e sensibilità, marchi inconfondibili dei libri di Aciman.

Copertina L'ultima estate

I prossimi quattro testi hanno in comune un carattere ben definito: sono tutti opere di voci femminili forti, che fanno della diversità uno strumento di dialogo e un punto di partenza della loro poetica. Se quest’estate volete leggere di femminismi o semplicemente di racconti di donne dal mondo, date un’occhiata qui sotto!

Sabrina & Corina, Kali Fajardo-Anstine

È approdata in Italia questa primavera, grazie alla lungimiranza di Racconti Edizioni, una nuova voce americana, Kali Fajardo-Anstine. La scrittrice di Denver esplora con brillante consapevolezza una parte di Stati Uniti ben connotata e forse meno nota: il Colorado contemporaneo.

Nella pluripremiata raccolta di racconti Sabrina & Corina, Fajardo-Anstine, con una lingua sincera, pulita e uno stile personalissimo, esplora le vicende di amiche, sorelle, zie, nonne, amiche del cuore e madri, approfondendo l’identità chicana e di discendenze latine che caratterizzano il territorio dove lei stessa è cresciuta e la sua storia familiare.

Una lettura che vi porterà a riflettere sulle dinamiche di genere contemporanee e sulle tante barriere che sono ancora da abbattere. E inoltre, quanto è entusiasmante leggere di voci giovani e originali che raccontano di quotidianità e affetti dall’altra parte del mondo?

Le divoratrici, Lara Williams

Blackie Edizioni ha aggiunto da poco al suo catalogo un libro rosa confetto che incuriosisce già solo dal titolo. Le divoratrici ricorda la voracità sensuale di Circe, l’astuzia nell’irretire uomini indeboliti dalla sua magica aura di seduzione.

Le protagoniste di questo romanzo di Lara Williams, giovane autrice di Manchester, parlano spesso di seduzione, ma non sempre nella maniera più convenzionale o immediata. Riflettono insieme, in una sorta di club femminista, sulle proprietà seducenti del cibo, con le sue proprietà alla-Circe, e sulla seduzione stessa. Il cibo, seduttore, assume una funzione di liberazione dall’oppressione patriarcale, lotta continua e perpetua, qui affrontata metaforicamente a colpi di forchettate e bocconi costosi. Discutono di uomini, di corpi, di pasti, di valori, e forse soprattutto, di identità.

In un momento di passaggio come è quello dei trent’anni, la protagonista, Roberta si confronta con personalità diversa dalla sua, con sensazioni prese in prestito e da mettere in discussione, con l’idea della sua esistenza, passata e futura.

Copertina le divoratrici

Ragazza, donna, altro, Bernardine Evaristo

Se avete sentito parlare di questo romanzo, credetemi, è semplicemente perché è un prodotto editoriale e artistico eccellente. Vincitore del Booker Prize 2019, Ragazza, donna, altro dell’autrice anglo-nigeriana Bernardine Evaristo, uscito in Italia per Sur in una sapiente traduzione di Martina Testa, si incastona come una pietra rara nel panorama della letteratura contemporanea.

Si colloca in uno spazio rilevante della narrativa della Black Britain, sfruttando la diversità del territorio del Regno Unito e dando voce a personaggi che rappresentano donne di tutte le forme e contorni. Con una lingua dal magistrale sperimentalismo, volontariamente fluida e dalle sfumature postmoderne, Evaristo costruisce un quadro complesso e complessivo di queste dodici donne protagoniste, esplorando sessualità, temperamenti, scelte di vita, colori interiori ed esteriori differenti.

Copertina ragazza donna altro

Peyton Place, Grace Metalious

Come ultimo consiglio di questa sezione, vi propongo un “ripescaggio” di un classico statunitense del 1956: Peyton Place, dell’autrice americana Grace Metalious, che potete trovare in Italia nella collana Stile Libero di Einaudi. Diventato anni dopo la pubblicazione anche film e soap opera con Mia Farrow, il racconto di Metalious si colloca in quel filone di letteratura americana di metà Novecento che esplora la figura della casalinga in di periferia (come Metalious stessa era), oppressa e spesso depressa perché annoiata, quella dei figli, giovani adolescenti, tenuti al guinzaglio da rigidi dettami di decoro sociale, e varie tematiche tabù, rompendo così la facciata di perfezione costruita delle piccole cittadine di provincia.

