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Dipinto dell'autore David Hockeny, "The paper Pools" rappresenta un uomo steso in piscina. a pancia in giù cinto solamente da un asciugamano che mostra alcune parti del corpo nudo

Piscine tra Roma e Milano

L’estate è alle porte… o forse è già cominciata? Di sicuro, Covid permettendo e un occhio sempre attento ai protocolli di sicurezza, possiamo dare inizio alla stagione delle piscine. Se vivete lontano dal mare, e per voi non è che un miraggio o un lontano ricordo; se non avete in programma alcuna vacanza, né trovate piacere nell’abbronzarvi al lago, c’è solo una parola che possiamo dire tutti insieme: piscina!

Nelle numerose estati trascorse lontane dal mare sardo, ho sempre cercato luoghi in cui potermi concedere qualche ora di rilassamento. Il lago no, non fa per me: le zanzare, gli insetti, il caldo devastante… e perciò, l’unica soluzione adatta mi è sempre sembrata la piscina. E visto anche che dal 15 giugno tutte le piscine hanno riaperto, mi sembra il caso di approfittarne (in Sardegna avrei cominciato a prendere il sole almeno dal mese scorso!).

Per entrare in piscina, che vi troviate a Roma o a Milano, le regole sono le stesse: mascherine e distanze di sicurezza.

In tutte le piscine, infatti, vi è l’obbligo dell’uso della mascherina – specialmente in luoghi chiusi quali spogliatoi e bagni; percorsi personalizzati, uscite ed entrate differenziate; misurazione della temperatura corporea all’arrivo e distanziamento di almeno un metro. Per quanto riguarda gli ombrelloni, lo spazio garantito non sarà inferiore ai 10 mq: quest’ultima, invece, mi sembra proprio una buona notizia. Cuffia obbligatoria e invito a fare una doccia prima di entrare in acqua.

Allora: cominciamo!

Piscine a Milano 2021

Si può parlare di piscine a Milano senza esordire dai tanto chiacchierati Bagni misteriosi? La risposta corretta è no. Aperti dal 22 maggio al 31 settembre – dalle 10 alle 18.30. Il prezzo varia dai €25 (ingresso giornaliero), ai €15 (per la fascia antimeridiana e pomeridiana). Ingressi ridotti per Under 12, disabili e ISEE inferiore ai 18.000€.

Bagni misteriosi, Milano

I Bagni misteriosi sorgono all’interno di una location suggestiva, due piscine di 50 e 25 metri; giardini e spazi all’aperto sorgono davanti al sontuoso Teatro Franco Parenti. Ma fate attenzione, perché ai Bagni misteriosi non potrete noleggiare né lettino né ombrellone; tuttavia, se deciderete di andare, la location ne vale la pena: inoltre ci sono anche un bistrot e diverse boutique.

Due, invece, sono le piscine all‘Idroscalo, il mare milanese. Da una parte La Villetta, dall’altra Punta Est. La prima è la più rilassante tra le due: offre un vasto spazio solarium e si presenta totalmente immersa nel verde. All’interno: una vasca adulti, una per i bambini e per i più piccoli persino un’area riservata (e custodita!). Il costo, rispetto ai Bagni misteriosi è decisamente più contenuto: 10€ per l’intera giornata (8€ per anziani e bambini) e 4€ per chi invece vuole trascorrervi il post-lavoro. Nel prezzo non è incluso il lettino, che invece si prenota al costo aggiuntivo di 5€. I prezzi e le regole sono gli stessi per Punta Est: le vasche per gli adulti, in questo caso, sono due. Ma se cercate un po’ di rilassamento in mezzo alla natura, tra le due La Villetta fa al caso vostro.

Piscina Punta Est, Idroscalo di Milano

Guardiamo da più vicino le tre piscine comunali di Milano: Argelati, Cardellino, Romani, Saini, Sant’Abbondio.

Le tre piscine comunali di Milano hanno prezzi molto simili tra loro: un solo giorno di chiusura settimanale, €7 per l’ingresso giornaliero durante la settimana, €8 per i giorni festivi.

Nei pressi della roggia Boniforti, sorge dal 1915 la piscina Argelati. Alle spalle di Porta Genova, due piscine collocate su piani differenti, tra alberi e aiuole, vi garantiranno un po’ di rilassamento lontano dal traffico cittadino. Situata in via Segantini 6, la piscina Argelati è stata la prima piscina inaugurata a Milano. Disponibilità di prenotare il vostro lettino, ma attenzione, se pensate di fare un salto nel fine-settimana, Argelati chiude il venerdì.

