• Aldostefano Marino

Piet Mondrian, al Mudec (Milano)

Aggiornamento: 10 mar

Se non siete ancora capitati al Mudec, e ignorate che da qualche mese sia possibile visitarvi un'intera mostra dedicata a uno dei maggiori capisaldi dell'astrattismo, affrettatevi. Avete ancora un mesetto prima che le opere di Piet Mondrian lascino gli spazi del Mudec, per ospitare nuove mostre tutte da scoprire.


Se nell'arte andate in cerca di autori noti e già conosciuti, di sicuro non potete perdervi la mostra dedicata a Piet Mondrian, visitabile fino al 27 marzo 2022. I suoi quadri, soprattutto quelli del periodo neoplastico, non potranno che ricordarvi qualcos'altro, altri artisti, altri pittori, e sottintendere perciò il concetto che sta dietro tutta l'arte di Mondrian. Nell'intento manifesto di rendere leggibile e più decifrabile ciò che la realtà nasconde, ma soprattutto di porsi oltre la leggibilità e l'apparenza delle cose.


Piet Mondrian (1872-1944) | Composizione con rosso, giallo e blu 1921 | Olio su tela | Kunstmuseum Den Haag | 0334327


La mostra, Piet Mondrian. Dalla figurazione all'astrazione, è prodotta da 24 Ore Cultura – Gruppo 24 ORE.


Promossa dal Comune di Milano-Cultura e con il patrocinio del Consolato dei Paesi Bassi, la mostra dedicata a Mondrian è stata organizzata grazie al contributo del Kunstmuseum Den Haag. È la prima volta che Milano presenta un progetto dedicato completamente all'artista olandese, e che tocca tutti i momenti della sua arte che lo condussero dalla figurazione dei ricorrenti paesaggi olandesi, fino all'astrazione dello stile che lo ha reso celebre a tutto il mondo.


Il filo conduttore delle opere esposte è certamente l'evoluzione che ha subito l'arte di Piet Mondrian. Il percorso, fortemente curato da un punto di vista visuale ed estetico, vi consentirà di poter seguire il modo in cui lo stile del pittore olandese è andato affermandosi.


I suoi dipinti più celebri, le Composizioni numerate contraddistinte dalle forti linee e da una sottrazione del colore sempre più decisiva, difatti, non possono dirsi altro che il prodotto di un perenne sperimentare che è si è protratto per molto tempo.


Fino al 1900, Mondrian si servirà di una rappresentazione fedele della natura, anche per il tipo di formazione artistica che egli riceve presso l'Accademia Statale di Belle Arti, la Rijksakademie van Beeldende Kunsten.


Se fino al 1900, il paesaggio olandese è il soggetto preferito dei propri quadri – che ben si presta alla ricerca dei contrasti e all'utilizzo delle tinte scure – in quell'esordio artistico, nella disposizione della natura sulle proprie tele, Mondrian giocava già con il ritmo e l'ordine.


Ritmo e ordine che ritroveremo poi nelle tele che ne hanno esaltato la fama di pittore e artista, quando Mondrian cominciò a esplorare le possibilità tramite cui riuscire nell'intento di ridurre il mondo a lui circostante in un'essenza, un nucleo pressoché totalizzante, dato esclusivamente da colori, linee e piani ritmici.



Piet Mondrian (1872-1944) | Mulino a vento di sera, 1917 | Olio su tela | Kunstmuseum Den Haag | 0334320

Piet Mondrian (1872-1944) | Devozione, 1908 | Olio su tela | Kunstmuseum Den Haag | 0334286

In questa sua trasformazione, l'influenza europea è indubbio.


In costante esercizio e dopo ripetuti tentativi di sperimentazione per avvicinarsi sempre più a quell'essenza che tanto bramava, Mondrian quasi quarantenne si sposta a Parigi, ed è proprio nella capitale francese che si lascia influenzare dal cubismo di Picasso e Braque, dando vita a un nuovo movimento artistico: il Neoplasticismo.


Il Neoplasticismo, considerato come l'arrivo estremo del pittore olandese è stato il punto di partenza e d'ispirazione per molte arti.


Dall’arredo alla grafica, dall’interior all’exhibition design: tantissimi si sono lasciati influenzare dalla poetica di Mondrian. Tanto che, ancora oggi, il cosiddetto pattern Mondrian continua a influenzare artisti di tutto il mondo, da Shiro Kuramata a Gerrit Rietveld – autore della poltrona Red and Blue, visitabile anche in mostra, all'interno di un affondo curato dalla storica del design Domitilla Dardi.


La mostra si conclude con una video installazione. Utile per fare il punto su tutto ciò a cui si è assistito durante la visita.


La video installazione a cura di Storyville, pone attenzione sul rapporto tra le opere neoplastiche di Mondrian e la musica jazz, fornendo ai visitatori la possibilità di inquadrare nuove possibili chiavi di lettura della poetica di Mondrian.


Con il suo ritorno a Parigi del 1919, Mondrian rimarrà affascinato dalla vita notturna cittadina: è lì che farà il suo incontro con il jazz, che sarà in grado di influenzarne le ultime opere neoplastiche. Sia dietro il jazz che dietro il neoplasticismo di Mondrian è possibile infatti ritrovare quell'intuizione che si nasconde tanto dietro l'artista astratto quanto dietro il musicista jazz nell'atto di composizione.


La musica jazz era solo ritmo, libertà compositiva, e la sua novità stava proprio nell'offrirsi, come l'arte di Mondrian, senza alcuna trama.


Una mostra che vi consentirà di incontrare Mondrian in tutta la sua integrità, offrendosi ai vostri occhi nel pieno rigore di quell'evoluzione artistica che il pittore ha abbracciato.



Piet Mondrian (1872-1944) | Composizione 2,1929 Olio su tela | The National Museum in Belgrade | Inv. 34-43

BIGLIETTI INFOLINE

24/11/2021 – 27/03/2022 Lun 14.30 ‐19.30 | Mar, Mer, Ven, Dom 10.00 ‐ 19.30 | Gio, Sab 10.00‐22.30 Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura. Intero € 14 Ridotto € 12 tel. 02/54917 (lun-ven 10.00-17.00) mudec.it c.museoculture@comune.milano.it. Per conoscere gli orari di visita aggiornati, le modalità di ingresso in mostra e i protocolli di sicurezza usati all’interno del museo per il controllo e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 controllare sempre sul sito mudec.it