Un anno con Salinger, P. Falardeau
Un anno con Salinger, P. Falardeau

Un anno con Salinger, P. Falardeau

Si è tenuta ieri, venerdì 19 novembre, in occasione di Bookcity2021 presso Anteo spazioCinema la presentazione del libro di Joanna Rakoff (edito da Neri Pozza, Milano 2015). L’autrice di Un anno con Salinger, in diretta-Zoom da Boston, ha raccontato il suo libro, divenuto un film per la regia di Philippe Falardeau, e uscito nelle sale proprio in questi giorni.

Copertina del libro, nell’edizione italiana Neri Pozza.

Un anno con Salinger racconta la storia vera di Joanna Rakoff, aspirante e giovanissima poetessa che, dopo aver cambiato città ed essersi lasciata alle spalle il passato, trova lavoro in una prestigiosa agenzia letteraria, diretta dall’algida Margaret.

Non un’agenzia letteraria qualunque; bensì l’agenzia che per anni si è occupata di proteggere il nome, la riservatezza e le opere del grande scrittore inglese, Jerry D. Salinger. Attorno al famigerato autore, infatti, un’aurea di mistero e privatezza, lo rende immune dal contatto con il mondo.

In una Manatthan degli anni Novanta (ricreata in realtà a Montreal), Joanna è pronta a imboccare una nuova vita. L’agenzia letteraria rappresenta per lei un trampolino, un modo per entrare in contatto con il mondo editoriale. Tuttavia, due sono le raccomandazioni che le vengono fatte sin dapprincipio:

  1. Mai raccontare al capo che sogna di diventare una scrittrice. Nessun’aspirante scrittrice potrebbe mai essere una buona agente;
  2. Mai pensare ad altro che al lavoro. Questo è fondamentale, perché, per raggiungere il successo, per non perdere quell’ambito posto a cui mirano tutte e tutti i neo-laureati, Joanna dovrà mettere da parte la sua vita privata, i suoi impegni e le proprie preoccupazioni, assecondando le bizzarre pretese della sua capa.

Se i primi avvertimenti avrebbero dovuto spaventare Rakoff, la giovane poetessa di Un anno con Salinger, in realtà se ne infischia. Il suo unico intento è trovarsi un lavoro; che le permetta di restare sì in contatto con in libri, ma che possa darle soprattutto il sostentamento economico di cui necessita per scrivere le sue poesie.

Entusiasta dal nuovo lavoro, Joanna accompagna al suo entusiasmo e alla sua vitalità, la sicurezza di poter arrivare dove gli altri non arrivano. Da subito le viene assegnato un compito di ordinaria amministrazione (altrimenti detto di segretaria): rispondere alle centinaia e centinaia di lettere che arrivano in agenzia, rivolte a J. D. Salinger. Poiché lo scrittore schivo e mito di un intero secolo – e oltre: il suo culto si trascina fino ai nostri giorni – si rifiuta di apparire in pubblico; da tanti anni non scrive un libro, non presiede conferenze, né vuole in alcun modo rispondere alle lettere dei suoi ammiratori e delle sue adulatrici. Almeno fino a quando Salinger rimette tutto in discussione, e si decide a pubblicare un racconto precedentemente comparso su una rivista, che non era mai stato pubblicato come opera a sé stante.

Il ruolo di Joanna, dunque, è quello di fare da filtro alla corrispondenza che arriva in agenzia; rispondere macchinalmente a tutte le lettere che vengono spedite, tramite un repertorio minuziosamente studiato, di risposte alle più svariate domande che da anni e anni vengono indirizzate all’autore. Talvolta le capita persino di rispondere alle chiamate di J. D. Salinger, che da subito dimostra una grande sensibilità – contrariamente a quanto ci si aspetta – e che capisce che dietro le ambizioni di Rakoff, in realtà, c’è la scrittura. B

Ben presto, Joanna si lascia trasportare dalla sua creatività e sicurezza, e inizia a personalizzare ogni risposta spedita. Sono le storie di quelle e quei mittenti che la portano verso una rottura delle regole; storie personali, perché ognuno di quegli adulatori scrive al proprio mito per ragioni particolarissime che non riescono a lasciarla indifferente.

Sullo sfondo di una New York letteraria dove ancora i computer e le mail sono concepiti come il male della tradizione, Un anno con Salinger porta in scena il fascino ormai perduto, di un mondo editoriale che non esiste più.

Ma al centro del libro, e poi del film, c’è sicuramente il potere universale della letteratura. Non solo J. D. Salinger è l’amore più amato di sempre, le sue opere sono evocative e rappresentative di un’intera epoca – e senza saperlo, anche della vita della stessa protagonista. Difatti, non è forse una presa di coscienza, una maturazione interiore, quella che accompagna il Giovane Holden verso l’evoluzione del suo personaggio principale? E questo, non è simile, nella sua evoluzione, allo stesso personaggio di Joanna Rakoff?

Fortissimo, inoltre, è il richiamo al senso di unione e comunità che la letteratura sa dare. Tra salotti e bar letterari, tra public readings e aspiranti scrittori e scrittrici che si ritrovano per raccontarsi le proprie narrazioni, Un anno con Salinger è una favola contemporanea, che ben delinea il mondo editoriale.

Per gran parte della critica, il film ricorda Il diavolo veste Prada nella sua trasposizione all’interno di una fucina letteraria; e se l’impeccabile interpretazione del Premio Oscar, Sigourney Weaver, i suoi modi duri e algidi, e poco inclini a empatizzare con il prossimo, molto hanno in comune con la Meryl Streep di The Devil Wears Prada, molto c’è di Anne Hathaway persino nella giovane Margaret Qualley (nota al pubblico per la sua parte nella miniserie Maid).

Un film imperdibile per tutti gli appassionati di commedie; un’ottima pellicola da recuperare, che vi farà voglia di andarvi immediatamente a recuperare immediatamente tutta la bibliografia e le opere di J. D. Salinger.

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