Tag: vita

#SEICIOCHELEGGI

#SEICIOCHELEGGI

Da tutte le parti, su ogni social, e in ogni canale di posta mi chiedete sempre consigli:

su cosa leggere, su come farlo, su quando farlo. 

Talvolta mi raccontante che il vostro fidanzato vi ha lasciato, altre che i vostri genitori si sono separati, altre ancora che non sapete come instaurare un buon rapporto con i vostri figli, che non riuscite a capire che cosa fare nella vita. 

Mi raccontate di rapporti complicati con il mondo circostante, della vostra incapacità di relazionarvi con il mondo, o peggio ancora: con voi stessi.

Non sono uno psicologo, non capisco i miei, di problemi, figuriamoci quelli degli altri: ma ho letto tanti libri – e tanti ancora ne leggerò – e, a volte, mi sono stati utili per comprendere qualcosa, per andare avanti quando mi sembrava di non poterlo fare.

I libri mi hanno sempre aiutato e spesso cambiato.

Ogni domenica, sul mio account Instagram @aldostefanomarino, tramite le stories, rispondo alle vostre domande:

TU DIMMI COME TI SENTI E IO TI CONSIGLIO UN LIBRO, 

perché, d’altronde, #SEICIOCHELEGGI

#SEICIOCHELEGGI – senza l’accento sulla O – è cominciato due settimane fa, tanti di voi hanno già seguito i miei consigli: mi appello a voi, se doveste ascoltarmi condividete la vostra lettura nelle vostre storie, o in un post taggando me e usando gli hashtag #SEICIOCHELEGGI e #ALDOSTEFANOCONSIGLIA: è molto importante per me, per continuare a leggere tanto e per non smettere di consigliarvi sempre titoli nuovi.

Eguali amori, D. Leavitt

David Leavitt nasce a Pittsburgh nel 1961, si laurea a Yale e, a soli ventitré anni, pubblica la sua prima raccolta di racconti: Balli di famiglia. Il successo e i riconoscimenti arrivano immediatamente, pubblica altri romanzi e diviene uno tra i maggiori rappresentanti degli scrittori ebrei della East Coast americana.
In Italia i diritti dei suoi romanzi sono stati acquisiti di SEM e sono, attualmente, in corso di pubblicazione.

Quando leggo storie raccontate da scrittori di fama mondiale, che scrivono da una vita, e che hanno un ottimo riscontro tra i pareri della stampa mondiale, mi domando chi sia io per poter giudicare un romanzo più o meno valido.
È questo il caso del libro attraverso cui ho incontrato per la prima volta la scrittura dell’americano Leavitt: uno scrittore che mi ha convinto per la sua consacrata capacità di inventare storie, mondi, e spingere alla riflessione più intima; ma che mi ha lasciato un po’ interdetto per il modo che sceglie di raccontarci tutto questo.

Eguali amori è una matassa di storie, un groviglio di emozioni, luoghi, situazioni, persone: ogni abitante del racconto assume un ruolo, una importanza riguardevole, tanto da meritare che parte della sua storia venga narrata, ogni dialogo riferito, anche  seppur non sia necessario ai fini della narrazione (questo è l’unico aspetto delle tecniche narrative che ho trovato un po’ ridondante e per cui, lo giuro, leggerò altro di Leavitt).

Eguali amori è un romanzo famigliare e racconta gli amori diversi, ma eguali, di quattro personaggi principali e di tutte le persone che gli gravitano intorno. È la storia della perseveranza al dolore vero. Dura moltissimi anni, e vive in tantissimi luoghi dell’America: trascina il lettore, pagina dopo pagina, all’interno di storie tutte diverse tra loro, il cui lo scopo primario è quello di dimostrarci che l’amore è sempre amore, in tutte le sue forme.

Racconta l’amore di Nat per Louise: un amore fatto di supporto e dedizione.
Lei, Louise: una donna indipendente e forte, che ha imparato a convivere e a sopravvivere a un dolore più grande di lei. Una donna senza religione, ma attaccata ai valori, alla vita vera, contro i fronzoli di quella vita che il marito si preoccupa appaia perfetta. Ha passato una vita dolorosa, ma tuttavia non si scoraggia e trova supporto spesso in sua sorella, con cui vive un rapporto di amore e odio, in quanto totalmente diversa da lei.
Lui, Nat: un uomo di successo, sfinito dal matrimonio, che cerca conforto altrove e tra le braccia di Lillian, una donna che lo ama e che ammira la sua devozione alla moglie e al suo dolore. Ha passato gli ultimi quarant’anni della sua vita a prendersi cura della moglie malata di cancro, sotto le luci bianche degli ospedali, a sorriderle anche quando proprio non ne trovava la ragione.
Racconta l’amore di Nat e Louise per i loro figli, quindi quello di due genitori impegnati a dargli il meglio e sempre in apprensione per il loro futuro. Danny e April ormai son cresciuti; ora vivono in posti diversi, ma non smettono di ritrovarsi lì, in quella casa dove sono diventati grandi, e da cui son scappati entrambi, dalla Costa dell’Ovest americano verso mete più ambite.
Danny, che è sempre stato un figlio di cui andar fieri, diligente, un avvocato di successo, un uomo con la testa sulle spalle che ha trovato un altro uomo con cui condividere la quotidianità: Walter (ancora amore). Una grande storia d’amore, di naturalezza e pochi eccessi. Danny è un ragazzo cresciuto, il piccolo di casa che si prende cura di tutti, e che non trascorre sera senza telefonare la madre, o volta in cui rifiuti le richieste di soccorso della sorella maggiore. Walter è un amante sincero, solidale e solido, che tutto a un tratto scopre il mondo delle chat d’incontro e si interroga sulla purezza del suo amore per Danny.
April, invece, è fatta di tutt’altra pasta: ha un carattere particolare e ha vissuto l’adolescenza di una teenager americana scapestrata: diventa una cantante rock, ma poi mira ad altri orizzonti e sposa la causa femminista. Le sue canzoni diventano inni cantanti dalle donne, poesie lette nei locali.
April ama, è la sua capacità più grande, così tanto che non riesce a fermarsi: pare che abbia un amore così grande per la vita; sembra che a qualsiasi esperienza possa partecipare, lei sia convinta di doverne prendere parte, provarla, sperimentarla, mettersi in pericolo per essa.

