Madres Paralelas, P. Almodóvar
Madres Paralelas, P. Almodóvar

Madres Paralelas, P. Almodóvar

Manifesto 78esima Mostra
Manifesto 78esima Mostra del Cinema

A soli due anni di distanza dal meraviglioso Dolor y Gloria, presentato al Festival di Cannes, Pedro Almodóvar torna in concorso, questa volta a Venezia, con un’altra opera splendida, Madres Paralelas.

La pellicola è stata scelta come film di apertura della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che ha avuto luogo al Lido di Venezia, dall’1 all’11 settembre 2021.

Il doppio significato di “madri parallele”.

Il noto regista spagnolo gioca con il termine “madri parallele”, il quale assume molteplici significati. In primo luogo, le due madri protagoniste, Janis (Penélope Cruz) e Ana (Milena Smit), sono parallele in quanto accomunate da una gravidanza non cercata e poiché si trovano a partorire lo stesso giorno, nello stesso ospedale.

Janis è una fotografa di mezza età, forte e indipendente, anche se a tratti si mostra allo spettatore come una donna fragile, senza che questa fragilità sia scambiata per una debolezza. Ana, al contrario, è ancora minorenne e pertanto inevitabilmente ingenua, nonostante nel corso del film si riveli sempre più forte e in grado di prendere decisioni importanti in forma autonoma.

La maternità riesce a offrire un punto di incontro tra queste madri parallele, ma forse questo legame non durerà per sempre. Con il passare del tempo infatti, la differenza anagrafica costituirà un ostacolo sempre più evidente nel loro rapporto. Da qui il secondo significato di “madri parallele”, ovvero due donne che sono destinate a conoscersi, ma non a incontrarsi nel senso più profondo del termine, a causa della grande differenza anagrafica, da cui consegue inevitabilmente un diverso approccio alla vita.

Milena Smit e Penélope Cruz in una scena del film

Diversi livelli di lettura.

La pellicola è molto interessante e offre diversi livelli di lettura. Si tratta infatti di un melodramma nello stile almodovariano più classico, ma di forte valenza politica. Le due madri protagoniste del film possono essere infatti viste come le due Spagne post franchismo: Janis è più attaccata al passato e non vuole dimenticare ciò che è successo alla sua famiglia e, in senso più ampio, all’intero paese durante quasi quarant’anni di dittatura.

Questo desiderio di Janis si concretizza nel suo tentativo di riesumare dalle fosse comuni alcuni suoi antenati, uccisi durante la Guerra civile e al giorno d’oggi ancora privati di una degna sepoltura, destino che come ricorda Almodóvar stesso alla fine del film, accomuna circa 100.000 vittime. Al contrario, Ana è giovane e all’interno del film rappresenta il futuro. Ha ancora poca consapevolezza della storia del suo paese, politicamente diviso e lacerato da enormi sofferenze. Alla ragazza manca pertanto quella sensibilità e coscienza storica che possiede Janis.

Queste due donne, seppur in modo diverso, hanno sofferto e nel corso del film sarà proprio una tragica coincidenza a legarle. Il loro incontro porterà felicità e freschezza nelle loro vite, le quali tuttavia, saranno sempre destinate a rimanere parallele.

Accoglienza del film.

Madres Paralelas era in concorso al Festival del Cinema di Venezia, dove ottenne riscontri molto positivi (3,67/5 sulla rivista Ciak). La pellicola è stata particolarmente apprezzata anche dal pubblico.

Tuttavia, un’opinione abbastanza frequente, sia tra la critica che tra il pubblico, riporta che Madres Paralelas sia un’opera già vista nella filmografia di Almodóvar, poiché le tematiche sono le stesse delle precedenti pellicole del regista. A questo proposito, occorre fare una precisazione: tematica e stile sono due concetti cinematografici slegati. Di conseguenza, il fatto che un regista o una regista abbia uno stile immediatamente riconoscibile non significa che ogni suo film sia la copia del precedente, bensì vuole dire che probabilmente lui o lei faccia spesso uso di un certo tipo di musica, fotografia, scenografia ecc.

Non è facile creare un proprio stile, Almodóvar ce l’ha fatta e, arrivato al suo 22esimo lungometraggio, viene riconosciuto solamente osservando un suo fotogramma e ci vuole talento e carisma nei confronti del proprio pubblico per arrivare a ciò.

Per quanto riguarda le tematiche del suo cinema, è risaputo che il mondo femminile, l’amore, l’esplorazione della propria sessualità e la famiglia siano temi cari ad Almodóvar. Tuttavia, essi vengono presentati e analizzati in ogni suo film in maniera diversa, ritengo pertanto che definire Madres Paralelas un film già visto sia azzardato. Inoltre, una riflessione così esplicita sulla memoria storica non si era mai vista nella filmografia del celebre regista spagnolo.

Le figure femminili nel cinema di Almodóvar.

Chi conosce e ama il cinema di Pedro Almodóvar sa che i suoi film sono caratterizzati da una totale accettazione nei confronti delle nostre passioni e delle nostre pulsioni. Le sue opere vedono quasi sempre figure femminili come protagoniste, le quali tuttavia non vengono mai ridotte a uno stereotipo. Esse sono diverse in ogni suo film, ma a accomunarle è la completa libertà e accettazione di sè, specialmente in campo erotico e amoroso. Nel cinema di Almodóvar le donne sono sempre ben dirette e rappresentate. Spesso sono anche erotiche, ma non vengono mai sessualizzate e questo è uno dei tanti motivi che mi ha sempre fatto amare il cinema di questo grande regista.

Donne sull'orlo di una crisi di nervi
Donne sull’orlo di una crisi di nervi (1988)

Dove possiamo vedere Madres Paralelas?

Il nuovo film di Pedro Almodóvar è uscito al cinema il 28 ottobre 2021. Non si tratta del miglior film del regista, ma rientra, a mio parere, tra le sue opere più intime e delicate.

Ho avuto la fortuna di vederlo al Festival del Cinema di Venezia e mi ha conquistato. Vi consiglio pertanto di correre a vederlo.

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