Se avete amato le ambientazioni e tematiche della serie tv Mad Men, i libri di Rona Jaffe e i racconti di ingiustizia sociale come Il buio oltre la siepe di Harper Lee, Peyton Place è una lettura che non vi potrete perdere.

Leggere un libro è un ottimo mezzo per approfondire le proprie passioni. Se siete appassionati d’arte, o anche se non lo siete, vi consigliamo quattro libri che potrebbero fare al caso vostro. A volte l’arte infatti sembra un argomento troppo lontano o trattato in maniera ampollosa. Vi proponiamo per i consigli estivi qualcosa che di certo non vi annoierà, non rimmarrete delusi.

La signora Bauhaus, Jana Revedin

Partiamo con un romanzo suggestivo, La signora Bauhaus di Jana Revedin, pubblicato da Neri Pozza, ci porta alla scoperta di uno stimolante periodo per le arti, e per le influenze che queste hanno avuto nel mondo culturale più in generale.

Walter Gropius ha fondato la più importante scuola d’arte, la Bauhaus, che rappresenta il salto dall’arte al design. Con questo libro Revedin ripercorre le vicende della scuola e dei suoi protagonisti a partire da Ise Frank, principale sostenitrice del progetto e instancabile promotrice. La signora Bauhaus rappresenta una storia di sperimentazione e resistenza, condizioni dalle quali può nascere solo arte pura.

Copertina La signora Bauhaus

La seconda ora d’arte, Tomaso Montanari

Passiamo ora a un saggio, che però non vi deve far pensare a un testo noioso. La seconda ora d’arte pubblicato da Einaudi, si discosta da questo tipo di impostazione per offrire un approccio fresco e diretto con l’arte. Dopo il successo de L’ora d’arte, Tomaso Montanari torna a proporci una via sincera per conoscere l’arte, le opere e tutto ciò che ruota attorno a esse. Montanari si discosta dallo stile ampolloso e propone un punto di vista sincero che si apre a un dialogo diretto con l’arte, per un’educazione artistica sensibile al bello.

Copertina la seconda ora d'arte

Le gioie di collezionare, J. Paul Getty

Copertina Le gioie di collezionare

Adesso una chicca d’oltreoceano, Le gioie di collezionare di Jean Paul Getty pubblicato da Johan & Levi Editore. Una vera e propria delizia.

J. Paul Getty è stato uno dei più importanti imprenditori americani, ma anche un ossessivo collezionista di opere antiche. In questo testo racconta alcuni aneddoti personali riguardo a questa grande passione esponendo la sua filosofia del collezionismo.
Le gioie di collezionare rappresenta un’insolita pubblicazione tutta da scoprire.

Non tutti gli audiolibri vengono per nuocere. Eh si, ci sono anche loro tra i nostri consigli estivi

Se è vero che l’estate è il momento migliore per rilassarsi e dedicarsi a una buona lettura, è altrettanto vero che i lettini del mare sono la cosa più scomoda del mondo. É una triste verità, ma qualcuno doveva pur dirlo. Un consiglio allora che possiamo darvi è quello di ascoltare audiolibri. Sì è vero, nulla sostituisce la carta stampata, però qualcuno che legge al tuo posto a volte è davvero utile e rilassante.  

Vi consigliamo tre (in realtà cinque) letture che crediamo siano ancora più belle se ascoltate

Copertina doppia momenti

Momenti trascurabili, momenti di trascurabile felicità, momenti di trascurabile infelicità, Francesco Piccolo

Copertina Momenti trascurabili

L’ordine con cui leggere questi tre libricini può essere del tutto casuale. Ma affinchè si possa godere a pieno di queste mini dispense sulle vita fatta di momenti più o meno disastrosi che un po’ tutti affrontiamo, la cosa migliore è ascoltarli. Francesco Piccolo, l’autore, legge per Storytel il trittico dei suoi libri, ma non si limita a leggerli. Li interpreta magistralmente. Il cadenzare la tonalità della voce per evidenziare quando sarcasmo, quando allegria, quando scetticismo è la cosa più divertente che si possa ascoltare. 

