Dipinto dell'autore David Hockeny, "The paper Pools" rappresenta un uomo steso in piscina. a pancia in giù cinto solamente da un asciugamano che mostra alcune parti del corpo nudo

Piscine tra Roma e Milano

L’estate è alle porte… o forse è già cominciata? Di sicuro, Covid permettendo e un occhio sempre attento ai protocolli di sicurezza, possiamo dare inizio alla stagione delle piscine. Se vivete lontano dal mare, e per voi non è che un miraggio o un lontano ricordo; se non avete in programma alcuna vacanza, né trovate piacere nell’abbronzarvi al lago, c’è solo una parola che possiamo dire tutti insieme: piscina!

Nelle numerose estati trascorse lontane dal mare sardo, ho sempre cercato luoghi in cui potermi concedere qualche ora di rilassamento. Il lago no, non fa per me: le zanzare, gli insetti, il caldo devastante… e perciò, l’unica soluzione adatta mi è sempre sembrata la piscina. E visto anche che dal 15 giugno tutte le piscine hanno riaperto, mi sembra il caso di approfittarne (in Sardegna avrei cominciato a prendere il sole almeno dal mese scorso!).

Per entrare in piscina, che vi troviate a Roma o a Milano, le regole sono le stesse: mascherine e distanze di sicurezza.

In tutte le piscine, infatti, vi è l’obbligo dell’uso della mascherina – specialmente in luoghi chiusi quali spogliatoi e bagni; percorsi personalizzati, uscite ed entrate differenziate; misurazione della temperatura corporea all’arrivo e distanziamento di almeno un metro. Per quanto riguarda gli ombrelloni, lo spazio garantito non sarà inferiore ai 10 mq: quest’ultima, invece, mi sembra proprio una buona notizia. Cuffia obbligatoria e invito a fare una doccia prima di entrare in acqua.

Allora: cominciamo!

Piscine a Milano 2021

Si può parlare di piscine a Milano senza esordire dai tanto chiacchierati Bagni misteriosi? La risposta corretta è no. Aperti dal 22 maggio al 31 settembre – dalle 10 alle 18.30. Il prezzo varia dai €25 (ingresso giornaliero), ai €15 (per la fascia antimeridiana e pomeridiana). Ingressi ridotti per Under 12, disabili e ISEE inferiore ai 18.000€.

Bagni misteriosi, Milano

I Bagni misteriosi sorgono all’interno di una location suggestiva, due piscine di 50 e 25 metri; giardini e spazi all’aperto sorgono davanti al sontuoso Teatro Franco Parenti. Ma fate attenzione, perché ai Bagni misteriosi non potrete noleggiare né lettino né ombrellone; tuttavia, se deciderete di andare, la location ne vale la pena: inoltre ci sono anche un bistrot e diverse boutique.

Due, invece, sono le piscine all‘Idroscalo, il mare milanese. Da una parte La Villetta, dall’altra Punta Est. La prima è la più rilassante tra le due: offre un vasto spazio solarium e si presenta totalmente immersa nel verde. All’interno: una vasca adulti, una per i bambini e per i più piccoli persino un’area riservata (e custodita!). Il costo, rispetto ai Bagni misteriosi è decisamente più contenuto: 10€ per l’intera giornata (8€ per anziani e bambini) e 4€ per chi invece vuole trascorrervi il post-lavoro. Nel prezzo non è incluso il lettino, che invece si prenota al costo aggiuntivo di 5€. I prezzi e le regole sono gli stessi per Punta Est: le vasche per gli adulti, in questo caso, sono due. Ma se cercate un po’ di rilassamento in mezzo alla natura, tra le due La Villetta fa al caso vostro.

Piscina Punta Est, Idroscalo di Milano

Guardiamo da più vicino le tre piscine comunali di Milano: Argelati, Cardellino, Romani, Saini, Sant’Abbondio.

Le tre piscine comunali di Milano hanno prezzi molto simili tra loro: un solo giorno di chiusura settimanale, €7 per l’ingresso giornaliero durante la settimana, €8 per i giorni festivi.

Nei pressi della roggia Boniforti, sorge dal 1915 la piscina Argelati. Alle spalle di Porta Genova, due piscine collocate su piani differenti, tra alberi e aiuole, vi garantiranno un po’ di rilassamento lontano dal traffico cittadino. Situata in via Segantini 6, la piscina Argelati è stata la prima piscina inaugurata a Milano. Disponibilità di prenotare il vostro lettino, ma attenzione, se pensate di fare un salto nel fine-settimana, Argelati chiude il venerdì.

