Promising Young Woman, E. Fennell
Promising Young Woman, E. Fennell

Promising Young Woman, E. Fennell

Emerald Fennell agli Oscar 2021
Emerald Fennell agli Oscar 2021

Emerald Fennell è un’attrice e sceneggiatrice britannica, co-scrittrice della fortunata serie Killing Eve. Nel 2020, ha esordito con il suo primo film da regista: Promising Young Woman, di cui ha anche scritto la sceneggiatura, per la quale è stata premiata all’ultima cerimonia degli Oscar.

Promising Young Woman è composto da un prologo, a cui seguono quattro atti. Il genere non è univoco, vi è infatti il continuo alternarsi tra due generi narrativi diversi: la commedia satirica e il thriller. Si tratta certamente di un film profondamente provocatorio e già il titolo lo dimostra.

Promising Young Woman è infatti un richiamo alle numerose testate di giornale che, quando si trovano a dover trattare atti di violenza sessuale, tendono a tutelare i cosiddetti «giovani ragazzi promettenti», nonostante abbiano commesso crimini molto gravi, per esempio lo stupro. Questa stessa protezione, tuttavia, non viene ugualmente riservata alle donne vittime di violenza, come se le loro vite venissero considerate a priori meno promettenti di quelle dei loro aggressori. Ciò chiaramente contribuisce all’alimentazione e accettazione della cultura dello stupro a livello sistemico. Emerald Fennell decide così, in maniera molto sottile e intelligente, di non fermarsi a criticare il singolo colpevole, bensì di scagliarsi contro l’intero sistema.

Trama

Cassie, interpretata da una meravigliosa Carey Mulligan, ha 30 anni e sette anni prima ha perso la sua migliore amica Nina, la quale si suicidò dopo essere stata vittima di uno stupro.

Il film ha inizio alla vigilia del trentunesimo compleanno di Cassie, esattamente sette anni dopo aver abbandonato gli studi di medicina per lavorare come cameriera, nonostante fosse la migliore del corso e venisse spesso definita da colleghi e professori come «giovane ragazza promettente». Il motivo dell’abbandono degli studi era il dolore e il senso di impotenza che Cassie aveva provato e che prova tuttora, per non essere stata in grado di impedire il suicidio della sua migliore amica.

La morte di Nina è un evento fondamentale all’interno della narrazione, ma lo spettatore ne viene a conoscenza solo nella seconda parte del film. All’inizio non è chiaro quale sia la causa della sua scomparsa e questa confusione è la manifestazione dell’incapacità di Cassie di elaborare il lutto. È così che vediamo la realtà esattamente come la vede lei, dolorosa e dai contorni poco definiti.

Cassie trova un modo per convivere con il dolore.

Per dare un senso al suo dolore, ed essendo consapevole del fatto che oramai non possa più fare nulla per salvare Nina, Cassie sceglie di impedire che altre ragazze siano vittime della stessa violenza. Decide così di recarsi regolarmente in alcuni locali della città, fingendo di essere ubriaca e vulnerabile. Si rende subito conto che, ogni sabato sera, si verificano le stesse dinamiche, in maniera quasi meccanica: un ragazzo si mostra preoccupato per lei, teme che abbia perso conoscenza e si offre di riaccompagnarla a casa. Fino a qui, nulla sembra andare storto, ma successivamente, quando si trovano a casa di Cassie, la quale ancora finge di aver perso i sensi, il ragazzo, che fino a pochi minuti prima si era mostrato buono e premuroso, prova ad approfittarsi di lei, poiché si rende conto che non sarebbe in grado di opporre resistenza, essendo ubriaca.

Ed è proprio in questo momento che avviene il colpo di scena. Cassie, inizia a dire al ragazzo, quasi sussurrando, che vuole che se ne vada, non provocando tuttavia nessun tipo di reazione. Subito dopo, spazientita, si alza dal letto in maniera energica, mostrando di essere in realtà perfettamente sobria e si scontra, solo verbalmente, con il ragazzo. Lo mette di fronte alla sua ipocrisia e lo invita a non comportarsi più così in futuro. In questo caso, una reazione c’è ed è quasi sempre la stessa: il giovane va su tutte le furie, insulta Cassie con appellativi sessisti e se ne va.

Carey Mulligan in una scena del film
Carey Mulligan in una scena del film

La vendetta di Cassie

Il tentativo di Cassie di educare i suoi coetanei si trasformerà in un vero e proprio desiderio di vendetta quando incontrerà Ryan, un suo ex collega universitario. Egli lavora attualmente come chirurgo pediatra ed è un ragazzo apparentemente privo di difetti: è bello, simpatico, gentile ed è anche amato dai suoi pazienti. I due iniziano a parlare amichevolmente, ma a un certo punto Ryan racconta che dopo poche settimane andrà al matrimonio di Alexander Monroe, un loro ex collega, ma non uno qualunque, bensì l’aggressore di Nina. Inoltre, il giovane non solo sta per sposarsi, bensì ha anche una carriera brillante.

Del tutto sconvolta, Cassie decide di vendicarsi di chi ebbe un ruolo da protagonista nelle vicende di Nina. Farà così visita a molte persone, partendo dalla preside dell’università, presso la quale Nina aveva fatto denuncia, senza tuttavia essere ascoltata. Sarà proprio Ryan a sostenere Cassie in questo percorso e ciò la spingerà a impegnarsi seriamente con lui.

La fase finale della sua vendetta consiste nel recarsi proprio presso l’addio al celibato di Alexander Monroe.

Se leggendo la parola vendetta avete subito pensato a film come Kill Bill, siete fuori strada. Emerald Fennell trascende infatti la semplice dinamica della vendetta e credo che questa sia stata la chiave del successo del film. Mi limito a dire questo per evitare ulteriori spoiler, ma se vedrete il film capirete bene a cosa mi riferisco.

Carey Mulligan in una scena del film
Carey Mulligan in una scena del film

Il cast.

Una delle scelte più giuste di questo film è stata proprio quella inerente il cast. Carey Mulligan è semplicemente perfetta e si muove senza sbavature tra i due generi narrativi del film, la commedia satirica e il thriller.

A rendere il cast eccezionale, è anche la presenza di molti attori noti al grande pubblico come tipici «bravi ragazzi», pensiamo per esempio ad Adam Brody, noto per aver interpretato Seth Cohen in The O.C., che recita nel ruolo di uno dei tanti ragazzi a cui Cassie decide di dare una lezione. Ciò ha un significato molto chiaro: chiunque, anche il meno sospettabile, potrebbe macchiarsi di questi crimini.

La scenografia.

Durante la visione di Promising Young Woman, lo spettatore è totalmente immerso in tinte color pastello, vestiti a stampe floreali, scenografia kitsch e musica pop. Questa maschera di femminilità artificiosa ed esasperata, da un punto di vista pratico, serve a Cassie per attirare l’attenzione dei ragazzi quando va a caccia. A livello più psicologico invece, questa estetica rappresenta l’apparente perfezione di Cassie, la quale contrasta con la realtà, ovvero il fatto che lei sia sola e consumata dal dolore.

Quando potremo vedere Promising Young Woman in Italia?

In Italia il film sarebbe dovuto uscire al cinema dal 13 maggio 2021 ma, a seguito delle proteste dovute al fatto che l’attrice Laverne Cox sia stata doppiata da un uomo, il film è stato rinviato al 24 giugno 2021.

Reputo che sia uno dei film più interessanti di questo anno e consiglio a tutti di vederlo al cinema non appena sarà possibile!