• Aldostefano Marino

Tiziano e l'immagine della donna nel Cinquecento Veneziano | Palazzo Reale di Milano

Al Palazzo Reale di Milano, dal 23 febbraio è possibile visitare la mostra organizzata da Comune di Milano Cultura e Skira editore: Tiziano e l'immagine della donna nel Cinquecento Veneziano.


la mostra non si limita a fornire uno sguardo al mondo dell'arte rinascimentale, ma indaga il ruolo e l'importanza delle donne che per la prima volta cominciavano a esigere i propri spazi nella cultura, nell'arte e nella società in generale. Una grande esposizione dedicata a un'inedita rappresentazione femminile nel corso del Cinquecento, da parte di Tiziano e dei suoi contemporanei più celebri (da Palma il Vecchio, a Tintoretto, Giorgione, Lotto...) che si sofferma sulla predominanza della figura femminile nella produzione artistica del XIV secolo – ristringendo la propria indagine alla città di Venezia, luogo centrale di cambiamento e di rinnovamento culturale che durante il Cinquecento ha toccato vette altissime.


Roberto Capucci, Omaggio a Isabella d'Este, 1994, collezione privata

Figure femminili forti, nobili e colte, immortalate in ritratti che mettono luce sulla fierezza e la consapevolezza delle protagoniste di un'epoca affascinante qual è stata il Rinascimento italiano. Un secolo che ha saputo riscrivere la storia della raffigurazione femminile, in virtù di un tema fondamentale oggi quanto allora: l'uguaglianza tra i sessi.


Nel corso del Cinquecento, infatti, a Venezia le donne conquistano una posizione di straordinaria importanza nella pittura profana, tanto da renderla «la città delle donne».


Venezia si presenta allora come piazza fondamentale per il commercio, e centro della cultura internazionale. Già allora, riconosciuta come la sede più importante dell'editoria europea grazie soprattutto al lavoro del primo protoeditore italiano, Aldo Manunzio, il numero di intellettuali e artisti che la raggiunsero in quel periodo è significativo. Mentre in parallelo, le donne più erudite, cominciano a richiedere pari accesso alla cultura, dando vita al cosiddetto movimento proto-femminista, il più importante fino al XIX secolo.


Partendo dal contesto profano che la mostra intende indagare, l'esposizione esordisce da due quadri che raffigurano le protagoniste di questo rinnovamento: Eva e Maria, due figure decisive nel determinare il ruolo che la donna avrà nella società cristiana lungo l'intero corso della storia.


Per Tiziano, la bellezza artistica e quella femminile sono affini: egli non è interessato tanto al canone di bellezza esteriore con cui fino a quel momento veniva rappresentata la donna, piuttosto vuole esaltarne la bellezza interiore, l'elevazione d'animo e la spiccata sensibilità, a prescindere dal contesto in cui la donna viene rappresentata.


In primis vengono presentate in mostra le eroine e le sante, come Lucrezia, Susanna e Giuditta che rappresentano la castità, il coraggio e l'onore. Le figure mitologiche come Venere, che nasce dal mare come la città di Venezia. In tutte le donne ritratte, Tiziano celebra le loro qualità, non limitandosi più a riprodurre ciò che fino ad allora era stato impresso: la figura di una donna poco materiale, poco reale, resa esattamente come gli uomini del tempo pretendevano fosse. E oggi, agli occhi dei visitatori della mostra, queste donne appaiono tutte come fortissime personalità, quasi divinità materiali, private del peccato a cui da sempre sono state condannate nell'arte e nella rappresentazione culturale.



Lucrezia e suo marito, Tiziano, 1515 c. olio su legno di pioppo

Per questo, le opere esposte non si limitano a raffigurare eroine, sante, e donne nobili, e non esistano a portare in scena la realtà: donne provenienti da diverse classi sociali, sempre partecipi di eleganza, grazia, e potere di seduzione; rappresentate a mezzo busto, ingioiellate, fiere nell'aspetto e persino in opposizione alla raffigurazione maschile. Eclatante, in questo senso, è per esempio l'opera Lucrezia e suo marito di Tiziano, del 1515, dove la matrona romana Lucrezia, in seguito al tradimento del marito, si uccide per difendere il proprio onore e quello dell'amante Sesto Tarquinio, e alle cui spalle, tuttavia, il marito è rappresentato proprio come una presenza oscura, in ombra sullo sfondo, alle spalle della luce che si posa sulla grandezza del gesto compiuto dall'eroina.


Nella mostra sono presenti anche numerosi ritratti e scritti di celebri poeti e scrittori che cantarono l’amore, equiparando la ricerca del bello all’esaltazione della donna.


Una sezione meritevole di approfondimento è volta a raccogliere un numero di opere che ritrae pittrici e cortigiane letterate, come nel caso di Veronica Franco, ritratta da Tintoretto nel 1580-1590. Figura poco conosciuta, Franco pubblicò nel 1575 Le terze rime, un'opera in cui la cortigiana si oppone al modello idealizzato della donna petrarchesca, narrando in modo diretto e sempre esplicito la vita di una cortigiana veneziana. Ma non solo opere pittoriche: carteggi, manoscritti, pergamene, il Palazzo Reale di Milano attraverso la mostra dedicata a Tiziano e alle donne, attinge a tutta l'arte possibile per dare piena dimostrazione della trasformazione che la donna compie.



Ritratto di Veronica Franco (?), Domenico Tintoretto, 1580-1590, olio su tela


Anche le cortigiane ritrovano dunque la loro importanza: ritratte spesso con vesti scollate, e con i seni scoperti, esse non portano più in scena la loro spregiudicatezza dei costumi; bensì, si fanno allegoria di un'apertura del cuore, una cieca fedeltà nei confronti degli uomini a cui si accompagnano nel momento dell'unione coniugale, ma soprattutto divengono simbolo di una nuova fedeltà verso loro stesse.


Una mostra di un certo impatto visivo, da cui il visitatore può tornare a casa non solo con gli occhi pieni di bellezza, ma come reduce di una grande lezione che ancora oggi, ingiustamente, si fatica a mettere in pratica fino in fondo: l'uguaglianza e la frequente predominanza e influenza della figura della donna.






 

INFO


Da martedì a domenica ore 10:00-19:30, giovedì chiusura alle 22:30. Ultimo ingresso un'ora prima. Lunedì chiuso.


Intero Open €16 | Intero € 14 | Ridotto € 12 | Sconti riservati ai possessori di Feltrinelli Card, Carta Giunti, Rinascente Card, e molti altri.


Informazioni complete e dettagliate al seguente link.