La piscina Romano sorge all’ingresso dei Giardini pubblici di via Zanoia. La Romano quest’anno ha deciso di riaprire in pompa magna e sarà aperta al pubblico fino alle 21. Solarium, aperitivi e sport a bordo piscina, la Romano probabilmente è la piscina ideale per chi vuole trascorrere una giornata più divertente che rilassante.

Su via del Cardellino 3, trovate la piscina omonima alla strada in cui sorge. La Cardellino offre una vasca scoperta di 50 mq, Nella struttura è possibile prenotarsi anche per partecipare a corsi di nuoto, fitness e acqua-fitness, attività dedicate soprattutto nella vasca al coperto. La vista, in tutti i casi, non è la stessa offerta delle concorrenti comunali.

Attiva tutto l’anno, nei mesi estivi la piscina Sant’Abbondio si trasforma in un centro balneare. Recentemente ristrutturata, anche in questo caso è preferibile prenotarsi online sul sito di milanosport.it. Una buonissima soluzione per chi intende mantenersi in forma, perché la Sant’Abbondio offre spazi per praticare la corsa, palestra e solarium.

Tra tutti i centri che Milanosport offre, di sicuro, Saini è quello più completo e attrezzato. Qui potrete seriamente praticare qualsiasi sport vi venga in mente: dal nuoto al tennis, dal fitness al calcio, rugby, e molte altre attività ancora. Anche questa non è particolarmente accattivante nell’estetica, perciò, se non è vostro interesse praticare sport – e ancora siete indecisi: io non ve la consiglio.

A differenza degli scorsi anni, la piscina Scarioni situata nel quartiere di Niguarda non aprirà i battenti per lavori di ristrutturazione.

Piscine a Roma 2021

Se invece vivete a Roma, il primo suggerimento che vi do è quello di prendere la metropolitana di linea dalla stazione Ostiense che vi porterà direttamente a Ostia. A Ostia il mare non è bellissimo, ma ci sono tanti lidi ed è possibile trascorrere una bella giornata. Tuttavia, attorno alla Capitale ci sono molti posti da raggiungere – anche se non si dispone di una macchina – e in particolare io vi consiglio Santa Marinella e Santa Severa.

Ma se siete finiti a leggere questo articolo, immagino che vi interessi conoscere le migliori piscine che la Capitale offre.

La piscina del Parco Kolbe è situata nei pressi della metro Rebibbia, su via Tiburtina 949: qui potrete godere di un po’ di rilassamento immersi nel verde. Balneazione, nuoto libero, acquagim e attività per tutti i gusti, la piscina Kolbe è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19. L’ingresso è possibile sottoscrivendo un abbonamento o acquistando quello singolo. Prima di andarci, date un occhio su Groupon ché spesso si trovano promozioni e offerte per la Kolbe.

In zona Porta di Roma, in via della Buffalotta sorge la New Green Hill aperta tutti i giorni dalle 9 alle 18. L’ambiente è suggestivo e conciliante; i prezzi variano da €10 (per metà giornata) a €18 per l’ingresso, l’ombrellone e il lettino (a persona)… ma le offerte e i pacchetti sono tantissimi. La New Green Hill è una tra le piscine più frequentate, perciò se non volete rischiare di rimanere fuori vi consiglio fortemente di prenotare prima!

New Green Hill, Roma

In via Casal Boccone 283, la piscina Maximo Wellness vi aspetta tutti i giorni fino alle 19 in totale sicurezza e con le dovute distanze di sicurezza. In questo caso, per prenotare il vostro posto dovrete effettuare una prenotazione telefonica al numero 06.88805808. Un aspetto fondamentale per i più ipocondriaci: ogni giorno, tra le 14 e le 14:30 viene svolta la santificazione ambientale.

Il Circolo Arca è sicuramente uno tra i posti migliori in cui trascorrere del sano relax a Roma – lontani dai clacson e dal trambusto cittadino. Solarium immerso nel verde e due piscine per adulti e bambini, bar a bordo piscina: queste sono solo tre delle cose che amerete del Circolo Arca. Aperto tutti i giorni fino alle 19, i prezzi sono molto vantaggiosi: €5 per la mezza giornata, €8 per quella intera. I lettini e gli ombrelloni sono gratuiti: ma attenzione, perché la loro disponibilità è limitata. In alternativa ai lettini troverete ampie zone di verde dove potrete rilassarvi sul vostro asciugamano. Sappiate anche che se andate in automobile il parcheggio è gratuito! Inoltre, per chi non ha tempo, formule vantaggiose per trascorrere la pausa-pranzo o assistere a un bel tramonto.

