Nomadland, C. Zhao
Nomadland, C. Zhao

Nomadland, C. Zhao

Nomadland. Surviving America in the Twenty – First Century, J. Bruder.

Nel 2017 venne pubblicato Nomadland. Surviving America in the Twenty – First Century, romanzo scritto da Jessica Bruder, giornalista e insegnante statunitense.

Nomadland, J. Bruder
Nomadland, J. Bruder

Quest’opera parla del viaggio, realmente intrapreso da Jessica Bruder attraverso gli Stati Uniti, alla scoperta della vita dei nomadi del terzo millennio; essi rifiutano i valori effimeri della cultura statunitense e ricercano una nuova realtà, più autentica e solidale. Si tratta di vittime invisibili della Grande Recessione, i quali hanno formato una crescente comunità di nomadi: lavoratori migranti che si fanno chiamare workampers (coloro che combinano lavoro a tempo determinato e campeggio).

Dal romanzo al film.

Dal romanzo di Jessica Bruder è stato tratto nel 2020 il film omonimo, scritto e diretto da Chloé Zhao e interpretato da Frances McDormand. La pellicola vinse il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia, è stato successivamente candidato ai Golden Globes e rientrerà senza dubbio tra i candidati nella categoria Miglior Film agli Oscar 2021. Si tratta pertanto di un film da recuperare al più presto.

Nomadland: una nuova America.

Nomadland racconta la storia di Fern (Frances McDormand), una donna sulla sessantina del Nevada, che a seguito del crollo economico dovuto alla Grande Recessione, perde il marito e il lavoro e decide di tentare la vita on the road, unendosi ad una grande comunità di nomadi. La protagonista intraprende un viaggio, sia esteriore che interiore, con il suo van. Fern tenta così di evadere dall’attuale società statunitense, superficiale e consumistica, la quale non lascia spazio a tutti coloro che non conducono una vita stabile e convenzionale.

Nomadland
Frances McDormand in una scena del film

Durante questo viaggio attraverso gli States occidentali, Fern svolgerà diversi lavori stagionali, per esempio raccoglierà patate e barbabietole, lavorerà presso una sede di Amazon e in una gastronomia.

Nomadland è un film profondamente descrittivo e racconta una storia attuale e autentica, ma allo stesso tempo poco conosciuta. A rafforzare la veridicità degli eventi, è il cast: la magnifica Frances McDormand, durante il suo viaggio, incontra e rincontra anche veri nomadi, tra cui Linda May, Bob Wells e Charlene Swanke. Si tratta pertanto di un film profondamente politico, poiché la regista prova a rappresentare le tragiche conseguenze dell’economia statunitense. Chloé Zhao descrive una situazione precaria nella quale si trovano a vivere sempre più comunità.

Questi statunitensi vengono celebrati per la loro forza e resilienza. Essi incarnano valori profondi, come la solidarietà e la fratellanza, che sono totalmente assenti nella cultura statunitense odierna, nella quale a prevalere è l’individualismo, sia nell’economia che nella socialità. In queste comunità, al contrario, ci si aiuta costantemente: ci si scambia oggetti, ci si fa compagnia e ci si sostiene. Questi nomadi soffrono il freddo, la povertà e la solitudine, ma a definirli è la gioia di vivere, la condivisione e l’autosufficienza.

Road Movies. Into the Wild e Nomadland: un confronto.

Into the Wild, pellicola del 2007 diretta da Sean Penn, narra la storia vera di Christopher McCandless, giovane statunitense, che subito dopo la laurea abbandonò la sua vita agiata e intraprese un lungo viaggio di due anni attraverso gli Stati Uniti, fino a raggiungere l’Alaska, dove perse la vita per avvelenamento. Si tratta di un road movie dai tratti quasi documentaristici; Penn infatti esalta la bellezza dei paesaggi incontaminati degli Stati Uniti, contrapponendoli alla civiltà, tanto criticata da McCandless, in quanto ipocrita e superficiale.

Anche Fern intraprende un viaggio, ma Chloé Zhao non inquadra molto i suoi spostamenti. Nomadland infatti non può essere definito un road movie a tutti gli effetti; gli spazi in cui Fern si muove non vengono enfatizzati, l’attenzione è rivolta a lei, non ai luoghi nei quali si ritrova a vivere. Questa mancanza di dettagli nella rappresentazione degli spazi è un aspetto che personalmente non ho apprezzato. Tuttavia, risulta chiaro che ciò non sia dovuto a superficialità o incapacità da parte della regista, ma bensì che si tratti di una scelta consapevole.

Nomadland: politica e poesia.

Nomadland è un film molto politico. Chloé Zhao mostra un’America povera, in cui l’unica scelta è abbandonare tutto e mettersi in viaggio, senza una meta precisa. Tuttavia questa critica, pur essendo evidente agli occhi dello spettatore, viene resa esplicita in pochissime scene. In particolare, quella in cui Fern si trova a dialogare con la sorella e alcuni amici di estrazione borghese.

Non si tratta pertanto di un film in cui vi è una violenta e manifesta presa di posizione nei confronti della società statunitense. Al contrario, la pellicola è molto dolce e questa dolcezza si deve anche alla musica di Ludovido Einaudi, che accompagna Fern fino alla fine.

Frances McDormand, già vincitrice di 2 premi Oscar per Fargo (1996) e Tre Manifesti a Ebbing, Missouri (2017), è splendida e regge sulle sue spalle l’intero peso del film. Credo sia la più adatta per interpretare questa parte perché, pur essendo una nota e talentuosa attrice hollywoodiana, è sempre stata apprezzata per la sua semplicità e naturalezza, due peculiarità che caratterizzano anche Fern.