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  • Aldostefano Marino

Il 28 novembre 1907 nasceva Alberto Moravia

Il 28 novembre 1907 nasceva Alberto Moravia. Autore tra i più memorabili del Novecento italiano, Alberto Moravia (pseudonimo di Alberto Pincherle) viene ricordato per le idee anticonformiste e l’attualità della sua letteratura.


Una letteratura interamente tesa verso un’analisi tanto oggettiva quanto desolante della società. Fatta di personaggi indigeribili, ritratti alle prese con le loro ambizioni sbagliate, che portano il lettore a giudicarli, riconoscendosi, oppure discostandosi, da un modo di fare borghese e conformistico, ancora oggi condanna dell’individuo.


Nelle sue opere, Moravia ha esplorato i temi della sessualità, dell’alienazione sociale e dell’esistenzialismo.

Era un artista, un uomo libero che esprimeva le sue idee. Bisognerebbe imparare molte cose da Alberto Moravia. Elkann A., Moravia A., Vita di Moravia, Bompiani, Milano 2007

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La giovinezza «anormale» di Alberto Moravia


La vita di Moravia fu costellata di prove, soprattutto a causa di un’ipersensibilità che lo avrebbe sempre reso diverso agli occhi degli altri. Le condizioni famigliari erano agiate, ma la sua infanzia fu dolorosa. All’età di otto anni si ammalò di tubercolosi ossea, una malattia che lo accompagnò per tutta la vita. La sua vocazione autoriale arriverà con le prime minacce d’infermità. Non a caso, proprio sui diari di quegli anni, si può ritrovare un abbozzo degli Indifferenti (1929), il libro che più di tutti gli diede successo e che cominciò a scrivere durante il ricovero giovanile all’istituto sanatorio Codivilla.


Subito dopo Gli indifferenti, libro ostacolato dalla censura fascista e spesso accompagnato dal monito di non parlarne, tra il 1928 e il 1942, Alberto Moravia scrisse Le ambizioni sbagliate. Compose inoltre alcune novelle surrealiste, La mascherate e altre storie che, in una lunga intervista con Alain Elkann, lo stesso scrittore definirà «impettite».


Parallelamente alla scrittura e agli albori dell’attività giornalistica, per Moravia era tempo di viaggiare: prima in Francia, poi a Londra grazie alla collaborazione con La Stampa, allora diretta da Curzio Malaparte. Poi Berlino, gli Stati Uniti, il Giappone. E ogni viaggio, allora, diventava per lui un modo per fare esperienza del mondo in lungo e largo, e per approfondire la conoscenza dell’essere umano, il protagonista assoluto della sua opera.


Alberto Moravia ed Elsa Morante


Eredi Morante / Archivio Fondo Alberto Moravia

Nel 1937 Alberto Moravia incontrò Elsa Morante: una storia d’amore tormentata, forse la più celebre di tutta la letteratura italiana del Novecento, che durerà per i successivi vent’anni. Insieme non avevano molti soldi, ma sembravano felici, indipendenti, e molto discreti l’uno nei confronti dell’altra. Non parlavano mai dei rispettivi romanzi, al massimo dibattevano di quelli altrui, e per vero, si amarono. Si amarono realmente.


Nel 1941 la coppia si sposò, il giorno dopo Pasqua, in una chiesa dedicata alla Madonna. La famiglia di Alberto non assistette all’unione – per sua volontà – ma alla fine della celebrazione fu la madre di Moravia a dare un “bizzarro” pranzo a casa sua. Non ci fu alcun viaggio di nozze, partirono per Siena, e subito dopo raggiunsero Anacapri, dove Moravia compose Agostino (1944). Celebre è la loro fuga da Roma per scampare alla guerra, quando Morante e Moravia si rifugiarono in Ciociaria. Di quei mesi trascorsi lontano dalla civiltà e nella paura, Moravia racconterà nelle pagine della Ciociara (1957).


Alberto Moravia, Dacia Maraini e i viaggi


Dopo la lunghissima relazione con Elsa Morante, Moravia incontrò Dacia Maraini, e nel 1962 andarono a vivere insieme. Furono anni diversi quelli di Moravia trascorsi con Maraini. Anni dedicati soprattutto al viaggio. Insieme presero l’abitudine di recarsi una volta all’anno in Africa per ben 18 anni. Viaggiarono e partirono per molti altri posti, sempre intenti a fare un’esperienza totalizzante dei posti che raggiungevano.


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Rispetto alla precedente, la relazione di Maraini e Moravia fu più leggera e spensierata. Sia nel quotidiano che nel modo di viaggiare, Morante e Maraini furono totalmente diverse, eppure Alberto ebbe a cuore entrambe in modi totalmente differenti. La scrittrice Dacia Maraini lo ha raccontato in un libro dedicato all’infanzia dell’autore.

L'idea sia di Pasolini che di Moravia è che lo scrittore sia un testimone. Non ha la verità rivelata ma ha la verità di chi assiste ai fatti della sua epoca. Dacia Maraini a proposito di Alberto Moravia


L’ultimo amore di Moravia e l’impegno in Parlamento


Dopo Dacia Maraini, l’ultima relazione, la più discussa. Moravia dichiarò sempre che non avrebbe mai parlato di Carmen Llera, e che avrebbe lasciato a lei occasione di farlo. La sua occasione, di fatto, arriverà solo dopo la scomparsa dell’autore, in un libro dedicato a Moravia, Finalmente ti scrivo. Tra tutti, forse, quello con Llera fu l’amore più travolgente, anche grazie alla giovane e contestata età dell’amante – che aveva ben quarantacinque anni in meno di lui.


Dopo il conferimento del titolo di «Personalità Europea», in quegli stessi anni, Moravia diventerà Europarlamentare nelle liste del PCI, ruolo che non rivestì con molta attenzione ma che lo vide coinvolto direttamente sulla scena politica.


Alberto Moravia morirà nella sua casa sul Lungotevere della Vittoria, a Roma, la mattina del 26 settembre 1990.


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