Piscina delle Rose, Roma

All’Eur potrete rilassarvi alla Piscina delle Rose, costruita per le Olimpiadi del 1960 a Roma. Se volete fare sport questo post è l’ideale, perché nel prezzo d’ingresso sono comprese tutte le attività fitness con la formula all-inclusive. La piscina è aperta tutti i giorni fino alle 21, e il sabato e la domenica fino alle 20. Anche in questo caso il prezzo è abbastanza contenuto: €8 dal lunedì al sabato; €10 nei festivi. C’è persino la possibilità di accedere a 8€ sottoscrivendo un carnet di 10 ingressi. Anche la Piscina delle Rose, come il Circolo Arca dà la possibilità di prenotare brevi ingressi: dalle 18, per la formula tramonto-relax e in pausa-pranzo (dalle 12 alle 15) al costo di €3,50.

Uno tra i dodici candidati allo Strega, Sembrava bellezza di Teresa Ciabatti, ritratto nella versione digitale Mondadori, su un piano marmo insieme a petali di tulipano rosa

Sembrava bellezza, T. Ciabatti

Molto spesso ciò che resta di un determinato romanzo non sono tanto la trama o i personaggi che lo popolano. Più di frequente sono le emozioni che proviamo a lasciarci il ricordo di un libro che abbiamo letto. La cosa più immediata è immedesimarsi nei protagonisti e nelle loro vicende, trovare qualcosa di noi in quello che accade anche agli altri. In Sembrava bellezza Teresa Ciabatti non ha creato questo incantesimo per i suoi lettori, non si è preoccupata troppo di farci immedesimare. Ma ci tiene in pugno con cinque parole «Questa è una storia vera».

I fatti e le persone di questa storia sono reali. Fasulla è l’eta di mia figlia, il luogo di residenza, altro.

Copertina di sembrava bellezza

Si apre così Sembrava Bellezza, pubblicato il 26 Gennaio 2021 da Mondadori. Un libro potente che ritroviamo tra i dodici finalisti del premio Strega 2021. L’autrice, già presentata nell’edizione del 2017 con La più amata, torna con un nuovo romanzo che ancora una volta parla di sè, forse. O forse no.

La storia vera, o forse no, di una bambina che cresce sentendosi inferiore ma a cui poi la vita fa avere una rivincita (o forse no).

Sembrava bellezza è la storia di una scrittrice di successo che, di fronte ai suoi quarantasette anni, ormai si è presa la propria rivincita professionale. Nella vita privata non mancano i problemi: è separata dal marito e ha un pessimo rapporto con la figlia. Un giorno, dopo trent’anni, a sconvolgerle la vita emotiva arriva un’amica dall’adolescenza, Federica: la chiave per far ritorno nel passato. I ricordi riaffiorano e pongono le basi di questo romanzo. Ciabatti con il riavvicinamento della sua – forse – vera amica ci racconta le donne sbagliate: l’adolescenza, l’età adulta. Lo scorrere del tempo si fa scenario e personaggio stesso della storia.

Un’amicizia che riaffiora e porta con sè il passato, i traumi e le frustrazioni dell’adolescenza. Tutto ritorna come un’onda che si infrange violenta sulla quotidianità della protagonista.

A tornare con Federica c’è sua sorella Livia e le problematiche scaturite da un incidente. Nella prima parte del romanzo Livia è la più invidiata, alta-magra-bionda (quindi ricca). Ha tutto quello che vuole, ha addirittura un lettino abbronzante nella sua stanza. Ma un evento sconvolgerà la vita sua vita, quella di sua sorella e della scrittrice stessa.

Nella seconda parte di Sembrava bellezza Livia ha cinquant’anni, ma noi lettori la immaginiamo ancora come una giovane adulta di diciottenne. Livia si sente così dopo il risveglio dall’incidente, e a noi va bene. Questa è una storia vera, ci tiene a ribadire Ciabatti mentre racconta quella notte. Noi ci crediamo, o forse no.

La bellezza che rende brutta ogni cosa e dalla quale scaturisce l’invidia.

La bellezza in questo romanzo è la meta da raggiungere. Non importa quale sia il mezzo. Se è vero che la bellezza è soggettiva, è assodato che certe cose sono belle a prescindere. Ma cosa c’è dietro? C’è quel sembrava, quello del titolo. C’è l’apparenza che ingazza, c’è la sofferenza di chi ha tutto e non gli basta mai. E con sé la bellezza si porta l’invidia, sentimento protagonista, e carburante anche di questo libro. E così il seno rifatto di Federica è subito giudicato male dalla protagonista (invidiosa di non esserselo potuto rifare lei stessa). Peccato che dietro quella plastica Federica nasconda qualcosa di ben più doloroso. Lo stesso vale per l’estrema bellezza di Livia. Livia ha solo quello però, sembrava bella invece è solo triste da morire.

Magrezza≠bellezza. Gli inserti delle testimonianze di ragazzi con disturbi alimentari permettono all’autrice di portare avanti un messaggio considerevole.

Da sempre il mito della magrezza è associato alla bellezza. Corpi di modelle taglia 36/38 hanno popolato le passerelle dell’alta moda – e le affollano tutt’oggi. A fatica, questo binomio non riesce a scomparire del tutto. Il corpo longilineo e magro è sinonimo – erroneamente, sia chiaro – di perfezione. Dietro a quelle taglie e a quei corpi ossuti spesso si nascondono disturbi alimentari gravi. Ma se i motivi che si celano dietro a certi comportamenti sono molteplici e di varia natura, Sembra bellezza, invece è malattia.

La scrittrice (per rincarare la dose della veridicità), inserisce nel racconto la forza delle testimonianze. Sono gli appunti per un reportage da pubblicare sul giornale per il quale (forse) lavora.

Anche Luisa – diciassette anni Menù C – diceva di stare benissimo (peso 42kg, altezza 1.60). In verità non ricorda molto di quel periodo. Ricorda il freddo.

Sembrare: dal vocabolario della lingua italiana

  1. Dare l’impressione di essere in una certa condizione o di avere certe caratteristiche, parere;
  2. Avere l’aspetto di qualcos’altro, assomigliare.

Queste testimonianze sembrano fuori luogo, non hanno (in apparenza), nessun legame con la storia generale, nulla a che fare con i protagonisti delle vicende. Eppure sono il filo che congiunge tutto. Sono voci reali (o inventate in modo comunque verosimile), che se lette attentamente portano a ricongiungere le tessere del puzzle. Non mangiare per essere, per sembrare migliore, sano. Bisogna scorgere dietro a quella bellezza; scorgere.
Scorgere, distinguere, individuare. Come li rappresentereste questi verbi?
Io con quella copertina. Uno spiraglio e un occhio che guarda.

Una prova di fiction/non fiction. Il titolo contiene già un dubbio, una non verità. Dobbiamo credere a ciò che leggiamo? Ma è andata proprio così?

Il gioco di Teresa Ciabatti si infiltra abilmente tra tutte le righe del suo romanzo. Anzi, il gioco parte dal titolo stesso. Ci sta ingannando, lo dice dall’inizio: nel titolo, nell’incipit. Questa costruzione di reale mischiato a immaginazione, di finzione amalgamata a verità, è ciò su cui ruota tutto il racconto. Se c’è una cosa che fa molto bene l’autrice è confondere il lettore. Ribadisce più volte che quello che racconta è verità (dice spesso che non può fare nomi per non essere troppo esplicita). Allo stesso tempo depista dicendo che forse non ricorda tutto molto bene.

Tutto ciò per dire che in quel tempo realtà e sogno si confondono, e ciò che segue è reale fino a un certo punto. O meglio, pezzi mancanti compensati da aggiunte immaginifiche, e fantasie che nella ripetizione diventano reali, illusioni ottiche, vere e proprie invenzioni. Non sono una persona attendibile

Teresa Ciabati

Crediamo a tutto quello che leggiamo perchè niente va mai tutto bene, proprio come nella vita reale. Crediamo, o forse no, a quello che leggiamo perchè la protagonista è odiosa.

C’è una cosa che principalmente porta il lettore a oscillare tra il «è tutto vero» e il «non può essere tutto reale»:
la schiettezza dell’autrice. Veramente eccessiva la sua voce, i modi di fare, le sue risposte secche. Lei stessa in un’intervista dice:
«Quella voce è dentro di me. È quello che io non sono mai riuscita a essere. Sono tutte le ragazze belle, bionde e ricche che non sono mai stata».
Il suo personaggio è spesso fastidioso, irritante, a tratti perfino odioso. Nel romanzo si descrive in modo essenziale: intelligente, anaffettiva. Di certo non è un personaggio che il lettore può amare.
Nello stesso tempo però, con uno occhio meno critico, ci accorgiamo che in realtà dice quello che anche noi certe volte vorremmo dire. E a quel punto non odiamo un po’meno lei, ma odiamo un po’ di più noi stessi.

Una storia di finte rivincite, di molte cadute, di poche vittorie. Il tempo scorre per ricordarci che ciò che è importante in adolescenza non può esserlo allo stesso modo in età adulta.