Momenti di trascurabile felicità, Momenti di trascurabile infelicità e Momenti trascurabili, sono tre “sacri” volumetti di poco più di cento pagine dove fa da padrona la quotidianità. Dunque non si può non ridere. Vi sfidiamo a non trovare qualcosa che Francesco Piccolo racconta che non è capitato anche a voi.

Volevo solo camminare, Daniela Collu

Probabilmente a molti di noi manca moltissimo viaggiare. Forse è anche un po’ per questo che tra i consigli estivi non può mancare questo libro.
Daniela Collu, in un periodo particolare della sua vita, ha deciso da un momento all’altro di intraprendere il cammino di Santiago. No, non storcete i nasi, in Volevo solo camminare non si parla di un cammino spirituale – religioso. Daniela Collu è un personaggio noto, Stazzitta su instagram, ed è soprattutto una deejay e come tale ha una voce che si fa ascoltare molto bene.

I racconti dei pellegrini del cammino di Santiago sono tutti diversi ma tutti meravigliosi e coinvolgenti. Daniela Collu non è scesa troppo nei dettagli, non descrive minuziosamente i paesaggi, ma sa descrivere molto bene i sentimenti e il dolore delle caviglie gonfie. L’emozione che Daniela Collu sembra ancora provare mentre ci legge questo suo libro rende l’ascolto davvero piacevole. Questo audiolibro è presente sia su Storytel che su Audible.

copertina Volevo solo camminare

Se proprio non riuscite ad ascoltare audiolibri perchè continuate a preferire la lettura sulla carta stampata, quello che possiamo consigliarvi allora sono dei podcast. Quelli che vogliamo proporre sono in particolare due:
Phenomena e Copertina.

copertina podcast phenomena

Phenomena è un podcast ideato e scritto da Paola Moretti «una seduta spiritica in forma di podcast». Così lo descrivono. Ogni puntata è dedicata a una scrittrice che, in un monologo interpretato da un’attrice professionista, racconta la sua assurda vita e le bizzarre vicende che le sono capitate.

Copertina invece è un prodotto di Matteo B. Bianchi. Se amate leggere non potete non ascoltarlo. Questo podcast infatti è pensato per chi ama leggere e ha bisogno di nuovi consigli. I suggerimenti vengono scelti da librai e da autori celebri che intervengono a ogni puntata. Non perdetevelo perchè molti titoli suggeriti sono delle vere chicche.
Cosa dirvi di più? Buon Ascolto!

Oltre a indicarvi dei libri perfetti per i consigli estivi, proviamo a offrirvi anche qualche suggerimento cinematografico.

Prima di tutto, se si pensa all’estate, si pensa al caldo, alla musica e agli amori passeggeri. I consigli estivi cinematografici quindi cercano di racchiudere quelle tematiche che tanto ci sono care appena i primi raggi di sole e le giornate più lunghe cominciano ad arrivare.

Vicky Cristina Barcellona, Woody Allen

Locandina Vicky Cristina Barcellona

In Vicky Cristina Barcelona (2008), uno degli ultimi film di Woody Allen, troverete tutto questo e molto di più.

La trama è semplice: Vicky (Rebecca Hall) e Cristina (Scarlett Johansson) sono due giovani turiste americane appena arrivate a Barcellona, dove hanno intenzione di trascorrere tutta l’estate. Una sera, le due ragazze incontrano per caso Juan Antonio (Javier Bardem), un affascinante pittore che le invita a trascorrere un weekend insieme a lui, a Oviedo. Vicky, timida e in procinto di sposarsi, vorrebbe respingere l’offerta, ma Cristina, attratta da Juan Antonio, decide di accettare.
Se vi manca viaggiare e amate la vivace e colorata Barcellona, questo film fa per voi.

Vacanze Romane, William Wyler

Se invece preferite recuperare, o rivedere, un grande classico, vi consigliamo Vacanze Romane (1953), il film che ha fatto conoscere al mondo la meravigliosa Audrey Hepburn.

