Tag: affetto

Sognando la luna, Michael Chabon

Sognando la luna, l’ultimo romanzo del Premio Pulitzer 2001, Michael Chabon, arriva in Italia edito Rizzoli. È un romanzo che ho letto con enormi difficoltà, forse per la materia trattata, o per l’impostazione di memoir che il romanzo assume durante la narrazione, ma che tuttavia ho il dovere morale di segnalarvi.

Michael Chabon è una delle voci più importanti della narrativa americana contemporanea, autore di alcuni tra i più famosi titoli in circolazione, tra cui I misteri di Pttsburgh Uomini si diventa; adopera una scrittura fortemente magnetica che, attraverso minuziose descrizioni, tecnicismi e pochi dialoghi, in Sognando la luna, riesce a descrivere un’epoca intera raccontando, in realtà, una sola vita.

La vita raccontata è quella del nonno di Chabon – sempre e solo chiamato così -, i quali misteri, speranze e missioni divengono noti solo quando l’autore, raggiunta la casa della madre a Oakland, si fa raccontare dall’anziano parente in punto di morte. Sognando la luna è un racconto che parla a fondo della Seconda Guerra, delle difficoltà che essa comportò, e la situazione americana di metà Novecento.
Sullo sfondo c’è un antico sogno remoto, e una promessa, quella fatta dal nonno a sua nonna, che un giorno la porterà sulla Luna. E difatti, il nuovo romanzo di Chabon, non è fatto solo di parole forbite, tempi morti (propri della guerra), sangue e perdite dolorose: sopra tutto, racconta l’amore impossibile e travolgente tra il nonno dell’autore e sua moglie, una francese immigrata negli Stati Uniti, profondamente segnata dalla guerra, che profuma sempre di Chanel n°5 e con uno strano tatuaggio sull’avambraccio “con il 7 elegante e il trattino all’europea”.
Il Nonno, protagonista indiscusso del romanzo, è nato in una famiglia ebraica, giovane ribelle e parsimonioso nel parlare, si laurea in ingegneria e si specializza in missilistica; subito dopo venne inviato in Germania, dove fu testimone delle atrocità naziste. Per tutta la sua vita ha tentato con ogni mezzo di catturare Wehrner Von Braun, lo scienziato che inventò i missili V2, causa di morte di un esorbitante numero di civili nei Paesi nemici della Germania.
Al ritorno dalla guerra il Nonno conosce una ragazza, ebrea francese ed ex deportata, con una figlia al seguito, di cui si innamora. Ragazza che sposerà e che diventerà la nonna di Michael Chabon.

Il racconto si attiene a fatti reali e personaggi esistiti “tranne laddove – dice l’autore nell’incipit del romanzo – non corrispondessero ai ricordi, allo scopo del racconto o alla mia idea di verità”. Attraverso la tecnica dei flashback, che alternano episodi tratti dalla vita del nonno, la follia della nonna, la storia della madre e il rapporto intenso che ha legato Michael ai suoi nonni, il lettore si stanca ma non si arrende finché non arriva alla fine del romanzo.
Sognando la luna, lasciando costantemente la luce della Luna sullo sfondo per tutta la narrazione, ci insegna una cosa: si può essere felici nonostante tutto, ed è anzi, forse, quello stesso tutto, a rendere la vita un romanzo che tutti vorrebbero leggere.

Viale dei Misteri, John Irving

Al suo quattordicesimo romanzo, John Irving lascia senza parole e stupisce ancora con Viale dei Misteri (Rizzoli, 2018).
Avenue of Mysteries si presenta come un libro importante, e sicuramente lo è, con una copertina che rappresenta appieno la desolazione, le steppe e i paesaggi aridi del Messico, indiscutibile protagonista.

È l’abilità di Giuseppina Oneto a tradurre meticolosamente la miriade di parole che compongono le fitte seicento pagine di questo romanzo, dimostrandosi all’altezza di un autore tre volte finalista al National Book Award, e vincitore del premio O. Henry Prize e di un Oscar, come miglior sceneggiatura, per quel film di cui tutti abbiamo almeno sentito parlare: Le regole della casa del sidro. 