Un tema per il quale la scrittrice riesce ad avvicinare a sè il lettore è sicuramente il sentimento di rivalsa. Un sentimento che la contraddistingue in età adulta. Come accennato all’inizio, l’autrice/protagonista si definisce brutta e grassa in adolescenza. Ci racconta di come nessuno la ricordasse, di come nessuno la guardasse ai tempi del liceo. Sentirsi sempre goffa e inadeguata, quella voglia di sparire per non subire tale invisibilità. Con il successo e la fama finalmente raggiunti, vorrebbe urlarlo al mondo: «Guardate adesso chi sono diventata!». Tutto questo sembra essere effettivamente molto importante per il personaggio. Giunti poi alla fine, davanti all’ultima riga, (forse), sai che in fondo di quelle piccole rivincite non puoi fartene davvero nulla nella vita reale.

Cesare Pavere nel Mestiere di vivere scriveva:


L’arte di vivere è l’arte di saper credere alle menzogne.

Non sapremo mai dove è collocata la linea sottile che distingue finzione e realtà in questo romanzo.
Posso di certo dire che questo libro è bellissimo. O forse no.

L’Ara com’era, al Museo dell’Ara Pacis

#ARAcomera
L’Ara com’era.
Un racconto in realtà aumentata e virtuale
Museo dell’Ara Pacis

con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura
+ musei in Comune (MIC)

Intero 12 euro – Ridotto 10 euro
prenotazione consigliata allo 060608

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L’inaugurazione dell’Ara Pacis nel 9 d.C., per volontà dell’imperatore Augusto, celebrò un avvenente periodo di pace in uno degli imperi più vasti mai esisti.

Inizialmente, l’altare dedicato alla pace, era posto in via Lata, in prossimità del pomerio, il limite sacro della città. Via Lata, corrisponderebbe all’attuale via del Corso; ma fin dal Medioevo, partiva dal Campidoglio e arrivava fino a Piazza Colonna.

Sull’Ara Pacis, come su uno straordinario messaggio ai posteri, le origini di Roma si fondono con quelle della famiglia di Augusto, per rappresentare il destino di una città che diventa un impero e quello di una dinastia che lo domina

La prima scoperta dell’Ara Pacis risale al 1568 quando, sotto Palazzo Fiano, ricomparvero 9 blocchi marmorei. In un primo momento, questi resti vennero attribuiti a un arco domizianeo. Una gran parte venne trasferita a Firenze, un’altra al Louvre – dove è contenuta tutt’oggi -, un’altra ancora ai Musei Vaticani.

Nel 1859, durante dei lavori di ristrutturazione di Palazzo Fiano, ritrovarono la luce altri reperti del monumento. Infatti, l’archeologo tedesco Federico von Dühn identificò il basamento, il blocco raffigurante Enea che arriva a Lavinium. A partire dal 1903 cominciarono i primi scavi archeologici, che portarono alla luce la struttura. Giuseppe Moretti e Guglielmo Gatti si occuparono della ricostruzione dell’Ara Pacis.

Attualmente, l’Ara Pacis, si trova nei pressi del Mausoleo di Augusto, tra via di Ripetta e il Lungotevere in Augusta.
Mussolini in persona decise di collocarla all’interno di un padiglione.

Il 23 settembre 1938 (giorno dell’anniversario di nascita di Augusto), inaugurò l’Ara Pacis. Durante l’imminente conflitto, le grandi vetrate del padiglione vennero rimosse. Perciò, da allora, la protezione dell’altare consistette in un muro paraschegge.

L’architetto statunitense Richard Meier si occupò di musealizzare l’Ara Pacis così come compare oggi. All’interno di un’elegantissima e luminosa struttura in vetro, vicino al Tevere, con vista Mausoleo di Augusto.

La visita guidata L’Ara com’era, è organizzata da Zètema Progetto Cultura. Grazie all’utilizzo di particolari visori AR e la fotocamera dei device in essi inseriti, al visitatore compariranno davanti agli occhi una fusione di elementi virtuali e reali.

Il percorso si suddivide in 9 punti di interesse e contiene scene immersivi a 360° che permette di ritrovare i personaggi, le divinità, le piante così come apparivano colorate, secondo un’ipotesi di restituzione.

Un percorso interattivo e interessante organizzato in piccoli gruppi contingentati. Un viaggio attorno alle origini della Capitale italiana e della famiglia di Augusto. Attualmente potrete visitare l’Ara Pacis in 3D fino al 31 ottobre, ma c’è una quasi-certa possibilità, che il progetto andrà avanti per molto altro tempo.

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