Locandina Vacanze Romane

La pellicola, diretta da William Wyler, è ambientata a Roma, durante l’estate. Essa racconta la storia della principessa Anna, in missione diplomatica nella capitale italiana, la quale decide di fuggire dai suoi doveri ufficiali per visitare la Città Eterna. Qui incontrerà il giornalista statunitense Joe Bradley (Gregory Peck) che scorterà Anna in giro per la città, allo scopo di scrivere un articolo esclusivo su di lei. I problemi avranno inizio quando lui si innamorerà di lei.

Perchè guardare questo film? Se le dieci candidature ai Premi Oscar non fossero sufficienti a convincervi, la presenza di Gregory Peck e Audrey Hepburn, due degli attori più talentuosi e carismatici della storia del cinema, potrebbe farvi cambiare idea. Senza considerare il fatto che la grande protagonista del film sia proprio Roma. Il film fu infatti interamente girato nella capitale italiana e tra i luoghi delle riprese figurano i posti più iconici della città, tra cui Castel Sant’Angelo, la Fontana di Trevi, Piazza di Spagna e il Colosseo.

Promising Young Woman

Promising Young Woman, E. Fennell

Emerald Fennell agli Oscar 2021
Emerald Fennell agli Oscar 2021

Emerald Fennell è un’attrice e sceneggiatrice britannica, co-scrittrice della fortunata serie Killing Eve. Nel 2020, ha esordito con il suo primo film da regista: Promising Young Woman, di cui ha anche scritto la sceneggiatura, per la quale è stata premiata all’ultima cerimonia degli Oscar.

Promising Young Woman è composto da un prologo, a cui seguono quattro atti. Il genere non è univoco, vi è infatti il continuo alternarsi tra due generi narrativi diversi: la commedia satirica e il thriller. Si tratta certamente di un film profondamente provocatorio e già il titolo lo dimostra.

Promising Young Woman è infatti un richiamo alle numerose testate di giornale che, quando si trovano a dover trattare atti di violenza sessuale, tendono a tutelare i cosiddetti «giovani ragazzi promettenti», nonostante abbiano commesso crimini molto gravi, per esempio lo stupro. Questa stessa protezione, tuttavia, non viene ugualmente riservata alle donne vittime di violenza, come se le loro vite venissero considerate a priori meno promettenti di quelle dei loro aggressori. Ciò chiaramente contribuisce all’alimentazione e accettazione della cultura dello stupro a livello sistemico. Emerald Fennell decide così, in maniera molto sottile e intelligente, di non fermarsi a criticare il singolo colpevole, bensì di scagliarsi contro l’intero sistema.

Trama

Cassie, interpretata da una meravigliosa Carey Mulligan, ha 30 anni e sette anni prima ha perso la sua migliore amica Nina, la quale si suicidò dopo essere stata vittima di uno stupro.

Il film ha inizio alla vigilia del trentunesimo compleanno di Cassie, esattamente sette anni dopo aver abbandonato gli studi di medicina per lavorare come cameriera, nonostante fosse la migliore del corso e venisse spesso definita da colleghi e professori come «giovane ragazza promettente». Il motivo dell’abbandono degli studi era il dolore e il senso di impotenza che Cassie aveva provato e che prova tuttora, per non essere stata in grado di impedire il suicidio della sua migliore amica.

La morte di Nina è un evento fondamentale all’interno della narrazione, ma lo spettatore ne viene a conoscenza solo nella seconda parte del film. All’inizio non è chiaro quale sia la causa della sua scomparsa e questa confusione è la manifestazione dell’incapacità di Cassie di elaborare il lutto. È così che vediamo la realtà esattamente come la vede lei, dolorosa e dai contorni poco definiti.

Cassie trova un modo per convivere con il dolore.

Per dare un senso al suo dolore, ed essendo consapevole del fatto che oramai non possa più fare nulla per salvare Nina, Cassie sceglie di impedire che altre ragazze siano vittime della stessa violenza. Decide così di recarsi regolarmente in alcuni locali della città, fingendo di essere ubriaca e vulnerabile. Si rende subito conto che, ogni sabato sera, si verificano le stesse dinamiche, in maniera quasi meccanica: un ragazzo si mostra preoccupato per lei, teme che abbia perso conoscenza e si offre di riaccompagnarla a casa. Fino a qui, nulla sembra andare storto, ma successivamente, quando si trovano a casa di Cassie, la quale ancora finge di aver perso i sensi, il ragazzo, che fino a pochi minuti prima si era mostrato buono e premuroso, prova ad approfittarsi di lei, poiché si rende conto che non sarebbe in grado di opporre resistenza, essendo ubriaca.