Eguali amori è popolato di personaggi, insegnamenti, vite vissute all’insegna della normalità e altre nel nome della sregolatezza. È abitato da volti, vicini di casa, persone che si incontrano a far la spesa, donne delle pulizie, parrocchiani e rabbini. È un grande minestrone che si beve dalla stessa pentola.

Eguali amori è un romanzo scorrevole, emozionante e affascinante: a tratti confonde, tanti sono i personaggi, ma chiarisce, una volta per tutte, la semplicità, la necessità e l’eguaglianza di tutti i tipi di amore, purché di amore si tratti. 


Eguali amori è una storia necessaria per comprendere che l’amore è sempre amore.

L’estate muore giovane, Mirko Sabatino

È quando mi viene data la possibilità di leggere libri come questo, L’estate muore giovane (Edizioni Nottetempo, 2018), che mi convinco della necessità di dare voce ad autori emergenti, che tra i tanti libri conosciuti, si conoscono ancora troppo poco. È quindi il caso che vi parli di Mirko Sabatino, classe 1978, che, tra Roma e Nardò, ha dato vita ad un romanzo prezioso di 303 pagine. Pagine fitte, dense, che scorrono veloci, e parole da evidenziare, frasi da sottolineare, pensieri in cui poterci ritrovare. Tra lacrime da piangere e sorrisi che affiorano in volto durante la narrazione, tra canzoni famose, Celentano e Modugno: ci sono i personaggi perfetti di questa storia, con cui si empatizza subito, saggiamente costruiti, da cui aspettarsi solo ciò che faranno.

Estate 1963, nel mondo succedono tante cose: i Beatles hanno appena rilasciato il loro primo LP, J. F. Kennedy ha perso la vita a bordo della sua limousine, e papa Giovanni XXIII muore dopo cinque anni di pontificato: notizie importanti, cose di cui, un piccolo paesino di Gargano, si accorge solo leggendo i giornali e ascoltando la radio.  Lì, in quel paese, tra quei vicoli, e una piazza, una chiesa, una macelleria, e le case bianche e basse, Primo, Damiano e Mimmo hanno dodici anni e un posto segreto, che nessuno ha mai visitato: un rifugio sulla scogliera a precipizio sul mare, dove potersi nascondere, lontano da tutti.

C’è Primo: narratore maturo, tornato al paese, che racconta l’estate. Lui è tenace, premuroso, diventa grande prima che i suoi anni lo autorizzino a farlo, dopo la morte prematura del padre e la promessa di diventare l’uomo di casa, farà da padre e da fratello ad una sorella impaurita e bella, sul cui letto si siederà, prima di andare a dormire, ad inventare sempre nuovi e fantasiosi epiloghi sulla vita del padre scomparso. Farà da marito alla madre, che ormai, da quel giorno, prima di cena sparisce chissà dove; e sarà bastone e sostegno per la sua nonna, religiosamente devota, con le mani profumate di varechina e consigli sempre pronti.

C’è Damiano poi, figlio di una splendida attrice che sarebbe potuta diventare ma che non ce l’ha fatta, che ha seguito il marito da Roma, alle campagne desolate del Gargano, e che vive rinchiusa in una casa e in una vita, della quale è vittima passiva. Damiano che ha imparato a cadere quando è in movimento, “perché da fermi è facile”, Damiano che ama la sorella di Primo “come un uomo ama una donna”, “per quanto sovradimensionata possa sembrare oggi quella parola”.

Poi Mimmo, il puttino destinato a diventar papa, quando dopo anni di tentativi era venuto al mondo per miracolo, da una madre che ogni pomeriggio fa il rosario e un padre fuori di testa, dalle quali parole, lui e i suoi due amici, restano ammaliati, ogni volta.

Insieme sono tre amici, imbattibili, legati da un patto, stretto con l’acqua santa e il sangue sotto le note di Domenico Modugno: la promessa di difendersi ad ogni costo da qualsiasi cosa faccia del male ad uno di loro tre, insieme. Un patto che li conduce verso traiettorie brutali e mai aspettate, in modo sempre più tragico e spietato.

Attorno a loro don Gerardo, il parroco del paese de L’estate muore giovane, Vito Canosa e i suoi oscuri affari, Carmine Mangano colpevole della morte della sua famiglia: personaggi importanti, che tutti insieme confermano il senso profondo di quest’amara ma doverosa lettura: la necessità dell’esistenza del Male in un mondo dove, purtroppo, non esiste solo il Bene.

Attraverso una scrittura fresca, con parole ricercate e acuminate, tramite il dolore, le lacrime e il senso di responsabilità, ma anche l’amore, l’amicizia, e la famiglia, Mirko Sabatino ci consegna un’opera che va letta nel silenzio più totale, che febbrilmente ci conduce attraverso i luoghi senza nome di una provincia non identificata, immersa in una apparente, ma non reale, stabilità.

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