• Aldostefano Marino

Realismo magico, Palazzo Reale di Milano

Aggiornamento: 22 dic 2021

A Palazzo Reale di Milano, dal 19 ottobre 2021 al 27 febbraio 2022, a cura di Gabriella Belli e Valerio Terraroli, è possibile visitare l’esposizione dedicata ai grandi interpreti del Realismo magico.

Con un allestimento curato dallo Studio Bellini, la mostra, promossa dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, intende condurre il visitatore attraverso la riscoperta di oltre ottanta opere esposte, dei maggiori rappresentati di un questa affascinante corrente artistica: il realismo magico.


Un periodo storico e artistico, quello tra le Due guerre mondiali, vittima di una damnatio memoriae.


La definizione Realismo Magico riguarda un momento creativo dell’arte italiana circoscritto, durato all’incirca quindici anni, tra il 1920 e il 1935. Forte del Realismo magico è, da un lato, la volontà di un ritorno al mestiere della pittura, attraverso lo studio e l’analisi dell’arte pittorica del Quattrocento; da un altro, l’inserimento di una nuova realtà altra, al limite della metafisica, rappresentata attraverso atmosfere sospese e surreali.


La base teorica della corrente è rappresentata dal rifiutò delle avanguardie storiche, prendendo particolare spunto dalla tradizione figurativa della classicità rinascimentale italiana. Più frequente in letteratura che in pittura, tuttavia il concetto esprime la rappresentazione di un incontro tra il mondo reale e la sua quotidianità e l’elemento magico, che non si spiega mai del tutto.


La definizione, coniata nel 1925 dal critico tedesco Franz Roh, venne codificata nel 1927 dall’autore Massimo Bontempelli. Ma in realtà, questa declinazione realistico-magica si preannuncia già negli anni Dieci del Novecento. È negli anni Venti, però, che il Realismo magico si impone come una vera e propria corrente artistica, dotata di codici e tematiche proprie del movimento.

Foto ravvicinata dell'opere di Baccio Maria Bacci, Pomeriggio a Fiesole, olio su tela, 1926-29
Pino sul mare, 1921, Carlo Carrà

Preludio al Realismo magico sono le ricerche condotte dagli artisti che tentano un ritorno alle fonti più limpide della pittura. L’obiettivo, dunque, era quello di ritrovare «la grazia della visione, la semplicità del sentire, la nostalgia dell’origine».


Già nel 1916, Carlo Carrà comincia a meditare sulla lezione dei maestri della pittura; da quel momento, egli orienta la propria opera attraverso un desiderio di semplicità. Il Realismo magico, allora, si configura come una narrazione semplice e diretta. Ma solo all’apparenza, poiché invero nasconde un senso di meraviglia, che pone lo spettatore nell’illusione di assistere a una vera e propria rivelazione.

Teorizzazione più puntuale arriva nel 1919, a opera di Giorgio de Chirico. All’interno della rivista Valori Plastici de Chirico sottolinea l’importanza di ricostituire una pittura a partire dallo studio dei quadri dei grandi maestri. Grandi maestri che possano riconoscersi dietro la visione sintetica ma altrettanto forte di artisti come Masaccio e Piero della Francesca.

Nella mostra dedicata al Realismo magico a Palazzo reale, le opere di Felice Casorati sono portanti, come il Ritratto di Silvana Cenni del 1922; così come i primi passi nella metafisica di Giorgio de Chirico (L’autoritratto e L’ottobrata del 1924). Ma anche le proposte di Carlo Carrà, con Le figlie di Loth del 1919.

Dettaglio dell'opera di Achille Funi, Maternità, 1921
Frammento di un'opera di Ubaldo Oppi, Ritratto della moglie sullo sfondo di Venezia
Ritratto di Cesarina Gualino, a opera di Felice Casorati, 1922

La mostra ha un altro grande obiettivo: quello di mettere in relazione il Realismo magico, con la cultura artistica tedesca degli anni Venti e dei primi anni Trenta.

La realtà artistica italiana, ben connotata e ricca di suggestioni e spunti, infatti, non risulta isolata, trovando significativi contrappunti e analogie, pur nella diversità degli obiettivi e delle matrici culturali di partenza, con la Neue Sachlickheit (Nuova Oggettività) tedesca, a sua volta divisa tra aree più classiche e vicine alla sensibilità italiana (i pittori di Monaco, come Heinrich Maria Davringhausen e Christian Schad) e aree più radicali e rivoluzionarie (gli artisti berlinesi), ma anche con i realismi che emergono in Olanda così come in Unione Sovietica, negli Stati Uniti come in Francia, in una generale riconquista dell’arte come mimesis della realtà, ma inevitabilmente attraversata dalle inquietudini esistenziali e ideali del Novecento. Dal sito internet di Palazzo Reale Milano, estratto della presentazione della mostra Realismo magico.

L’elemento magico e quello reale si ritrovano facilmente nei dipinti di Achille Funi, Cagnaccio di San Pietro, Ubaldo Oppi, e nelle opere di Edita Broglio. Quest’ultima, in particolare, insieme a Carrà, Savinio, De Chirico, Morandi, aderisce a Valori Plastici, la rivisita-manifesto di questa volontà di ricondurre l’opera d’arte verso una rappresentazione che avviene nell’ordine, ma circondata da un’aurea di meraviglia e magia.


In alcuni punti della mostra, l’esposizione lascia spazio a raggruppamenti tematici. Dalla maternità, all’infanzia, all’Eros e fino alla rappresentazione del Carnevale.


Particolari dell'opera Dopo l'orgia, di Cagnaccio da San Pietro, 1929

Attraverso queste tematiche, al visitatore risulta facile orientarsi nella potenza dei temi portati sulla tela dai capisaldi della corrente artistica. Novità interpretative che gli artisti di quei quindici anni donano al passato della pittura. E se immediatamente salta agli occhi un modo comune al Quattrocento di utilizzare il colore, e la stessa scelta delle tonalità utilizzate, il significato delle opere non si lascia afferrare del tutto.


Ciò non deve intimidire lo spettatore in visita alla mostra. Grazie al supporto delle audio-guide e alle spiegazioni recate negli spazi affini alle opere, riuscirà a penetrare oltre le trame e i significati propri del realismo magico. Inoltre, al di là della possibilità di afferrare un senso universale, la godibilità delle opere esposte è spontanea per tutti i visitatori e le visitatrici.


La mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle 19.30. Il giovedì, invece, le visite si interrompono alle 22.30.


I biglietti per accedere alla mostra sono acquistabili sul sito di Palazzo Reale, o cliccando QUI. Il prezzo è di 16€, scontato per gruppi-famiglia, bambini di età inferiore ai 14 anni. Il mio consiglio, se deciderete di visitarla, è quello di prenotare il vostro ingresso, dato il notevole riscontro che la mostra sta avendo.