La piscina Romano sorge all’ingresso dei Giardini pubblici di via Zanoia. La Romano quest’anno ha deciso di riaprire in pompa magna e sarà aperta al pubblico fino alle 21. Solarium, aperitivi e sport a bordo piscina, la Romano probabilmente è la piscina ideale per chi vuole trascorrere una giornata più divertente che rilassante.

Su via del Cardellino 3, trovate la piscina omonima alla strada in cui sorge. La Cardellino offre una vasca scoperta di 50 mq, Nella struttura è possibile prenotarsi anche per partecipare a corsi di nuoto, fitness e acqua-fitness, attività dedicate soprattutto nella vasca al coperto. La vista, in tutti i casi, non è la stessa offerta delle concorrenti comunali.

Attiva tutto l’anno, nei mesi estivi la piscina Sant’Abbondio si trasforma in un centro balneare. Recentemente ristrutturata, anche in questo caso è preferibile prenotarsi online sul sito di milanosport.it. Una buonissima soluzione per chi intende mantenersi in forma, perché la Sant’Abbondio offre spazi per praticare la corsa, palestra e solarium.

Tra tutti i centri che Milanosport offre, di sicuro, Saini è quello più completo e attrezzato. Qui potrete seriamente praticare qualsiasi sport vi venga in mente: dal nuoto al tennis, dal fitness al calcio, rugby, e molte altre attività ancora. Anche questa non è particolarmente accattivante nell’estetica, perciò, se non è vostro interesse praticare sport – e ancora siete indecisi: io non ve la consiglio.

A differenza degli scorsi anni, la piscina Scarioni situata nel quartiere di Niguarda non aprirà i battenti per lavori di ristrutturazione.

Piscine a Roma 2021

Se invece vivete a Roma, il primo suggerimento che vi do è quello di prendere la metropolitana di linea dalla stazione Ostiense che vi porterà direttamente a Ostia. A Ostia il mare non è bellissimo, ma ci sono tanti lidi ed è possibile trascorrere una bella giornata. Tuttavia, attorno alla Capitale ci sono molti posti da raggiungere – anche se non si dispone di una macchina – e in particolare io vi consiglio Santa Marinella e Santa Severa.

Ma se siete finiti a leggere questo articolo, immagino che vi interessi conoscere le migliori piscine che la Capitale offre.

La piscina del Parco Kolbe è situata nei pressi della metro Rebibbia, su via Tiburtina 949: qui potrete godere di un po’ di rilassamento immersi nel verde. Balneazione, nuoto libero, acquagim e attività per tutti i gusti, la piscina Kolbe è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19. L’ingresso è possibile sottoscrivendo un abbonamento o acquistando quello singolo. Prima di andarci, date un occhio su Groupon ché spesso si trovano promozioni e offerte per la Kolbe.

In zona Porta di Roma, in via della Buffalotta sorge la New Green Hill aperta tutti i giorni dalle 9 alle 18. L’ambiente è suggestivo e conciliante; i prezzi variano da €10 (per metà giornata) a €18 per l’ingresso, l’ombrellone e il lettino (a persona)… ma le offerte e i pacchetti sono tantissimi. La New Green Hill è una tra le piscine più frequentate, perciò se non volete rischiare di rimanere fuori vi consiglio fortemente di prenotare prima!

New Green Hill, Roma

In via Casal Boccone 283, la piscina Maximo Wellness vi aspetta tutti i giorni fino alle 19 in totale sicurezza e con le dovute distanze di sicurezza. In questo caso, per prenotare il vostro posto dovrete effettuare una prenotazione telefonica al numero 06.88805808. Un aspetto fondamentale per i più ipocondriaci: ogni giorno, tra le 14 e le 14:30 viene svolta la santificazione ambientale.

