Aldostefano Marino

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Le mutazioni, Jorge Comensal

Le mutazioni (Las mutaciones) è il primo romanzo dello scrittore messicano Jorge Comensal. Uscito in Italia nel mese di gennaio 2019, grazie alla casa editrice Bompiani e tradotto dalla mano autorevole di Pino Cacucci.

Comensal è nato in Messico nel 1987, collabora con note riviste messicane ed è autore di diversi saggi. Al centro della sua ricerca c’è sempre la scienza e l’impatto che i progressi scientifici e tecnologici hanno sulla vita dell’essere umano.

Le mutazioni potrebbe sembrare un romanzo drammatico, ma la sua maggiore peculiarità è quella di adottare la chiave umoristica per raccontare eventi profondamente tragici. In questo senso, la narrazione assume gli aspetti di una tragicommedia, dove i personaggi sono caricature esasperate, sopravvissuti al cancro e impegnati a vivere i loro drammi esistenziali nel tentativo di riscattarsi.

Il protagonista della storia è Ramón Martínez, un avvocato di successo che ha rinunciato alla fede e che riveste il ruolo di capofamiglia tradizionale. Un tumore gli farà perdere la lingua e, impossibilitato a parlare, sarà costretto ad assistere passivamente ai discorsi degli altri. Attorno a Ramón, i suoi famigliari vivono apprensivi, Elodia, la collaboratrice domestica, gli regala un pappagallo per insegnargli a “gridare quando lei ha bisogno di qualcosa”. È nella figura emblematica di questo pappagallo, Benito Juárez – nome datogli in onore del primo indio che ottenne la carica di Presidente del Messico -, che Ramón riuscirà a trovare il suo unico amico.
I due amici, infatti, sono accomunati dalla malattia, anche Benito,

Forse soffriva, come lui, di una malattia devastante. Il petto spennacchiato e le zampe sanguinanti potevano anche dipendere da una dannata chemioterapia veterinaria. La gabbia era piccola, quanto un Leto d’ospedale, e la vaschetta dell’acqua era vuota. Ramón conosceva bene il demone della sete da convalescente.

Joaquín Aldama, invece, è un medico prossimo alla pensione, ha una carriera di poco rilievo alle spalle e nella sua vita passata non si rintracciano accadimenti particolarmente significativi. Quando Ramón gli chiede aiuto, l’oncologo vede nel suo complicato caso un’opportunità di riscatto che potrebbe portargli fama e successo. Il chirurgo decide di aiutare il suo paziente a ottenere le cure della chemioterapia gratuitamente, affinché possa studiare il suo caso.

Teresa de la Vega, fa la psicoterapeuta e anche lei è sopravvissuta al cancro. Per salvarsi dal ricordo, ha imparato ad aiutare i pazienti sopravvissuti e quelli che affrontano la malattia. Il dolore l’ha cambiata e ascoltare le loro storie, la fa sentire meglio. Spesso arriva a chiedersi in che modo potrebbe aiutare i suoi pazienti sopravvissuti a comprendere e rassegnarsi all’avvenuta guarigione, se questo comporterebbe perderli.

In qualche modo, il cancro l’aveva guarita dalla sua tristezza congenita; l’aveva indotta a provare la marijuana terapeutica, a frequentare un gruppo di aiuto, a trascorrete intere giornate a letto, leggendo libri della Yourcernar, della Rudinesco, di Butler; grazie al cancro aveva conosciuto Rebeca, la sua migliore amica, e aveva trovato la propria vocazione.

Ramón, Joaquín, Teresa, e i loro drammi sono i protagonisti del romanzo. Tre vite che mutano, e che nel loro cambiare condizionano quelle delle persone che hanno intorno.

Loro non sono i soli. Attorno ai tre particolari personaggi, orbita una folla di persone che assiste alle vicende e li compatisce, senza riuscire a essergli d’aiuto.

