Il meglio della vita (1958) è il primo romanzo di Rona Jaffe (1931 – 2005), giornalista e scrittrice americana. Nella New York degli anni Cinquanta, un gruppo di giovani donne di belle speranze si destreggia in un mondo di uomini per affermarsi sulla scena lavorativa della Grande Mela. Neri Pozza ha scelto di riproporlo ai lettori italiani nel 2007.

The Best of Everything (1959)
Titoli di testa della trasposizione cinematografica del 1959 con Joan Crawford – https://youtu.be/wT1ExnDI9yU?t=38

L’incipit catapulta il lettore in uno scenario simile alla scena iniziale di Il diavolo veste Prada.

Ogni mattina, alle nove meno un quarto, si vedono emergere dalle viscere della metropolitana, uscire in fila dalla Grand Central Station, attraversare Lexington Avenue, Park Avenue, Madison Avenue, la Quinta Strada: centinaia e centinaia di ragazze. Alcune sono scattanti, altre imbronciate, altre hanno l’aria di chi non è ancora sceso dal letto. Alcune sono in piedi dalle sei e mezzo, quelle che fanno la spola da Brooklyn, da Yonkers, dal New Jersey, da Staten Island, dal Connecticut. Hanno sotto il braccio i giornali del mattino e la borsetta piena di roba. Alcune indossano stinti soprabiti di lana rosa o verdina, scarpe fuori moda col cinturino alla caviglia, e nascondono sotto un fazzoletto i capelli ancora avvolti nei bigodini. Altre sfoggiano eleganti completi neri (dell’anno prima, magari, ma chi può dirlo?), guanti di capretto, e si portano il pranzo nei cestini di carta a fiori acquistati al Bonwit Teller.

R. Jaffe, Il meglio della vita, Neri pozza, beat, milano 2007 (p. 5)

Caroline Bender apre la scena; una ventenne di classe, appena uscita dal college, che si muove risoluta e a passo sicuro. Dietro il completo di tweed alla moda, si nasconde, però, un cuore spezzato; é in cerca di un nuovo inizio.

Muovendosi rapida tra la folla della rush hour mattutina, giunge alla sede della casa editrice Fabian per il suo primo giorno di lavoro. Sarà la segretaria di una delle editor della collana Derby Books. Qui, incontra le prime compagne di avventure.

Ci sono April Morrison, texana, favolosamente bella e dalla chioma biondo-rossiccia; Gregg Adams, occhi pieni di sogni ed illusioni, e Barbara Lemont, giovane madre divorziata, determinata e fiera.

La foto ritrae edifici di New York, tra cui spicca un noto grattacielo. il Chrysler Building. La foto si riferisce all'ambientazione di Il meglio della vita.
Chrysler Building, New York, USA

Professionali professioniste

Ognuna di queste donne porta parte della propria personalità a servizio dell’azienda, lavorando con dedizione, integrità e ambizione. Ma, nonostante New York sia come una confezione di gelatine “tutti i gusti più uno”, trovare una propria dimensione é tutt’altro che semplice. Le ragazze si muovono quindi tra metropolitane gremite, storie d’amore sbagliate, svariati bicchieri di whiskey sour, uomini egoisti e sentimentalmente non disponibili. L’innocenza ancora appartenente a qualcuna di loro è presto perduta, e Caroline e le sue amiche si trovano a sbattere la faccia contro la dura realtà.

Una realtà ancora fortemente maschile, patriarcale, che lascia ben poco spazio alle donne, ancora costrette a scegliere se dedicarsi alla carriera o alla famiglia. Una combinazione di questi elementi è caldamente sconsigliata.

Welcome to the Fifties!

Tra capi che allungano le mani e colleghe pettegole, il lettore scopre insieme a Caroline, Gregg e April il difficile status di giovani volenterose degli anni Cinquanta. Nel marasma che è New York, cercano di trovare la giusta misura per essere moderne e indipendenti, ma senza farsi mettere i piedi in testa. Si trovano a dover respingere avance non richieste dei loro capi e di fidanzati crudeli.

Le magagne del mondo del lavoro degli anni Cinquanta spuntano come fiori a primavera dalla penna di Rona Jaffe, in una prosa estremamente godibile, che dà voce a un’intera categoria sociale. Con questo testo, l’autrice si lega a una tradizione letteraria che si svilupperà nel corso degli anni, legata anche alle storie passionali e peccaminose di Peyton Place di Grace Metalious. Distaccandosi dal romanzo rosa, Jaffe affronta argomenti ritenuti non consoni, come l’aborto, il sesso pre-matrimoniale e il divorzio.

Ragazze di New York, pensò April, e il terrore cominciò a scemare. L’aveva presa per una ragazza di New York; aveva l’aria di una di città, allora?

R. JAFFE, IL MEGLIO DELLA VITA, NERI POZZA, BEAT, MILANO 2007 (P. 29)

Tra le pagine del Meglio della vita, scorre una vitalità forte, ricca di ispirazione, rimasta intatta nonostante i cinquant’anni dalla prima edizione. Un Sex and The City con meno sex e più city, sulla scena degli uffici fumosi di Mad Man, gli abiti sofisticati di The Marvelous Mrs Maisel e il piglio femminista di Good Girls Revolt.

Un cocktail dal sapore dolce, ma non dolciastro; deciso, ma non invadente; frizzante e miscelato da una dirompente energia femminile.