Il Circolo Arca è sicuramente uno tra i posti migliori in cui trascorrere del sano relax a Roma – lontani dai clacson e dal trambusto cittadino. Solarium immerso nel verde e due piscine per adulti e bambini, bar a bordo piscina: queste sono solo tre delle cose che amerete del Circolo Arca. Aperto tutti i giorni fino alle 19, i prezzi sono molto vantaggiosi: €5 per la mezza giornata, €8 per quella intera. I lettini e gli ombrelloni sono gratuiti: ma attenzione, perché la loro disponibilità è limitata. In alternativa ai lettini troverete ampie zone di verde dove potrete rilassarvi sul vostro asciugamano. Sappiate anche che se andate in automobile il parcheggio è gratuito! Inoltre, per chi non ha tempo, formule vantaggiose per trascorrere la pausa-pranzo o assistere a un bel tramonto.

Piscina delle Rose, Roma

All’Eur potrete rilassarvi alla Piscina delle Rose, costruita per le Olimpiadi del 1960 a Roma. Se volete fare sport questo post è l’ideale, perché nel prezzo d’ingresso sono comprese tutte le attività fitness con la formula all-inclusive. La piscina è aperta tutti i giorni fino alle 21, e il sabato e la domenica fino alle 20. Anche in questo caso il prezzo è abbastanza contenuto: €8 dal lunedì al sabato; €10 nei festivi. C’è persino la possibilità di accedere a 8€ sottoscrivendo un carnet di 10 ingressi. Anche la Piscina delle Rose, come il Circolo Arca dà la possibilità di prenotare brevi ingressi: dalle 18, per la formula tramonto-relax e in pausa-pranzo (dalle 12 alle 15) al costo di €3,50.

In memoria di Luigi Spagnol

Siamo felicissimi che finalmente si possa ricominciare a visitare i musei, ma lo siamo ancor di più perché la prima mostra a cui abbiamo assistito, a giugno, era dedicata a Luigi Spagnol. Un connubio tra pittura, letteratura e musica; ma d’altronde l’assimilazione di queste arti non deve stupire, perché Spagnol è stato tutto questo e molto di più.

L'immagine rappresenta l'editore Luigi Spagnol, scomparso nel 2020, davanti a due quadri che portano le copertine di Harry Potter. Lo scrittore è rappresentato con una giacca, le braccia conserte, e gli occhiali tondi.

Nato a Milano nel 1961, Spagnol è stato studente all’Università di Fine Arts di New York. Figlio di Mario Spagnol – al quale nel 1979 venne affidato il rilancio della casa editrice Longanesi – Luigi sin da subito ha dimostrato un’attenzione per l’arte pittorica. La pittura per lui rappresentava evasione, un mondo in cui poter dar vita a strade e pensieri come non gli accadeva durante altre attività, e «non sempre questi pensieri riguardano la pittura».

Ogni tanto penso che la pittura stessa sia la strategia che mi sono costruito per rimanere solo con me stesso.

(conversazione con demetrio pamparoni, in david carrier, la pittura di paesaggio di luigi spagnol, edizioni reali artecontemporanea, brescia 2000.

La prima mostra, La Chasse aux Papillons, venne inaugurata nel settembre del 1991 presso la Galleria Blanchaert.

E a quella prima esposizione tante altre ne seguirono, fino a quella più importante, a Brescia, nel 2000. Nel frattempo, utilizzando l’arte come una liberazione, nel 1986 Spagnol esordisce in editoria.

Inizialmente si occupa di diritti, prima da Longanesi, poi diviene presidente di Salani – e insieme: di Ponte alle Grazie, Ape Junior e Nord-sud Edizioni. A questa rosa di editori seguirà la presidenza anche di Vallardi e La Coccinella.

Il suo interesse allora è tutto rivolto ai bambini e alle loro passioni, perché nonostante i suoi impegni manageriali, la passione di Spagnol per la letteratura è tangibile. Come Roberto Denti, una delle figure più importanti della letteratura per ragazzi in Italia, Spagnol credeva fortemente nella necessità di lasciare ai bambini la possibilità di scegliere le proprie letture. Era convinto che a scuola bisognasse prima di tutto insegnare a «leggere per leggere».

Se un bambino non ha voglia di leggere, le ragioni sono due: o non è arrivato il suo tempo, o gli abbiamo dato il libro sbagliato per lui. Non abbiamo trovato il libro che gli piace. Quindi occorre in primo luogo il rispetto per il bambino e per la sua intelligenza.

Nel 2005, con il supporto di Stefano Mauri, viene fondato il Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS) e da quel momento dedicherà i suoi ultimi quindici anni al mondo del libro.