Prima tra tutti la moglie di Ramón, Carmela, che affronta la malattia del marito come una sfida personale. O Mateo, il figlio, che riceverà in testa un depositatore di saliva in metallo, scaraventato dal padre perché si accorga di lui. Anche Ernesto, il ricco fratello di Ramón, che dopo aver accumulato indebitamente soldi per tutta la vita, e avergliene prestato una somma per l’intervento, gli farà promettere che glieli renderà con gli interessi.
La stessa psicoterapeuta Teresa, vuole curare i suoi pazienti, ma alla fine cerca di aiutare soltanto sé stessa, ascoltando i loro drammi e cercando di liberarsi dal ricordo della malattia.

Nessun luogo e nessuna ambientazione assume rilevanza all’interno del racconto: gli unici luoghi sono Gli Altri. Le persone che stanno attorno agli ammalati diventano in qualche modo i protagonisti delle vicende narrate, i luoghi depositari del dolore dei protagonisti. A tenere unito ogni tassello e tutti i personaggi della storia è il senso del riscatto: il grande tema centrale del romanzo e ciò verso cui mira ogni individuo che attraversa le Mutazioni.

Sono storie che si intrecciano in spazi non ben definiti: ospedali, abitazioni, giardini.
Per quanto riguarda il tempo storico, la vicenda narrata si svolge ipoteticamente nell’arco di qualche anno, attraverso molti flashback, favoriti anche dalle modalità in cui avvengono le sedute psicoanalitiche.

Il narratore delle Mutazioni, è onnisciente e racconta i fatti come uno spettatore esterno. È in grado di interpretare i pensieri di Ramón ormai ammutolito, e del pappagallo maleducato. Il punto di vista del narratore ha perciò focalizzazione zero.

Poche descrizioni: il romanzo d’esordio di Comensal è un libro in cui le cose succedono e le azioni hanno la priorità sul resto.

Non ci sono molti dialoghi diretti. È sorprendente come, alcuni di questi, per la particolarità della storia diventino immediatamente monologhi: questo accade, quando, per esempio, i famigliari dialogano con Ramón e lui non ha con sé il taccuino che Elodia gli ha regalato e attraverso il quale comunica.
Vi sono diversi monologhi – propriamente intesi – resi soprattutto attraverso la tecnica narrativa del flusso di coscienza, utilizzata per far parlare gli stomachi e dar vita agli istinti di tutti i personaggi.

Il lessico utilizzato da Comensal è un altro aspetto particolare del romanzo. Le Mutazioni è scritto attraverso un lessico medico scientifico, che conferisce al dolore un aspetto reale, e al contempo priva la lettura del lettore di sentimenti quali dispiacere e pathos.
È proprio questo aspetto su cui verte l’intera riflessione che segue al testo. Il mio messaggio personale ricavato dalla lettura del romanzo è che l’uomo ha sempre necessità di riscattarsi dal dolore.

Eguali amori, D. Leavitt

David Leavitt nasce a Pittsburgh nel 1961, si laurea a Yale e, a soli ventitré anni, pubblica la sua prima raccolta di racconti: Balli di famiglia. Il successo e i riconoscimenti arrivano immediatamente, pubblica altri romanzi e diviene uno tra i maggiori rappresentanti degli scrittori ebrei della East Coast americana.
In Italia i diritti dei suoi romanzi sono stati acquisiti di SEM e sono, attualmente, in corso di pubblicazione.

Quando leggo storie raccontate da scrittori di fama mondiale, che scrivono da una vita, e che hanno un ottimo riscontro tra i pareri della stampa mondiale, mi domando chi sia io per poter giudicare un romanzo più o meno valido.
È questo il caso del libro attraverso cui ho incontrato per la prima volta la scrittura dell’americano Leavitt: uno scrittore che mi ha convinto per la sua consacrata capacità di inventare storie, mondi, e spingere alla riflessione più intima; ma che mi ha lasciato un po’ interdetto per il modo che sceglie di raccontarci tutto questo.