Ed è proprio in questo momento che avviene il colpo di scena. Cassie, inizia a dire al ragazzo, quasi sussurrando, che vuole che se ne vada, non provocando tuttavia nessun tipo di reazione. Subito dopo, spazientita, si alza dal letto in maniera energica, mostrando di essere in realtà perfettamente sobria e si scontra, solo verbalmente, con il ragazzo. Lo mette di fronte alla sua ipocrisia e lo invita a non comportarsi più così in futuro. In questo caso, una reazione c’è ed è quasi sempre la stessa: il giovane va su tutte le furie, insulta Cassie con appellativi sessisti e se ne va.

Carey Mulligan in una scena del film
Carey Mulligan in una scena del film

La vendetta di Cassie

Il tentativo di Cassie di educare i suoi coetanei si trasformerà in un vero e proprio desiderio di vendetta quando incontrerà Ryan, un suo ex collega universitario. Egli lavora attualmente come chirurgo pediatra ed è un ragazzo apparentemente privo di difetti: è bello, simpatico, gentile ed è anche amato dai suoi pazienti. I due iniziano a parlare amichevolmente, ma a un certo punto Ryan racconta che dopo poche settimane andrà al matrimonio di Alexander Monroe, un loro ex collega, ma non uno qualunque, bensì l’aggressore di Nina. Inoltre, il giovane non solo sta per sposarsi, bensì ha anche una carriera brillante.

Del tutto sconvolta, Cassie decide di vendicarsi di chi ebbe un ruolo da protagonista nelle vicende di Nina. Farà così visita a molte persone, partendo dalla preside dell’università, presso la quale Nina aveva fatto denuncia, senza tuttavia essere ascoltata. Sarà proprio Ryan a sostenere Cassie in questo percorso e ciò la spingerà a impegnarsi seriamente con lui.

La fase finale della sua vendetta consiste nel recarsi proprio presso l’addio al celibato di Alexander Monroe.

Se leggendo la parola vendetta avete subito pensato a film come Kill Bill, siete fuori strada. Emerald Fennell trascende infatti la semplice dinamica della vendetta e credo che questa sia stata la chiave del successo del film. Mi limito a dire questo per evitare ulteriori spoiler, ma se vedrete il film capirete bene a cosa mi riferisco.

Carey Mulligan in una scena del film
Carey Mulligan in una scena del film

Il cast.

Una delle scelte più giuste di questo film è stata proprio quella inerente il cast. Carey Mulligan è semplicemente perfetta e si muove senza sbavature tra i due generi narrativi del film, la commedia satirica e il thriller.

A rendere il cast eccezionale, è anche la presenza di molti attori noti al grande pubblico come tipici «bravi ragazzi», pensiamo per esempio ad Adam Brody, noto per aver interpretato Seth Cohen in The O.C., che recita nel ruolo di uno dei tanti ragazzi a cui Cassie decide di dare una lezione. Ciò ha un significato molto chiaro: chiunque, anche il meno sospettabile, potrebbe macchiarsi di questi crimini.

La scenografia.

Durante la visione di Promising Young Woman, lo spettatore è totalmente immerso in tinte color pastello, vestiti a stampe floreali, scenografia kitsch e musica pop. Questa maschera di femminilità artificiosa ed esasperata, da un punto di vista pratico, serve a Cassie per attirare l’attenzione dei ragazzi quando va a caccia. A livello più psicologico invece, questa estetica rappresenta l’apparente perfezione di Cassie, la quale contrasta con la realtà, ovvero il fatto che lei sia sola e consumata dal dolore.

Quando potremo vedere Promising Young Woman in Italia?

In Italia il film sarebbe dovuto uscire al cinema dal 13 maggio 2021 ma, a seguito delle proteste dovute al fatto che l’attrice Laverne Cox sia stata doppiata da un uomo, il film è stato rinviato al 24 giugno 2021.

Reputo che sia uno dei film più interessanti di questo anno e consiglio a tutti di vederlo al cinema non appena sarà possibile!

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