È lui a scegliere e portare in Italia autori del calibro di J. K. Rowling, ed è lui stesso a tradurre l’opera per la prima volta.

Copertina originale della prima edizione di Harry Potter, scelta e tradotta da Luigi Spagnol
Prima edizione italiana di «Harry Potter e la pietra filosofale»

Più volte Spagnol ha riferito di non aver compreso immediatamente «che fosse un fantasy. Ho pensato subito che fosse un classico per bambini. Dal primo libro non si intuisce quello che diventerà in seguito. Ho pensato che avrebbe venduto per molti anni a venire, come Roald Dahl o Pippi Calzelunghe. Lo pensavo a quel livello lì… Il fenomeno non era immaginabile. Ho l’impressione che la portata della saga, per intero, non fosse neanche nella mente della Rowling».

E anche a proposito di Roald Dahl ci sarebbe molto da dire, perché fu proprio lui a prendere accordi con la moglie del narratore – presidentessa e fondatrice della Roald Dahl Foundation.

Prima edizione dell'edizione italiana del libro di Sepulveda, Storia di una gabbanella e del gatto che le insegnò a volare.
«Storia di una gabbanella e del gatto che le insegnò a volare», copertina disegnata da Luigi Spagnol

Possiamo ancora andare oltre, perché non solo Spagnol decise di pubblicare «Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare» di Luis Sepúlveda, ma ne disegnò anche la copertina.

Luigi Spagnol è stato un intellettuale poliedrico, un uomo dai molteplici interessi. Sapeva fare qualsiasi cosa. E quella che sapeva fare meglio, forse, se proprio si deve scegliere, era quella dell’editore. Spagnol era un uomo in grado di riconoscere il talento, di scovare storie che avrebbero trovato un posto nel mondo.

Il credo di Luigi Spagnol editore ha due fondamenti: il talento e la cultura. Il talento è quella cosa degli scrittori che fa nascere i libri; la cultura corrisponde al vantaggio che le persone traggono dai libri. […] Spagnol ha ridotto al minimo la distanza mentale tra lo spazio del publishing e quello della fantasia privata, tra il sogno di vendere libri e quello di scriverne, sempre mantenendo un contatto diretto con i misteri dell’invenzione e sempre professando un limpidissima fede nel primato dell’individuo creante.

nicola gardini

Non da ultimo fu grande l’amore di Spagnol per la pittura.

Lettera scritta dalla moglie di Roald Dahl a Luigi Spagnol, esposta alla mostra in onore dell'editore a Milano dal 10 al 19 giugno
Carteggio e foto spediti a Luigi Spagnol dalla moglie di Roald Dahl, esposti alla mostra dedicata a Luigi Spagnol presso la Galleria Milano. ©

Nella mostra milanese Luigi Spagnol: The Last Paintings, 2018-2020, che abbiamo visitato alla Galleria Milano dal 10 al 19 giugno 2021, sono state raccolte le tele che Spagnol ha prodotto negli ultimi due anni della sua vita.

Ciò che colpisce in primis l’osservatore è la prorompente maggioranza di autoritratti. Ci si interroga sul perché di questa scelta, e forse una delle ragioni risiede nell’essenza stessa della vita professionale di Spagnol, che ha scelto di vedere se stesso sempre attraverso un filtro artistico, che fosse quello della traduzione, del misurarsi con generi letterari differenti, e, in questo caso, della sua mano (e mente) sulla tela.

Nessuno meglio di un pittore sa che un autoritratto è un’esplorazione di sé e che proprio lì forse sono le risposte al senso della vita.

demetrio paparoni, Catalogo della mostra «Luigi spagnol: the last paintings, 2018-2020», gems-galleria milano, 2021, p. 5.

Questi studi che fa di se stesso, in quanto ultimi, appaiono pertanto ancor più significativi. Gli elementi insieme ai quali si rappresenta sono pochi, semplici e costanti: la sigaretta tra le dita, quasi sempre presente, à la Zeno Cosini; una natura emaciata ed evocativa, spesso composta di fiori dai colori purpurei o colibrì dalle ali vibranti; la luce, in quanto calore o semplice chiarore, oppure ancora, come un bagliore quasi divino.

Una delle sale della Galleria Milano dove è stata allestita la mostra «Luigi Spagnol: The Last Paintings, 2018-2020»

Una ricerca identitaria profonda, forse incompleta, come è intrinseco e scritto nell’essenza stessa della natura umana.

Nella pittura di Spagnol ritroviamo espressionismo e simbolismo; cupezza e riflessione; realtà e subconscio. Come spiegato da Demetrio Paparoni, spiccano accenni costanti ad artisti che ha amato, come Matisse, El Greco e Sean Scully, e con riferimento ai quali ha scelto di arricchire e rendere più densa la sua idea artistica.

Il sentimento del dipingere era tanto appartenente all’uomo che era Spagnol che, quando il 14 giugno del 2020 raggiunge miglior vita dopo una lunga malattia, l’ultimo suo prodotto artistico è proprio un’opera pittorica, un dipinto lasciato incompleto.

Incompleta, come forse sarà destinata a essere sempre sua moglie, la scrittrice svedese Hanne Ørstavik. Incomplete come le molte strade a cui Spagnol ha saputo dare inizio, e che qualcuno, dopo di lui, dovrà trovare il modo e la forza – ma soprattutto la capacità – di continuare. In questo incomplete, sì, ma di certo anche aperte. Al nuovo e a un nuovo coraggio.

Galleria Milano

Per tutta la vita, Spagnol ha saputo anticipare gli altri; preceduto da un intuito raffinato e da una sensibilità smisurata, prima ancora che certi temi diventassero fondamentali per la nostra società, scriveva:

È vero, si pubblicano tantissime donne, ma i loro libri vengono presi nella stessa considerazione con cui vengono presi i libri dei maschi? Riconosciamo, il mondo letterario e la società in generale riconoscono alle opere scritte dalle donne la stessa importanza che viene riconosciuta a quelle scritte dagli uomini? Siamo altrettanto pronti, per esempio, a considerare una scrittrice o uno scrittore dei capiscuola, ad accettare che una donna possa avere la stessa influenza di un uomo sulla storia della letteratura? D’istinto, la risposta che mi sono dato è: no, non lo siamo.

spagnol l., maschilismo e letteratura, cosa ci perdiamo noi uomini?, su illibraio.it, ottobre 2016.

Forse, sulla vita e le idee, le arti, e le mille facce di Spagnol bisognerebbe scrivere un libro, un racconto: qualcuno avrebbe il dovere di saper intercettare la sua unicità una volta per tutte (come solo lui ha saputo fare) e offrire il grande personaggio che è stato all’esperienza di tutti.

Articolo a cura di Aldostefano Marino e Lucrezia Bivona.

Foto delle libraie della Libreria Rebecca

Rebecca Libreria, una nuova realtà tutta al femminile

Ha aperto le porte al pubblico lo scorso maggio e già fa parlare di sé. Parliamo di Rebecca Libreria, la nuova realtà a Siena nata in un periodo storico non semplice. Grazie al coraggio e alla tenacia di due giovani donne, le libraie Martina Bisogni e Assunta Barra Parisi, Siena ha un nuovo spazio di condivisione e non solo di libri, ma anche di musica e di cinema.
Come nasce Rebecca? Quali i sogni e gli obiettivi di queste due giovani donne? Abbiamo qui di seguito una bella chiacchierata con le forze motrici che hanno reso possibile la nascita di Rebecca, la libreria che non vediamo l’ora di visitare!

Come vi descrivereste? Qual è stato il vostro percorso di studi?

Descriverci risulta sempre abbastanza difficile: siamo due giovani donne, due amiche, con la passione per la lettura, per il cinema una e per la musica l’altra. Entrambe siamo laureate in lettere moderne. Martina ha conseguito sia la triennale che la magistrale a Siena, mentre Assunta, dopo la triennale a Napoli, presso la Federico II, ha proseguito con la magistrale a Siena ed è qui che ci siamo incontrate.

E il percorso che vi ha portato a scegliere di dar vita alla Rebecca Libreria?

Rebecca Libri Cinema e Musica è nata da un desiderio di rinascita durante la pandemia. Entrambe eravamo fortemente scoraggiate perché vedevamo i nostri progetti per il futuro molto nebulosi, l’idea della libreria, o meglio il sogno, ha preso vita durante il lockdown. Abbiamo iniziato a fantasticare sul posto in cui avremmo voluto aprirla, sul catalogo e quindi sui libri che avremmo messo sugli scaffali unendo le nostre passioni. La fantasia a un certo punto ha fatto posto alla determinazione e abbiamo iniziato a realizzare il progetto.

Foto delle libraie di Rebecca libreria all'inaugurazione

Vi somigliate per quanto riguarda i gusti letterari? Avete un genere letterario preferito? Qual è il personaggio letterario che amate di più?

Amiamo entrambe la narrativa, Martina ama la letteratura russa e quella balcanica, il suo personaggio del cuore è Rascolnikov. Assunta invece propende per gli americani e Arturo Bandini è sicuramente uno dei suoi personaggi prediletti. Ci teniamo però a precisare che sono molti i personaggi e le storie del cuore, quindi scegliere è limitante e riduttivo.

Quali sono le caratteristiche e il profilo che intendete dare alla Rebecca Libreria? E perché questo nome?

Vorremmo che la nostra libreria divenisse un punto di riferimento per la comunità, per i giovani universitari e per le persone che abitano vicino alla Rebecca. Ci piacerebbe diventare un posto familiare in cui fermarsi a fare quattro chiacchiere. Il nome Rebecca deriva dal fatto che la libreria è “donna”, il sostantivo lo conferma, è stata creata da due donne, e infine il nome viene dall’ebraico e significa “irretire, tirare dentro”… speriamo sia di buon auspicio!

Cosa significa per voi mettere su una libreria in questo importante periodo storico?

Mettere su una libreria in questo periodo storico significa essere un molto coraggiosi, significa resistere e cercare di dimostrare che chi insegue i propri sogni e cerca di farne il proprio lavoro, non è pazzo, l’importante è avere tanta voglia di fare e tanta passione!

Interno della Libreria Rebecca a Siena. L'immagine mostra un corridoio e una porta blu alla fine, e ovviamente tanti libri

Cosa possono trovare i lettori da Rebecca Libreria?

Da Rebecca troverete un posto accogliente, con libri che cercano di abbracciare tutto il mondo, scelti seguendo il nostro gusto e le nostre inclinazioni, ma dal 29 maggio 2021, giorno dell’apertura, troverete anche tutti i libri che i lettori ci hanno e ci stanno consigliando. Inoltre troverete anche un po’ di libri e ristampe di vinili usati. Ci piace l’idea che cose d’altri, già vissute, possano avere una seconda vita.

Avete mai paura di non saper consigliare un lettore riguardo una lettura su qualche tematica che vi sta chiedendo?

Certo! Non siamo delle tuttologhe e spesso può capitare di non saper consigliare, è normale, l’importante è porsi nei confronti del lettore in questione con voglia di aiutare e di imparare allo stesso tempo.

Cosa dovrebbe fare, secondo voi, un libraio per tenere in piedi la propria libreria indipendente nonostante le pressioni di piattaforme con Amazon, per citarne una?

Questa è una bellissima e difficilissima domanda! Beh, deve prendersi cura dei lettori che accoglie, di tutti, deve rendere la propria libreria un posto in cui sedersi, prendersi del tempo per stare con se stessi o con il proprio libraio, scambiare quattro chiacchiere o sfogliare semplicemente un libro. Talvolta leggere anche solo un incipit può aprire una finestra su un altro mondo e farci stare bene. Amazon nonostante le sue tempistiche super performanti non potrà mai entrare in empatia col cliente.

Avete in progetto, appena sarà possibile, di fare degli incontri con gli autori di romanzi appena usciti o magari di aprire un book club per creare un feeling con i vostri clienti/lettori?

Assolutamente sì! Abbiamo in programma di iniziare con i gruppi di lettura a luglio, speriamo ne nascano anche di digitali per conoscere lettori di altre regioni. Inoltre ci piacerebbe creare eventi a tema musica e cinema, fare laboratori di lettura con i più piccoli per aprirci al meraviglioso mondo degli albi illustrati e tanto altro, è già tutto nelle nostre testoline, ma non possiamo dirvi tutto!

Tre parole per descrivere la Rebecca Libreria ai nostri lettori.

Questa è facile: libri, cinema, musica.

Foto della vetrina con libri della libreria Rebecca

Trovate Rebecca Libreria in via Pantaneto 132, Siena
Dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 20.

Articolo e intervista a cura di Raffaella Anna Indaco e Silvia Bonelli.

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