Eguali amori è una matassa di storie, un groviglio di emozioni, luoghi, situazioni, persone: ogni abitante del racconto assume un ruolo, una importanza riguardevole, tanto da meritare che parte della sua storia venga narrata, ogni dialogo riferito, anche  seppur non sia necessario ai fini della narrazione (questo è l’unico aspetto delle tecniche narrative che ho trovato un po’ ridondante e per cui, lo giuro, leggerò altro di Leavitt).

Eguali amori è un romanzo famigliare e racconta gli amori diversi, ma eguali, di quattro personaggi principali e di tutte le persone che gli gravitano intorno. È la storia della perseveranza al dolore vero. Dura moltissimi anni, e vive in tantissimi luoghi dell’America: trascina il lettore, pagina dopo pagina, all’interno di storie tutte diverse tra loro, il cui lo scopo primario è quello di dimostrarci che l’amore è sempre amore, in tutte le sue forme.

Racconta l’amore di Nat per Louise: un amore fatto di supporto e dedizione.
Lei, Louise: una donna indipendente e forte, che ha imparato a convivere e a sopravvivere a un dolore più grande di lei. Una donna senza religione, ma attaccata ai valori, alla vita vera, contro i fronzoli di quella vita che il marito si preoccupa appaia perfetta. Ha passato una vita dolorosa, ma tuttavia non si scoraggia e trova supporto spesso in sua sorella, con cui vive un rapporto di amore e odio, in quanto totalmente diversa da lei.
Lui, Nat: un uomo di successo, sfinito dal matrimonio, che cerca conforto altrove e tra le braccia di Lillian, una donna che lo ama e che ammira la sua devozione alla moglie e al suo dolore. Ha passato gli ultimi quarant’anni della sua vita a prendersi cura della moglie malata di cancro, sotto le luci bianche degli ospedali, a sorriderle anche quando proprio non ne trovava la ragione.
Racconta l’amore di Nat e Louise per i loro figli, quindi quello di due genitori impegnati a dargli il meglio e sempre in apprensione per il loro futuro. Danny e April ormai son cresciuti; ora vivono in posti diversi, ma non smettono di ritrovarsi lì, in quella casa dove sono diventati grandi, e da cui son scappati entrambi, dalla Costa dell’Ovest americano verso mete più ambite.
Danny, che è sempre stato un figlio di cui andar fieri, diligente, un avvocato di successo, un uomo con la testa sulle spalle che ha trovato un altro uomo con cui condividere la quotidianità: Walter (ancora amore). Una grande storia d’amore, di naturalezza e pochi eccessi. Danny è un ragazzo cresciuto, il piccolo di casa che si prende cura di tutti, e che non trascorre sera senza telefonare la madre, o volta in cui rifiuti le richieste di soccorso della sorella maggiore. Walter è un amante sincero, solidale e solido, che tutto a un tratto scopre il mondo delle chat d’incontro e si interroga sulla purezza del suo amore per Danny.
April, invece, è fatta di tutt’altra pasta: ha un carattere particolare e ha vissuto l’adolescenza di una teenager americana scapestrata: diventa una cantante rock, ma poi mira ad altri orizzonti e sposa la causa femminista. Le sue canzoni diventano inni cantanti dalle donne, poesie lette nei locali.
April ama, è la sua capacità più grande, così tanto che non riesce a fermarsi: pare che abbia un amore così grande per la vita; sembra che a qualsiasi esperienza possa partecipare, lei sia convinta di doverne prendere parte, provarla, sperimentarla, mettersi in pericolo per essa.

Eguali amori è popolato di personaggi, insegnamenti, vite vissute all’insegna della normalità e altre nel nome della sregolatezza. È abitato da volti, vicini di casa, persone che si incontrano a far la spesa, donne delle pulizie, parrocchiani e rabbini. È un grande minestrone che si beve dalla stessa pentola.

Eguali amori è un romanzo scorrevole, emozionante e affascinante: a tratti confonde, tanti sono i personaggi, ma chiarisce, una volta per tutte, la semplicità, la necessità e l’eguaglianza di tutti i tipi di amore, purché di amore si tratti. 


Eguali amori è una storia necessaria per comprendere che l’amore è sempre amore.

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