Juan Diego è il bambino del basurero, le discariche dell’Oxoaca, capitale dell’omonimo stato meridionale del Messico: è figlio di una prostituta che si occupa di fare le pulizie in chiesa e di un padre che potrebbe essere il suo ma che nessuno è sicuro lo sia, el Jefe, il boss della discarica. Quello che finisce nella prodigiosa montagna di rifiuti, assieme ai cani morti e i corpi bruciati, a sostanze tossiche e vestiti vecchi, sono i libri che i gesuiti dell’orfanotrofio de Los Ninos Perdidos vogliono far scomparire, in quanto dannosi per la società cattolica. È lì che Juan Diego impara a leggere e legge a voce alta alla sua sorellina Lupe racconti di ogni genere, una bambina particolare senza peli sulla lingua, capace di leggere con precisione il pensiero delle persone che le stanno attorno, tuttavia incomprensibile nell’esprimersi, eccetto che al fratello, per un problema alla laringe. Ma non è così che comincia questo enorme Viale dei Misteri, pregno di significati nascosti, di miracoli e simbologie, ma con il viaggio che Juan Diego, ormai cinquantenne e scrittore affermato, compie dagli Stati Uniti alle Filippine per onorare il padre defunto, di uno stralunato hippie di cui non ha mai saputo il nome. Complice un’assunzione irregolare di betabloccanti e pastiglie di Viagra, e due donne tentatrici e misteriose, Juan Diego Guerrero, attraverso il sogno rivive le sue origini, il suo passato in Messico, terra desolata e molto povera, descritta minuziosamente, le sue lotte, i suoi colori, e i suoi limiti, una strana coppia formata da un sacerdote che ha lasciato i voti ed una trans, la vita del circo, e quella in orfanotrofio, e un’incombente statua dissacrata della Vergine Maria.

I capitoli di questo romanzo prezioso si alternano tra passato e presente, tra sogno e veglia, tra misticismo e realtà, fino a confondere il lettore, che ci mette un po’ a scivolare dentro la storia ma, non appena ci cade dentro, intrappolato, gli è impossibile uscirne illeso.
Come sarà arrivato il piccolo Juan Diego dal Messico fino all’Iowa? Che cosa avrà fatto di lui uno scrittore e quali studi?
C’è proprio tutto all’interno di questo romanzo: posti esotici, animali selvaggi, plancton a forma di preservativi, alberghi, letteratura, Shakespeare, spiegazioni mediche, luoghi desolati, bar omosessuali, alberghi per prostitute, cibi tipici, pellegrinaggi e chiese, c’è tanta Storia e molte critiche velate nei confronti della Chiesa, dei suoi papi e delle loro assurde convinzioni.
I temi trattati sono anche essi i più svariati: l’HIV e l’AIDS, trattate con un’estrema e disorientante delicatezza, la pedofilia, il credo e soprattutto l’ateismo, mai affrontati con toni accusatori.
John Irving, infatti, è questo che fa, con abilissima destrezza e profonda sensibilità, in Viale dei Misteri: non prende una posizione netta, lasciando al lettore la possibilità di riflettere su alcuni temi fondamentali e appassionandolo con una storia lunga cinquantaquattro anni che, per la sua narrazione disordinata, stimola la curiosità più estrema del fortunato lettore accompagnandolo al finale e lasciandogli, anche allora, la possibilità di interpretarlo più o meno come vuole.

Viale dei Misteri, sopra ogni cosa, ci dà un suggerimento prezioso: nella vita non esistono cose che succedono per casualità o miracolo, “il miracolo siamo noi” ogni volta che decidiamo quale strada prendere, quali persone volere con noi e quali oggetti comprare per poi buttarli, con cui vivere una vita che è stabilita tutta e solo dalla nostra volontà.

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén